|
Segnali di Krishna
|
Tante volte tra
devoti si dice che dovremmo osservare con attenzione i messaggi che Krishna
ci invia durante la giornata. Le piccole cose che diamo per scontate hanno
un insegnamento trascendentale che spesso non riusciamo a vedere. A volte
studiamo per ore dei concetti filosofici cosi sublimi ed elevati dandoci
certezze sulla validita della realta spirituale, ma poi quando
dobbiamo fare un piacere ad un devoto o aiutare una persona in difficolta
oppure semplicemente fare un complimento carino alle persone che ci stanno
piu vicino,usiamo mille pretesti certi, per non dimostrare il nostro
compiacimento. Questo esempio vale per me, ci sono molte volte che vado
daccordo con tutti, ma altre volte mi trovo a chiudermi in me stesso
per varie ragioni. A parte certi casi particolari che ritengo giusti, le
altre volte potrei essere piu morbido ed elastico con le prove della
vita, cercando appunto di vedere il messaggio che Krishna vuole mandarmi
per insegnarmi la tolleranza, la pazienza, la compassione, ecc. Ma niente
da fare, dovuto ai miei forti condizionamenti raggiungo come un esperto
nuotatore la sponda del mio falso ego, dimenticando in parte il comportamento
che dovrebbe avere un vaisnava. Ma poi quando mi rimetto a leggere un libro
di Srila Prabhupada o ascolto un bravo devoto parlare sulla coscienza di
Krishna, rinasce in me la voglia di riprovare, pensando "Questa e
la volta buona" Forse ce la faccio! " Oggi sono in
servizio in treno come cuccettista e sto partendo da Siracusa per rientrare
a Venezia. Prima di salire nella mia vettura riflettevo sulla relazione
che Krishna ha con ognuno di noi. Tutto e cosi perfetto in questo
mondo materiale agli occhi di Krishna. Ognuno di noi ha cio che gli
spetta, ne piu ne meno. Le proprie responsabilita
sono perfette in modo tale da sviluppare alla fine amore per Krishna, perche
lui vuole che torniamo a casa. Le gioie, i dolori, le disgrazie sono tutte
prove con le quali dobbiamo confrontarci per poter crescere spiritualmente,
visto che questo e lo scopo della vita. Penso che molte volte il mio
lavoro e stressante, ce sempre da avere a che fare con
persone che si lamentano. Ci sono dei momenti durante il viaggio che mi
rifiuto di parlare, non dico una parola, giusto lessenziale. Perche
rifiutare, perche allontanarsi da cio che e presente,
da cio che e vita? Krishna e questo che vuole da me oggi!
In futuro probabilmente cambiera la situazione, ma oggi Lui vuole
che io viva cosi. Dopo questa riflessione sono passate circa quattro ore.
Sono salito in treno unora prima della partenza perche devo
preparare e attrezzare la vettura prima che salgono i viaggiatori. Appena
ho aperto la porta della carrozza ho sentito una vampata di calore dovuta
al forte caldo dagosto, ci saranno stati 40 gradi come minimo. Circa
dieci minuti dopo essere salito, due viaggiatori volevano occupare il loro
compartimento spingendo valige e pacchi. Educatamente dissi loro che era
troppo presto per salire a bordo perche prima dovevo sistemare i letti.
Continuando a spingere i loro pacchi mi risposero che il padre aveva ottantanni
e doveva assolutamente sedersi e io ribattevo che potevano aspettare al
fresco in stazione. Ma loro erano determinati a far salire il loro anziano
padre cominciarono da alzare il tono della voce. Si sarebbero fermati anche
sulla piattaforma della carrozza pur di stare allombra in quel giorno
cocente, ma io deciso continuavo sulle mie. I figli tirarono giu il
padre tremolante che si trovava a meta della scaletta di salita al
treno. Guardando il quadretto familiare osservai piu attentamente
le condizioni del povero vecchietto e dissi: " E va bene aspettate
qui " Loro ormai inveiti mi risposero che sarebbero scesi, e a quel
punto guardandoli in cagnesco chiusi la porta con forza. Tornai a sistemare
quello che stavo facendo, ma poco dopo mi torno in mente la riflessione
della mattina, e tra me e me dissi: "Questa e una prova! E tu
perdi subito il controllo? Per diventare devoti bisogna sapersi controllare,
questo e Krishna a cui piace scherzare e tu ci sei cascato. Mi affacciai
dal finestrino e vidi i tre sotto lombra di un treno fermo al binario.
