Srimad Bhagavatam Mahatmyam

Le glorie dello Srimad Bhagavatam dal Padma Purana, Uttara kanda


Per la traduzione dall'Inglese all' Italiano hanno collaborato:

Srimati Kirtida Devi Dasi e Sua Grazia Suptavigraha das

 

CAPITOLO 4 - La Storia di Gakarna

Parte 12
Parte 1
Parte 2
Parte 3

Parte 4
Parte 5
Parte 6
Parte 7
Parte 8
Parte 9
Parte 10
Parte 11
Parte 13
Parte 14
Parte 15
Parte 16
Parte 17
Parte 18
Parte 19
Parte 20

Suta Gosvami continuò: “ O Saunaka, quando il Signore Supremo, che è molto caro ai Suoi devoti, vide la trascendentale bhakti manifestarsi dentro i loro cuori, Lasciò la Sua dimora e apparve in un’assemblea ad Ananda. Egli indossava una ghirlanda fatta di fiori della foresta , e il colore del Suo corpo era proprio simile a nuvola di monsone. Indossava abbaglianti indumenti gialli e una cintura decorata di gemme. Una corona ornava la Sua testa e i Suoi orecchini ondeggiavano. Il Suo corpo stupendo disegnava tre curve e rapiva i cuori di tutti. La gemma kaustubha brillava sul Suo petto e le Sue membra erano unte di polpa di sandalo. e la Sua squisita bellezza sconfiggeva milioni di Cupidi. Così la Persona Suprema, che teneva un flauto tra le mani, entrò nel cuore dei Suoi devoti. I Suoi intimi associati, come Uddhava, arrivarono lì in incognito per ascoltare il Bhagavatam-katha. Appena il Signore apparve, in tutte le direzioni si udirono “ Cantare le Sue glorie! Cantare le Sue glorie!” Ci fu allora una meravigliosa ondata di bhakti rasa: il suono della conchiglia, una pioggia di fiori e di acqua colorata. L’intera assemblea dimenticò completamente sé stessa; tutti dimenticarono se stessi e i loro interessi e si immersero nell’ascolto dello Srimad Bhagavatam.”
Vedendo la loro profonda concentrazione, Sri Narada disse: “ O saggi, oggi ho potuto vedere le meravigliose glorie del Saptaha. Anche stupidi, mascalzoni e perfino animali si sono purificati col l’ascolto. Non ho dubbi che in kali-yuga il bhagavata-katha è il metodo più potente per purificare il cuore. O persone tra le più sante, solo per mostrare gentilezza alle anime sofferenti del mondo materiale voi avete rivelato questo meraviglioso procedimento. Adesso, per favore, narrate le storie che riguardano coloro che si sono purificati compiendo il Saptaha Yajna.”1

I Kumara dissero: Le persone contorte che trasgrediscono sempre le regole delle scritture e s’impegnano in varie attività peccaminose, bruciando sempre nel fuoco della rabbia, e della lussuria, saranno purificate dal Saptaha Yajna.

Le persone estranee al sistema del varnasrama, ignare della verità, e turbate dai desideri materiali, che sempre criticano i loro genitori, che sono invidiosi, ipocriti, e sempre pronti a tormentare gli altri, saranno purificati dal Saptaha Yajna.

Quelli che rubano l’oro, che bevono liquori, uccidono i brahmana e che si uniscono con la moglie del loro maestro sono sempre crudeli, privi di misericordia, immorali, demoniaci, sempre pronti a ingannare, saranno purificati dal Saptaha.

O Narada, in questo contesto, ti racconterò una storia; sarà sufficiente ascoltarla per liberarsi da tutti i peccati.

Una volta c’era una bella sistemazione sulle rive della Tungabhadra. La gente di questa città era veritiera, religiosa, e dedicata ad eseguire i doveri a loro prescritti. In questa città viveva un brahmana di nome Atma Deva, il quale era molto esperto nello studio dei Veda e nel compimento dei riti del karma-kanda. Egli era brillante come il sole, e sebbene fosse ricco, egli viveva elemosinando. Aveva una moglie bella di nome Dhundhuli, che proveniva da una buona famiglia, ma era molto ostinata. Per natura era molto crudele, gli piaceva chiacchierare e si divertiva a pettegolare. Sebbene fosse esperta negli affari di casa, era avara e litigiosa.2 Il brahmana e sua moglie vivevano insieme amorosamente possedendo ampia ricchezza e oggetti di piacere. Nonostante la loro bella casa, non erano molto felici perché non avevano un figlio. Perché la vecchiaia avanzava, Atma Deva s’impegnò in varie attività pie per poter avere un figlio. Fece carità ai poveri e doni di mucche, terre, oro, indumenti ecc. Così spese metà della ricchezza in attività religiose. Eppure non riusciva ad avere un figlio ed era sopraffatto dall’ansia.

Un giorno, sentendosi molto scoraggiato, lasciò la casa e andò nella foresta. Mentre il sole stava raggiungendo lo zenit, assetato si avvicinò allo stagno. Per la mancanza di figli sentiva depresso, debole, e stanco,4 dopo aver bevuto si sedette per riposarsi.5 Dopo un po’ di tempo un sannyasi si avvicinò per bere. Il brahmana si avvicinò a lui respirando affannosamente. Il sannyasi s’informò: “O brahmana, perché piangi con tanta ansia? Dimmi, qual è il tuo problema?” Il brahmana rispose: “ O Maharaja, sto soffrendo per i peccati delle mie vite passate. Anche i miei antenati sono ansiosi, perché quando faccio le mie offerte d’acqua essi le accettano, ma restano preoccupati. Gli esseri celesti e i brahmana non accettano volentieri le mie offerte di cibo. Sono così infelice per la mancanza di un figlio che la mia vita sembra un deserto. Sono venuto qui per abbandonare la mia vita inutile, dato che non ho un figlio. Una casa senza figli è come una foresta e la ricchezza perde di valore. Una famiglia senza figli non è certo propizia. O Maharaja , anche le mucche che ho acquistato sono sterili! Quando pianto un albero, esso non produce frutti e fiori. E se porto dei frutti a casa essi si sciupano molto facilmente. Sono molto sfortunato perché senza figli la mia vita non ha alcun scopo:”

Continua...