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Sri Siksastaka
Otto Meravigliose Istruzioni
di Sri Caitanya Mahaprabhu

Traduzione letterale e letteraria dei versi di
Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Acarya-Fondatore dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di
Krishna
Commento "Sri Sanmodana Bhasyam" di
Srila Bhaktivinoda Thakura
Spiegazioni di
Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami
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PULIRE LO SPECCHIO DELLA COSCIENZA
Risulta evidente che la jiva è infinitesimale, e la sua natura
trascendentale è caratterizzata da ego puro, anima pura e forma
pura. Tale natura, tuttavia, rimane contaminata dall'ignoranza non appena
la jiva si allontana da Dio e prende in considerazione l'eventualità
di godere dell'energia materiale. Perciò l'anima è stata
paragonata ad uno specchio: proprio come non è possibile osservare
il proprio viso su uno specchio ricoperto di polvere, così non
è possibile osservare il nostro vero volto sullo specchio della
coscienza quando essa è ricoperta dalla polvere dell'ignoranza.
Iniziando a compiere il servizio di devozione particolarmente il canto
e l'ascolto dei sacri nomi e divertimenti del Signore Supremo Sri Krishna
sotto il diretto controllo della Sua potenza di piacere spirituale (hladini)
la contaminazione materiale e l'ignoranza vengono completamente sradicati.
In tal modo la coscienza pura della jiva, che è una funzione del
suo puro ego, può manifestarsi e la jiva sarà in grado di
vedere con assoluta chiarezza i cinque principi fondamentali dell'esistenza
riflessi sullo specchio del suo puro ego: il Signore Supremo, la jiva,
prakrti (natura), kala (tempo) e karma (azione e reazione). Il riflesso
della propria identità originale potrà essere così
osservato sullo specchio della sua pura coscienza senza alcuna distorsione.
Ciò l'aiuterà a conoscere la sua vera religione e la sua
autentica natura di eterno servitore del Signore. Nel momento in cui si
diventa veramente esperti nel servire il Signore, la propensità
della jiva di godere della natura materiale si trasformerà in un'attitudine
al servizio colma di amore e di devozione.
LA FORESTA IN FIAMME DEL SAMSARA
Il significato del termine bhava è il seguente, la jiva è
soggetta alle nascite ripetute di questo mondo, e si tratta di un ciclo
continuo di nascita e morte ripetute chiamato maha-davagni, o foresta
in fiamme, un'immane conflagrazione che non può essere estinta
in alcun modo se non attraverso il canto collettivo del santo nome di
Krishna. A questo proposito può sorgere un dubbio: quando si è
illuminati in merito al proprio sva-dharma, o la nostra eterna ed intriseca
natura ed occupazione, esiste la possibilità di abbandonare il
canto del santo nome di Krishna? La risposta è no, non accade mai.
Il canto del nome di Dio è lo sva-dharma dell'anima. La frase sreyah-kairava-candrika-vitaranam,
che descrive il santo nome, introduce in modo particolareggiato il significato
di eterna attività dell'anima spirituale nella sua originale condizione
spirituale.
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