Gli feci cenno di avvicinarsi alla porta dentrata. Si avvicinarono
e guardandomi con sguardi piu duri di prima mi porsero i biglietti
in malo modo. Provai ad essere gentile indicandogli il numero dello scompartimento.
Salirono senza dire niente, ma dopo qualche minuto la figlia del vecchietto
mi venne vicino e mi disse: "Voglio il suo nome e cognome!" Le
risposi che il mio nome non potevo darglielo e che se volevano presentare
un esposto di lamentele potevano fare riferimento al numero del treno e
alla data di partenza. Rispondevo tranquillamente, ma nello stesso tempo
quando incontravo il suo sguardo inferocito, mi veniva il desiderio di risponderle
in maniera fredda, tagliente, dimostrando che non avevo paura delle sue
ingiurie. Nacque un braccio di ferro tra me e la mia mente, tra la mia passione
e il desiderio di virtu, mentre si aggiungeva alle lamentele il povero
vecchio che in quel momento sembrava essersi svegliato dai suoi ottantanni,
facendo notare che anche lui avrebbe fatto rapporto alla mia azienda. Altri
passeggeri saliti a bordo in anticipo prendevano posto nei loro compartimenti
uscendo immediatamente per vedere meglio quello che stava succedendo. Provai
ad usare la tranquillita chiedendo scusa per il frainteso e spiegando
che anchio ho dei tempi limitati che mi servono per organizzare il
lavoro. Sentendo queste parole la figlia si alzo verso il padre che
si lamentava e disse: "Stai zitto! Voglio sentire le sue scuse! Il
guna dellignoranza si fece notare entrando in me in maniera ancora
piu forte del solito. La mia mente mi aveva preparato nel vassoio
dargento due-tre risposte condite di ripugnanza, fastidio e stupidita
dove la mia lingua pregustava gia il sapore. Con grande sforzo ripetei
cio che aveva detto prima rinnovando le mie scuse, ma "la nobile"
signora con tono schiacciante mi rispose: "Avremo tempo tutto il viaggio
per vedere come si comporta." Mentre mi rispondeva in questo modo,
mi sembrava di vedere una scena teatrale che non mi apparteneva e con sottomissione
risposi: "Va bene." La signora disarmata si ritrovo a vedere
se stessa nel suo comportamento e comincio a ridere, ma la cosa strana
e che non riusciva piu a smettere, il padre ed io contagiati
iniziammo a ridere seguiti dai curiosi in corridoio. Ci fu una forte stretta
di mano e gli sguardi adesso erano dintesa e facevano capire che tutta
quella situazione era diventata troppo esagerata per una cosa da nulla.
Il mio servizio era cominciato male, ma ora si era trasformato in un piacevole
viaggio. Agli occhi di Krishna tutto e perfetto; ma per luomo
il mondo materiale e diviso da imperfezione e perfezione, sta a noi la scelta,
che si puo comprendere vivendo il presente accettando queste prove
come misericordia. Il nostro compagno di banco e una prova, il nostro
collega di lavoro e una prova. Superate tutte le prove abbandonandosi
al volere di Dio potremmo accedere a piani diversi fino alla Suprema Verita
Assoluta dove il nostro naturale servizio sara quello di soddisfare
il piacere divino. Come poteva finire questa storia con quei due signori
se li avessi risposto in modo sbagliato? Oppure che percorso puo prendere
una frase benevola non detta? Il perdono non concesso? Uno tra i tanti compiti
di Maya e quello di dividere gli uomini, lo confermano le guerre che
ci sono nel mondo, le separazioni coniugali che aumentano, le lotte fratricide
che esplodono per nulla che valga veramente, e anche nei piccoli episodi
quotidiani e presente. Ogni entita vivente sta viaggiando sul
treno della vita, ognuno nel proprio scompartimento dal quale arrivano le
prove. Capisco sempre piu attraverso la mia breve esperienza che e
molto difficile tornare a casa il viaggio per me e ancora molto lungo,
ma capisco se non altro che il treno sta viaggiando nella direzione giusta.
Grazie infinite Srila Prabhupada |