“ Accettare e rifiutare sono le funzioni della mente a contatto con i cinque oggetti del piacere dei sensi —forma, sapore, odore, suono e tatto. Dedita alla speculazione, la mente viene a contatto con gli oggetti del piacere dei sensi e quando un essere desidera un particolare tipo di corpo, l’ottiene. Il corpo ci è dunque offerto dalle leggi della natura materiale. L’essere vivente accetta un corpo e prolunga la sua permanenza nell’universo materiale per godere o soffrire secondo la struttura del corpo acquisito. Senza un corpo è impossibile godere e soffrire in questo mondo, secondo le tendenze mentali ereditate dalla vita precedente. Infatti è lo stato mentale dell’essere all’istante della morte a determinare il particolare corpo che gli sarà offerto."( Libro di Krishna, L’avvento di Sri Krishna )
E come le gopi, anche noi, quando siamo privi del contatto fisico con Krishna possiamo ritrovare la Sua compagnia attraverso i sentimenti che nascono dalla separazione. La forma assoluta di Krishna, i Suoi attributi, i Suoi divertimenti e tutto ciò che Lo circonda non sono distinti da Lui. Esistono nove differenti modi di servizio di devozione a Krishna, e il servizio devozionale compiuto attraverso uno qualsiasi di questi nove modi, in un sentimento di separazione, eleva il bhakta al piano della devozione perfetta, dove si situano le gopi. ( Libro di Krishna, I sentimenti di separazione delle gopi )
L’adesione ai princìpi religiosi deve condurre al piano della conoscenza perfetta, dove, una volta situati, si perde l’interesse per le attività materiali. Raggiungere la conoscenza perfetta significa conoscere la propria natura e quella dell’Anima Suprema. L’Anima Suprema e l’anima individuale, sebbene siano uno in qualità, sono differenti in quantità. Questa comprensione analitica della conoscenza è perfetta. Capire soltanto che non siamo materia ma spirito non è una conoscenza perfetta. Il vero principio religioso è il servizio di devozione, la bhakti. ( Libro di Krishna, L’eccezionale potere di Krishna )
“Mio caro Krishna, disse un’altra gopi, Tu sei la vita e l’anima del fiore di loto sbocciato sulle acque trasparenti dei laghi dopo le chiare piogge d’autunno. Così bello è il loto, ma privato del Tuo sguardo appassisce, proprio come noi, che senza di Te moriamo. Veramente non siamo né Tue spose né Tue schiave; Tu non hai mai speso denaro per noi, ma è bastato il Tuo sguardo per affascinarci." ( Libro di Krishna, Il canto delle gopi )
Le mogli di Kaliya, le Nagapatni: “O Signore, Tu sei equanime verso tutti e non fai distinzione tra figlio, amico o nemico, perciò il castigo che con la Tua bontà hai inflitto a Kaliya è giusto. O Signore, Tu sei disceso in questo mondo per annientare coloro che ne distruggono l’armonia, ma poiché sei la Verità Assoluta non c’è differenza tra la Tua misericordia e il Tuo castigo. La punizione che hai inflitto ci sembra piuttosto una benedizione e una dimostrazione della Tua infinita misericordia, perché l’essere che Tu punisci si libera dalle conseguenze dei suoi atti colpevoli." ( Libro di Krishna, Vittoria su Kaliya )
Nel dominio della maha-maya, la danza si fonda sul piacere sensuale, mentre è col desiderio spirituale di soddisfare Krishna che le gopi accorsero sul luogo della danza rasa al richiamo del Suo flauto. L’autore del Caitanya-caritamrita, Krishnadasa Kaviraja Gosvami, spiega che cupidigia e amore mirano entrambi a soddisfare i sensi, ma l’amore mira a soddisfare i sensi di Krishna. In altre parole, gli atti compiuti per trovare una soddisfazione personale sono materiali, mentre gli atti destinati alla soddisfazione di Krishna sono spirituali. A qualsiasi livello si agisca, l’azione sarà sempre diretta alla ricerca del piacere dei sensi: sul piano spirituale per il piacere del Signore Supremo, Sri Krishna, e sul piano materiale per il piacere del suo autore.( Libro di Krishna, Introduzione alla danza rasa )
“I racconti che riguardano Dio, la Persona Suprema, sono pieni di potenza, si può capire solo se si discorre delle Sue glorie in compagnia dei devoti. Né gli speculatori mentali né gli accademici eruditi possono accedervi, perché si tratta di conoscenza che dev’essere realizzata.” ( Bhagavad gita CAPITOLO 9 La conoscenza più confidenziale )
L’esistenza di Krishna nulla ha di relativo. Ogni cosa è verità relativa, ma Krishna è la Verità Assoluta. L’esistenza del Signore non dipende da nient’altro che da Sé stesso. ( Libro di Krishna La vita quotidiana di Sri Krishna. )
