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PRABHUPADA MEDITAZIONE - Srutakirti Dasa 4 parte Aneddoti inediti di Bhaktivedanta Swami Prabhupada fondatore e Acarya del Movimento per la Coscienza di Krishna narrati dai suoi discepoli Il Guru e il suo Servitore Gennaio 1973 Spegni il rasoio fra una passata e laltra, così non si riscalda troppo. La parte complicata era intorno alle orecchie. Srutakirti: Srila Prabhupada aveva delle belle orecchie, ma ogni volta che avvicinavo il rasoio a quel punto, sembrava che mi dicessero attento alle mie orecchie. Io stavo attento. Per la misericordia di Krishna non ci fu mai un errore durante questo servizio. Una delle parti più belle era il dopo, quando potevo distribuire ai devoti i capelli del loro Maestro spirituale. La cosa più semplice poteva diventare causa di ansietà, specialmente in India. Nel 1973 a Mayapura lacqua per il bagno di Sua Divina Grazia veniva riscaldata con una resistenza che veniva immersa in un secchio piena dacqua. Come ogni cosa in India, la resistenza non funzionava sempre: talvolta si bruciava o se ne andava lelettricità, per cui qualche volta non cera acqua calda nel momento in cui Srila Prabhupada era pronto per il bagno. Lui gridava: Perché non ho acqua calda per fare il bagno? Quando stava a Vrindavana negli anni prima di venire in Occidente, al Tempio di Radha Damodara, portava un secchio di acqua sul soffitto e il sole la riscaldava sufficientemente per fare il bagno. Di solito questo funzionava, a meno che le scimmie non decidessero di bere da lì o di far cadere il secchio rovesciando lacqua. Accadeva spesso che Srila Prabhupada passasse nella stanza del suo servitore e gli diceva: Cè il datong? Quando diceva questo, significava che si era accorto che il suo servitore aveva dimenticato di mettere il filo interdentale. Il migliore era quello che veniva preso dallalbero di nim. In India era facile trovarne, ma a New York City era ovviamente rarissimo. Il servizio più importante del servitore di Srila Prabhupada era di aiutarlo a mantenere i suoi orari e le sue discipline personali. Ed era incredibile notare come Prabhupada ci riuscisse sempre.
Srutakirti: Dal giorno in cui sono diventato il servitore personale di Srila Prabhupada a oggi, ci fu un nome che mai suscitò un sorriso nel viso di Sua Divina Grazia: quel nome era Mr. Nyer. Questi era il Kamsa dellIskcon. Nyer fece il grosso errore di vendere un pezzo di terra a Juhu a Srila Prabhupada, accettando un modesto acconto. Lui era certo che i devoti non sarebbe mai stati in grado di pagare la grossa rata futura e che così lui si sarebbe ripreso la terra. Poi Mr. Nyer lavrebbe rivenduta con lo stesso meccanismo, come aveva già fatto precedentemente diverse altre volte. Ma questa volta era diverso: non sapeva con chi aveva a che fare. Appena Srila Prabhupada prese possesso della terra, disse ai suoi discepoli di costruire subito un Tempio sulla proprietà, installare le Divinità e iniziare subito una piena adorazione. Quella del Tempio di Juhu Beach è una vecchia e lunga storia che sarà soggetto di un libro di Giriraja Maharaja. I dettagli li conoscono in pochi. Certo è che questo Mr. Nyer era un imbroglione della peggiore risma e che aveva ingannato parecchie persone. Tutti erano caduti nelle sue trappole, ma non certo Sua Divina Grazia. Srila Prabhupada voleva quella terra a tutti i costi e pregò a lungo il Signore con molta intensità. Egli si impegnò molto per mantenere i suoi discepoli ispirati abbastanza per continuare la lotta e a non abbandonare gli sforzi necessari a mantenere i diritti di proprietà su quel terreno. Srutakirti: Qualcuno dei suoi discepoli si chiedeva perché mai Srila Prabhupada fosse tanto attaccato a quella terra, fino a fare anche offese. Qualcuno pose anche la questione che Sua Divina Grazia era troppo attaccato a questa proprietà; alcuni devoti divennero anche offensivi. Un giorno (lo ricordo come fosse ieri) stavo seduto sul pavimento dietro Srila Prabhupada, massaggiando vigorosamente la sua schiena. Tusta Krishna Maharaja e Siddha Swarupa Maharaja erano nella stanza con noi. Giunse una telefonata e Tusta Krishna Maharaja andò a rispondere. Poi tornò nella stanza e mi disse di andare a parlare al telefono. Pochi secondi dopo, tornai nella stanza e dissi: Srila Prabhupada, era Bali Mardana al telefono. Voleva dirti che Mr. Nyer è morto. Immediatamente Srila Prabhupada unì le mani in preghiera e con un sorriso brillante disse: Oh, grazie, Krishna! Questa felicità per la morte di una persona confuse Srutakirti, che tornò alle spalle del Maestro per continuare il massaggio alla schiena. Di solito mostrava dispiacere in queste occasioni. Realizzò che non aveva capito nulla della vita spirituale di un puro devoto. Sua Divina Grazia continuò: Ho pregato Krishna che lo uccidesse. Ci ha creato così tanti problemi. Ho pregato che Krishna facesse qualcosa a