ALTRE COSE UTILI DA SAPERE...

 

Gli omaggi

Talvolta vedete i devoti che si chinano con la fronte al pavimento per “offrirsi gli omaggi”, ovvero per salutarsi. E' una forma tradizionale di mostrare rispetto a tutti i confratelli, anche se questi sono amici. Se nel Tempio vi trovate davanti a due che si inchinano per salutarsi, non sentitevi in imbarazzo. Probabilmente li sentirete che, mentre sono ancora chinati, dicono qualcosa: è la preghiera a Prabhupada o il Vaisnava-pranama (che troverete nella sezione intitolata “Canzoni e Mantra”). Ma se volete mostrare rispetto a un devoto senza volervi chinare in terra, basteranno anche solo le mani giunte, con il più classico e semplice "Hare Krishna".

Le Murti

Sugli altari di tutti i Templi di Krishna vedrete delle Divinità (le Murti), quelle che agli occhi della gente comune possono sembrare delle statue. Per il devoto non sono tali. Ultimamente Dio è una persona e la Sua onnipotenza può permettergli di penetrare in forme composte di materiali come il marmo o il legno per accettare il servizio devozionale che il devoto ambisce a rendergli. Per questa ragione le Murti sono incarnazioni della misericordia divina e il devoto è molto affezionato a Loro. Ci sono tanti tipi di Murti: le più comuni sono il Panca-tattva, Gaura-Nitai, Jagannath-Subhadra-Baladeva e Radha-Krishna.

Togliersi le scarpe nella sala del Tempio

Quando state per entrare in una sala del Tempio, vi verrà richiesto di togliervi le scarpe. Sebbene per noi occidentali sia una cosa abbastanza fuori dal comune, le ragioni sono abbastanza ovvie: camminando per la strada le nostre scarpe diventano inevitabilmente sporche. Perciò è una questione di igiene che diventa un atto di rispetto nei confronti delle divinità e dei devoti che vivono nel tempio. “D’inverno fa freddo a stare a piedi scalzi”, direte voi. Ma non c’è problema: in tutti i Templi ci sono tappetini di vario tipo che vi proteggeranno dal freddo.

Portate qualcosa alle Divinità

E’ buona norma arrivare al Tempio portando un dono alle Divinità, anche qualcosa di semplice come un fiore, della frutta o qualsiasi altra cosa che possa essere utilizzata al Loro servizio. Oppure lasciate un'offerta in denaro che potete depositare nell'apposita cassetta o anche consegnare ai devoti incaricati del servizio specifico.

La “bancarella” nel Tempio

In quasi i Templi c'è sempre un tavolino in cui si vendono oggetti di varia natura. La ragione è semplice: i Centri per la Coscienza di Krishna non vengono finanziati da nessuno. Di solito ogni Tempio è indipendente da tutti gli altri dal punto di vista finanziario e quindi è un modo come un altro per procacciare i fondi necessari alla vita della comunità. Potete acquistare le merci con fiducia: l'intero ricavato va per il mantenimento e per l'espansione di iniziative spirituali. I devoti vivono una vita personale molto semplice, lavorando (ma amano chiamarlo servizio devozionale) a tempo pieno senza percepire alcun guadagno.

Se volete fare servizio...

Un altro atto particolarmente apprezzato dai devoti è quello di offrire la propria collaborazione, sia all’interno delle proprie competenze che in servizi generali. Vi posso assicurare che in un Tempio può mancare di tutto meno che di cose da fare. Chiedete di poter fare “qualche servizio devozionale” e sarete subito accontentati!

L’offerta per il prasadam della domenica

Nel passato nulla veniva chiesto per la cena offerta agli ospiti durante la festa della domenica. Ancora oggi ai devoti non piace chiedere denaro in cambio del prasadam, che dovrebbe essere una “misericordia di Krishna” e dunque gratuita. Dovrebbe essere l’ospite stesso a mettere in modo regolare un’offerta spontanea nell’apposita cassetta, comprendendo quali spese un Tempio deve affrontare per preparare delle feste così sontuose (e non soltanto per il cibo). Purtroppo solo di rado nella cassetta si trovano i denari sufficienti anche solo per pagare le spese vive. Per questa ragione negli ultimi anni molti Templi (anche fra i più grandi e importanti) si sono trovati costretti a chiedere un’offerta per il prasadam. Ovviamente si parla di poche migliaia di lire, ma anche queste sono necessarie per continuare a tenere feste della domenica. Se vogliamo Templi nelle nostre città, cercate di contribuire alle spese del Tempio, ognuno secondo le proprie possibilità.

