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IL PURO LOTO DELLA DEDICAZIONE AL SIGNORE
La jiva che è stata ridotta in schiavitù dall'azione di
maya preferisce rimanere in tale posizione per godere della vita materiale,
e questo desiderio letteralmente lega la jiva al ciclo di nascita e morte
ripetute. Ciò costituisce la causa originale delle tre miserie
dell'esistenza materiale. L'anima spirituale, tuttavia, può conseguire
il beneficio più alto quando rimane disgustata dal godimento materiale,
e dedica nuovamente il suo tempo e la sua energia al servizio d'amore
a Sri Krishna. Tale benedizione è paragonata alla fioritura di
un bocciolo del fiore di loto bianco. Proprio come i raggi rinfrescanti
della luna hanno il potere di indurre i bianchi fiori di loto alla fioritura,
così i raggi del dolce sentimento suscitato dal canto del santo
nome ravviva i languidi petali del loto pieno di benedizioni per la jiva.
Secondo l'adagio, "La devozione fa nascere la devozione", occorre
seguire i principi elementari della bhakti. cantare e ascoltare ripetutamente
fino all'apparire dei primi raggi di luce della pura devozione nel cuore
della jiva sincera e fiduciosa. L'esempio citato del canto pubblico paragonato
alla luna è alquanto appropriato: il fiore di loto ancora chiuso
si risveglia alla piena fioritura quando viene accarezzato dai rinfrescanti
della luna, e similmente il santo nome diffonde i raggi di bhava, l'attrazione
spontanea per il Signore Supremo. Bhava è l'essenza di hladini,
che penetra il cuore della jiva. Rati, o l'amore spirituale erotico, illumina
a quel punto la sua coscienza, elargendo alla jiva la più alta
forma di benedizione. Questo è ciò che s'intende per "la
luna crescente che diffonde il loto bianco della fortuna per tutti gli
esseri viventi".
ACQUISIRE LA PROPRIA FORMA ETERNA
A questo punto potrebbe sorgere una domanda pertinente: a quale stadio
evolutivo della coscienza corrisponde l'acquisizione della pura identità
spirituale (sva-dharma) da parte di una persona che ha raggiunto il livello
della pura devozione? Sri Caitanya Mahaprabhu risponde affermando, vidya-vadhu-jivanam,
"la vita di ogni conoscenza trascendentale". La sakti del Signore
Supremo si presenta in due aspetti: vidya, o conoscenza, e avidya, o ignoranza.
La svarupa-sakti di Sri Krishna, o la potenza interna spirituale, è
detta vidya, mentre la Sua potenza esterna, maha-maya, è detta
avidya. Ed è quest'ultima ad essere incaricata della creazione
materiale e che ricopre la svarupa dell'anima. Non appena i primi raggi
della pura devozione appaiono infine sull'orizzonte del cuore, sadhaka
che segue sinceramente il metodo del canto e dell'ascolto vedrà
la potenza dell'avidya eclissarsi grazie all'intercessione di bhakti-devi,
la dea del puro servizio di devozione, la quale sradica ogni desiderio
materiale indesiderato che impedisce il servizio al Signore. Infondendo
la conoscenza spirituale nell'anima, Ella distrugge le coperture grossolane
e sottili della jiva, permettendole di manifestare contemporaneamente
la propria forma spirituale originale al punto da ottenere la forma di
una gopi, ad esempio, se la sua proclività si immedesima nel sentimento
coniugale. Ciò dimostra che il nome di Krishna è la vita
stessa della conoscenza trascendentale, vidya-vadhu-jivanam. La svarupa-sakti
è stata spesso descritta come la moglie di Krishna. Il termine
sanscrito "vadhu", infatti, significa "moglie".
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