questo demone. Poi citando in sanscrito uno sloka (27) dello Srimad-Bhagavatam, aggiunse: Prahlada Maharaja disse, Anche un sadhu è contento quando un serpente o uno scorpione è ucciso. Mr. Nyer era un serpente, perciò la cosa è buona. Lui aveva letto nella mente dei suoi discepoli e li aveva corretti. Srutakirti aveva capito. Gli chiese: Srila Prabhupada, Krishna lo ha ucciso? Ciò significa che ha ottenuto la liberazione? Srila Prabhupada rise. No. Krishna non lo ha ucciso personalmente. La liberazione la ottengono i demoni uccisi da Krishna. Lui non era un demone così grande. Krishna non è venuto ad ucciderlo personalmente. Mentre continuavo a massaggiarlo, Srila Prabhupada continuava a chiarire le idee ai discepoli presenti: Le Divinità erano installate sulla proprietà. Mr. Nyer stava facendo un grosso insulto a Krishna. Krishna era lì e lui ha cercato di cacciare Krishna dalla terra. Noi abbiamo i soldi. Noi possiamo comprare proprietà ovunque, ma Krishna era già lì a Juhu. Perciò io ero determinato ad avere quella terra per il Signore. Dopo qualche minuto di silenzio, Sua Divina Grazia continuò: Io ricordo quando è venuto lultima volta a trovarmi a Bombay: sapevo che Krishna lavrebbe ucciso. Avevo notato che zoppicava e camminava a fatica. Lui era un uomo robusto, molto forte. Non era per nulla malato, ma durante la sua ultima visita era affannato. Allora io ho capito che Krishna lo avrebbe ucciso. In realtà lo ha ucciso Krishna. Il nostro Tempio è ancora a Juhu ed è uno dei progetti più belli dellISKCON. La sua visione era perfetta perché egli era un puro devoto del Signore.
La maggior parte dei devoti sanno che Siddha Swarupa aveva una relazione unica e peculiare con la Società Internazionale per la Coscienza di Krishna. Prima di diventare devoto lui era un guru con molti discepoli e si sottomise a Srila Prabhupada insieme a tutti i suoi discepoli. Gli veniva riservato un trattamento speciale. Però a molti devoti dellISKCON riusciva difficile accettare la distinzione concessa a Siddha Swarupa. Il risultato fu che qualche membro dellISKCON non andava daccordo con Siddha e il sentimento era contraccambiato. Siddha Swarupa godeva di molta associazione con Srila Prabhupada, che lo incoraggiava a diffondere il nostro Movimento nella sua zona. Srila Prabhupada disse a Siddha: Lavora sotto la direzione del GBC, ma se non ci riesci allora lavora direttamente sotto di me. A molti era lampante che Siddha sentiva molto amore per Srila Prabhupada e che Sua Divina Grazia rispondeva. Una mattina ad Auckland, poco prima che Srila Prabhupada prendesse il suo massaggio, Siddha regalò a Srila Prabhupada una grande bottiglia di alluminio con dellolio di sandalo del Mysore. Desiderando prodigare piacere a Sua Divina Grazia, Siddha disse: Per favore, usa questolio di sandalo per massaggiare il tuo corpo. Srila Prabhupada ribatté: No, lolio di sandalo è per rinfrescare la testa. Per il resto del corpo si usa lolio di mostarda. Pensando che volesse solo schernirsi e non usare una cosa tanto costosa per se stesso, Siddha insistette: Per favore, Srila Prabhupada, una volta solo! Lui voleva dare al suo Maestro spirituale lolio migliore possibile per il massaggio. Vedendo la determinazione di Siddha di fargli piacere, Srila Prabhupada con riluttanza acconsentì. Quel giorno Srutakirti massaggiò lintero corpo di Srila Prabhupada con lolio di sandalo, sotto lo sguardo compiaciuto di Siddha Swarupa. Terminato il massaggio, come sempre, Srila Prabhupada andò a fare una doccia, onorò il prasadam e poi si sdraiò per un breve riposo. Dopo un po Sua Divina Grazia chiamò il suo servitore, che corse nella stanza, subito offrendogli omaggi. Aveva uno sguardo serio. Non mi sento bene. Penso che sia stato il massaggio. Lolio di sandalo ha raffreddato troppo il mio corpo. Srutakirti si sentì in colpa per non essersi curato nel modo giusto del suo Gurudeva. Lui sapeva che il corpo di Srila Prabhupada andava sempre tenuto caldo e che lolio più indicato era quello di mostarda. Era raro che Srila Prabhupada interrompesse il suo servizio per problemi fisici e che andasse a letto quando non si sentiva bene. Prendeva pochissime medicine. Ad esempio, non ha mai preso aspirine per il mal di testa. Srutakirti: Quando si sentiva male, i soli cambiamenti che faceva alla sua giornata erano di tipo dietetico. Quando non se la sentiva di fare il bagno, mi chiedeva di massaggiarlo senza olio. Nelle occasioni in cui era raffreddato mi diceva di mettere un po' di canfora nellolio di mostarda e di riscaldare il tutto. Quel giorno disse al suo servitore: Riscalda lolio, ma non troppo, in modo che si possa toccare. Bisogna diventare esperti nellarte di soddisfare il proprio Maestro spirituale. Qualche volta lemotività può causare seri pasticci. Dal suo canto, fu notevole come Srila Prabhupada accettò una probabile malattia pur di far contento il proprio discepolo.