Il Guru (il Maestro Spirituale)

Non c’è dubbio che i devoti di Krishna amano molto i loro Guru, e in modo particolare il Maestro di tutti i maestri, Strila Prabhupada. E non è difficile capirne il motivo, visto che da lui hanno ricevuto ciò che considerano il dono più prezioso possibile nell’esistenza umana, cioè la Coscienza di Krishna.

Il canto e le danze

I devoti di Krishna vengono chiamati “gli Hare Krishna” perchè è solito incontrarli mentre cantano il Mantra Hare Krishna, o con la mano immersa nel sacchetto dove si trova la corona per la recitazione o che cantano per le strade accompagnandosi con gli strumenti musicali. Il canto è una delle forme più importanti per ottenere la liberazione in questo Yuga (epoca) di degradazione. La danza serve è una manifestazione di esuberanza interiore, che scaturisce dalla felicità di aver trovato un così raro gioiello.

Il japa

E’ una delle forme più antiche di meditazione yoga. Consiste nella meditazione su vibrazioni sonore di natura spirituale aiutandosi con una corona (mala). Per questa ragione viene chiamata japamala. Una mala è fatta di legno di tulasi o di nim, due alberi sacri, ed è composta di 108 palline. Su ognuna di queste va cantato il mantra Hare Krishna completo di tutte le sue parole. Perciò 108 di questi mantra costituisce un giro; un devoto iniziato canta almeno sedici di questi giri. Ma japamala può essere praticata da chiunque, in qualsiasi luogo; e non importa quanti “giri” uno riesca a cantare. In questo senso il Bhakti-yoga è la forma di Yoga più misericordiosa di tutte, in quanto non impone discipline impossibili come accade per altre forme di Yoga. “Semplicemente cantate Hare Krishna”, diceva Prabhupada.

Gli strumenti musicali

Al Tempio troverete vari tipi di strumenti musicali. I più importanti sono tre: i karatala, che sono quei piattini di metallo che servono per tenere il tempo, la mridanga, che è un tamburo a due teste, una più piccola l’altra più grande e l’harmonium, che è un organo a mantice. Se lo desiderate, i devoti saranno felici di insegnarvi a suonarli.

I vestiti

Il modo di vestire dei devoti di Krishna è alquanto insolito in occidente, ma in India nessuno vi guarderà neanche se camminate per le strade vestiti in questo modo. Il devoto porta il dhoti che è il tradizionale vestito religioso indiano e sopra il kurta, la camicia. Gli uomini sposati o i neofiti portano il colore bianco, mentre i rinunciati usano il colore zafferano. Le donne portano il sari, un elegante vestito in genere variopinto. Qualcuno potrebbe chiedersi la ragione del vestirsi in questo modo in occidente, specialmente perchè la stragrande maggioranza dei devoti che vivono nel Templi in queste nazioni sono occidentali di nascita. La ragione è che un devoto è un devoto sia in occidente che in oriente e quindi vorrà vestirsi sempre da devoto.

Le teste rasate e il “ciuffetto” di capelli

Ancor più dei vestiti, forse ciò che colpisce sono le teste rasate e la shikha, il “ciuffetto” di capelli in cima al capo. Oggigiorno, con le nuove mode, nessuno ci fa più neanche caso, ma qualche decennio orsono la cosa faceva davvero sensazione. Si tratta di un simbolo di rinuncia alla bellezza esteriore.

Le regole d’igiene (la cucina e altro)

La pulizia è uno dei cardini della vita vaisnava. Senza utilizzare un corpo pulito, la mente non sarà in uno stato adatto alla meditazione e al servizio devozionale. Le regole d’igiene sono tante: almeno una doccia al giorno (al mattino presto, prima del mangala-aratrika); vestiti puliti cambiati ogni giorno; teste rasate (i peli sono considerati impuri); le pentole non si toccano se non dopo essersi lavati mani e bocca; mentre si mangia deve esserci uno che serve, in modo che coloro che mangiano non siano costretti a toccare i vassoi con il cibo; in cucina si entra dopo essersi fatti una doccia e con vestiti puliti, i quali vanno cambiati tutti i giorni.

Sankirtana e Harinama

Sankirtana significa letteralmente “canto assieme ad altri”. Ma nel Movimento Hare Krishna è diventato d’uso indicare con tale termine l’attività di distribuzione pubblica dei libri scritti da Prabhupada e tradotti nelle varie lingue dai suoi discepoli. Per Harinama invece si intende proprio il canto pubblico, fatto nelle strade, danzando e suonando gli strumenti caratteristici.