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SIMULTANEAMENTE UNO E DIFFERENTE
L'essere vivente, o energia marginale, e Vaikuntha, o la trascendenza,
sono quindi simultaneamente differenti e non differenti dal Signore Supremo.
La jiva continuerà a rimanere un residente dei pianeti spirituali
fintantoché prenderà completo rifugio nel Signore Supremo,
ma nel momento in cui essa dimentica l'innata conoscenza spirituale in
relazione al Signore Supremo, la jiva verrà situata all'esterno
della dimora trascendentale del Signore. La jiva è paragonata a
un raggio di sole, ma sotto l'effetto della nuvola di maya, o energia
illusoria, la sua posizione condizionata si tramuta in uno stato di esistenza
che non le pertiene, e che perciò è innaturale. La jiva
esiste allo scopo di entrare a far parte dei divertimenti trascendentali
del Signore Supremo, ma l'influsso della sua natura marginale la rende
vulnerabile, e la può indurre a rimanere dominata dall'influenza
di maya, costringendola a soffrire le miserie provocate dalla nascita
e dalla morte ripetute. Tuttavia, non appena la scintilla spirituale individuale
risveglia la sua natura originale, la densa foschia dell'ignoranza, o
maya, si dissipa e l'interminabile sofferenza della nascita e della
morte ripetute giungerà a termine permettendo così alla
jiva di assumere nuovamente la sua vera identità spirituale.
L'associazione pura delle persone sante agisce sulla jiva con effetti
miracolosi. Essa arriva a sviluppare gusto e interesse per la conoscenza
delle scritture e attrazione per l'infinitamente affascinante Signore
Supremo. L'anima risvegliata, situata nella sua posizione originale naturale,
giungerà a qualificarsi per poter entrare negli scambi d'amore
coniugale col il Signore. La fede sincera è il fattore che induce
una persona a ricercare un'autentica associazione di personalità
sante e successivamente anche il rifugio di un maestro spirituale autentico,
dal quale potrà ascoltare il vero significato delle scritture rivelate.
Dopo aver ascoltato con sottomissione, potrà iniziare il processo
del canto e gradualmente, man mano che la sua natura originale verrà
messa in rilievo, la jiva spiritualizzata potrà trionfare sull'energia
illusoria, maya. Tale è, in breve, il beneficio supremo collegato
del santo nome del Signore: solamente il canto può pulire efficacemente
il cuore (ceto-darpana-marjanam) e consentire infine alla jiva di conseguire
i sette tipi di perfezione.
LA JIVA E IL SIGNORE SUPREMO
Il verso che inizia con ceto-darpana-marjanam descrive la natura trascendentale
e originale della jiva. Come spiega Srila Jiva Gosvami, la jiva è
parte integrante della Suprema Verità Assoluta, l'Origine Suprema
di ogni energia, l'aggregato complessivo di tutte le anime spirituali.
Come un raggio di sole, la jiva appartiene alla stessa natura spirituale
del Supremo, anche se la dimensione, paragonata a quella del Signore,
rimane sempre infinitesimale. Srila Baladeva Vidyabhusana ha analizzato
Dio come l'infinito Signore Supremo, e la jiva come particella infinitesimale
del Signore stesso. Il Signore Supremo possiede eternamente nella loro
perfetta pienezza tutte le qualità trascendentali, e il Suo puro
ego si manifesta sotto forma della conoscenza Assoluta e del conoscitore.
Similmente, anche la jiva dispone della conoscenza trascendentale e del
puro ego, seppure solo parzialmente. Questo è logico, dal momento
che qualità come la luce e il calore presenti nel sole sono riscontrabili
anche nei raggi solari.
Il Signore Supremo è perciò pienamente indipendente; inoltre,
possiede e personifica tutte le qualità trascendentali. Essendo
l'origine di tutto ciò che esiste, Egli soltanto crea e mantiene
il mondo materiale, sebbene solo parzialmente Egli entra nella natura
materiale e la controlla. Il Signore è il ricettacolo di ogni felicità
spirituale, e da sempre assapora la Sua personalità spirituale.
Egli distribuisce il nettare del puro amore per Dio attraverso il puro
servizio di devozione. In realtà, Egli incoraggia tutti gli esseri
viventi a gustare questo dolce nettare. Gli innumerevoli esseri viventi
si dirigono lungo differenti livelli di esistenza: talvolta eternamente
condizionati, oppure eternamente liberati. Quando la jiva rifiuta il Signore
Supremo, essa è costretta a rimanere costantemente attratta dalla
materia. Tuttavia, se decide di cercare il rifugio del Signore, il velo
di maya che separa la jiva dalla propria identità eternamente trascendentale
si solleverà definitivamente, e la jiva potrà essere così
riportata alla sua pura coscienza originale.
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