La coscienza di Krishna può essere definita in poche parole come l’impegno costante nel trascendentale servizio d’amore al Signore. ( Bhagavad-gita Capitolo 6 Il dhyana-yoga verso 10 )
Bisogna abbandonare ogni altra via di realizzazione spirituale e dedicarsi al servizio di devozione nella coscienza di Krishna; si potrà così raggiungere la più alta perfezione dell’esistenza. Il devoto non deve preoccuparsi degli atti colpevoli compiuti nella sua vita precedente, perché il Signore Supremo lo protegge anche in questo senso. ( Bhagavad-gita Capitolo 12 Il servizio di devozione )
La coscienza di Krishna è essenziale nella società umana perché offre la piú alta perfezione dell'esistenza e la Bhagavad-gita ci spiega come. Purtroppo alcuni pensatori materialistici hanno usato la Bhagavad-gita per sostenere le proprie tendenze demoniache e confondere gli uomini sulla giusta comprensione dei semplici principi dell'esistenza. Tutti dovrebbero conoscere la grandezza di Dio, Krishna, e la vera posizione degli esseri viventi.( Bhagavad-gita Prefazione )
I Veda hanno dunque lo scopo di stabilire questi princìpi secondo le istruzioni del Signore Supremo, e il Signore afferma, alla fine della Bhagavad-gita, che il più alto principio religioso consiste nell’abbandonarsi a Lui soltanto. I princìpi vedici conducono dunque a questo fine ultimo, che è l’abbandono totale a Dio e il Signore appare ogni volta che uomini e demoniaci ostacolano la giusta applicazione di questi princìpi. ( Bhagavad-gita Capitolo 4 La conoscenza trascendentale )
Tutti devono impegnarsi in qualche genere di attività in questo mondo materiale, ma le azioni compiute possono legare l'individuo a questo mondo oppure liberarlo. Agendo per il piacere del Signore, liberi da motivazioni egoistiche, è possibile svincolarsi dalle leggi del karma (azione e reazione) e ottenere la conoscenza trascendentale del sé e del Supremo.
( Bhagavad-gita Capitolo 3 Il karma-yoga )
Il puro bhakta si abbandona ai piedi di loto del Signore, il Quale è libero di proteggerlo o di distruggerlo, ma in entrambi i casi il bhakta non dimentica mai la sua posizione di anima sottomessa al Signore; e da parte Sua, il Signore prova un profondo piacere spirituale nel porSi sotto la protezione del Suo devoto. Un meraviglioso esempio è il modo in cui Egli Si abbandonava a Sua madre Yasoda. ( Dal Libro di Krishna: Madre Yasoda lega Sri Krishna )
“O Signore, tutti gli esseri viventi, compresi i deva e i diversi ordini sovrani, re e altri capi, sono situati in Te. Poiché ogni essere è un frammento del grande Tutto, nessuno può conoscerTi attraverso il sapere empirico. Infatti la Tua esistenza assoluta è come un oceano in cui vivono migliaia di specie acquatiche, o come il frutto kadamba da cui escono nugoli di moscerini. Caro Signore, qualunque forma Tu scelga per apparire in questo mondo, Tu vieni per risollevare gli esseri dalla loro ignoranza, dall’illusione e dal lamento. Così, tutti gli uomini possono apprezzare le Tue apparizioni in questo mondo e i Tuoi divertimenti, e cantare in eterno le glorie dei Tuoi atti. Nessuno può calcolare il numero delle Tue forme e dei Tuoi avatara, e neppure il numero degli universi che esistono in Te. " ( Dal Libro di Krishna: Le preghiere di Akrura )

"L’anima incarnata può astenersi dal godimento dei sensi, sebbene il gusto per gli oggetti dei sensi rimanga. Ma se perde questo gusto, sperimentando un piacere superiore, resterà fissa nella coscienza spirituale. " ( B. g. 2. 59 )
"Signore, dammi la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la forza di accettare quelle che non posso cambiare, e la saggezza per capire quelle che posso cambiare e quelle che no."
"Coloro che all’interno come all’esterno vedono costantemente il Signore, Sri Krishna, che suona il flauto ed entra nella foresta di Vrindavana, hanno veramente raggiunto la perfezione del samadhi, cioè il completo assorbimento di tutti i sensi in un determinato oggetto. Le gopi mostrano che l’assorbimento nei divertimenti di Krishna è la perfezione di ogni forma di meditazione o di samadhi, e anche la Bhagavad-gita conferma che chiunque rimanga costantemente assorto in Krishna è il più grande degli yogi." ( Dal Libro di Krishna: Il flauto di Krishna affascina le gopi )
“O Signore, che non hai bisogno di altra fonte di luce oltre Te stesso, i grandi saggi che hanno attraversato l’oceano dell’ignoranza sul vascello assoluto dei Tuoi piedi di loto non hanno tenuto per sé quel vascello, né l’hanno ancorato sull’altra riva; esso è ancora su questa sponda.” ( Dal Libro di Krishna: Preghiere dei deva a Sri Krishna nel grembo di Sua madre )