Non è che non ci è permesso di mangiare cose con un’anima dentro. Dopo tutto, il corpo umano dipende dalle sostanze organiche, non potendo vivere soltanto di sostanze inorganiche. Percui gli sastra ci hanno detto quali sostanze organiche dovremmo mangiare. Dopo tutto, nei veda è detto: “Jivo Jivasya Jivanam”, “un essere vivente è cibo per un altro, questa è la regola generale”.

Ogni essere vivente ha un particolare cibo che è destinato per lui. Agli esseri umani è dato mangiare il cibo vegetariano. Generalmente non uccidiamo la pianta che che mangiamo. Per esempio, quando cogliamo un pomodoro, la pianta continua a vivere. Similmente accade per le melanzane, fagioli, piselli, zucche e zucchine, frutta e così via. Inoltre i cavolfiori e le piante florifere, generalmente muoiono quando raggiungono la maturazione, accade anche per il grano nei campi. L’albero non è leso quando il frutto viene colto e la mucca anche non viene ferita quando prendiamo il suo latte.

Però capita di danneggiare il vegetale, ma quando offriamo il vegetale a Krishna allora diventa prasadam e tutte le reazioni peccaminose per aver preso quel vegetale sono annullate. Essere semplicemente vegetariani va bene ma non è perfetto perchè si prendono sempre delle reazioni, anche se minime. Uno dovrebbe diventare servitore del Signore ed offrirgli il cibo. Allora non ci saranno reazioni alcune, così come confermato dal Signore in persona:

yajna-sistasinah santo
mucyante sarva-kilbisaih
bhunjate te tv agham papa
ye pacanty atma-karanat

“I devoti del Signore sono liberi da ogni peccato perche si nutrono di cibo offerto prima in sacrificio. Gli altri, che preparano il cibo solo per un piacere personale, in verità si nutrono solo di peccato.”