Prima che Srila Prabhupada arrivasse al Tempio in Nuova Zelanda, Siddha Swarupa e Tusta Krishna Maharaja mandarono i devoti a dormire fuori dal Tempio in modo che Srila Prabhupada potesse restare al Tempio e godere di una permanenza pacifica e quieta. Era una cosa insolita, quella di svuotare il Tempio, ma di certo permise a Sua Divina Grazia di potersi rilassare. Srutakirti: La sera Srila Prabhupada mi chiese di preparare puri e sabji. Mentre preparavo il pranzo, mi accorsi di non avere nessun dolce di latte da mettere sul piatto. In quel Tempio non cera adorazione delle Divinità per cui non potevo prenderne dal maha-prasadam. Inoltre non avevo avuto il tempo di preparare il sandesh giacché eravamo arrivati il giorno prima. Così portai i puri, il sabji e il latte caldo nella stanza di Srila Prabhupada e li posi sul suo tavolo. Quando entrai cerano anche Siddha Swarupa e Tusta Krishna Maharaja, il che permise loro di rimanere con il nostro Gurudeva durante il pranzo. Non era una cosa che accadeva spesso, in quanto Srila Prabhupada solitamente onorava il prasadam privatamente. Srutakirti lasciò la stanza e tornò in cucina per friggere altri puri. Poco dopo tornò con due puri caldi, ponendoli sul piatto prima di offrire omaggi. Srila Prabhupada lo guardò: Non cè il dolce? Lui replicò: No, Prabhupada. Non ne ho ancora fatti. Srila Prabhupada capì la situazione e replicò: Oh, va bene. Portami dello zucchero. Srutakirti tornò in cucina, riempì una tazza di zucchero bianco, tornò nella stanza e la pose sul vassoio. Srila Prabhupada prese un puri, lo intinse nello zucchero e ne prese un morso, cosa che fece più volte. Si sentiva sgranocchiare mentre egli masticava con contentezza. Si fermò per un momento e cantò: luci cini sarpuri laddu rasabali (28) , e continuò dicendo: Questa è unottima combinazione. E molto gustosa. Mentre mangiava lottima combinazione, i due sannyasi guardavano stupiti. Srutakirti: I due discepoli sannyasi non avrebbero mai mangiato nulla che contenesse anche la minima traccia di zucchero, che dire dellorrida sostanza direttamente nella sua forma impura, cioè lo zucchero bianco. Era una delle qualità sorprendenti di Srila Prabhupada, quella di stupire i suoi discepoli. A proposito dello zucchero bianco, una volta a New Dwarka Srila Prabhupada andò a fare un viaggio di un giorno nel sud della California, a visitare il Tempio di Laguna Beach. Era un viaggio di circa due ore di macchina. La sera chiese di avere del latte caldo. In quel Tempio cera ladorazione delle Divinità, ma per quanto Srutakirti cercasse non riuscì a trovare lo zucchero; così addolcì il latte con il miele. Qualche volta Sua Divina Grazia chiedeva che il suo latte fosse addolcito con del miele, ma in genere preferiva lo zucchero. Quella sera, mentre lo beveva, chiese: Perché questo non è addolcito con lo zucchero? Srutakirti: Non hanno zucchero in questo Tempio. Egli replicò arrabbiato: Come può essere? Srutakirti: Cè qualcuno qui che pensa che lo zucchero bianco non sia salutare, per cui non lo usano. Srila Prabhupada: Va bene. Se loro non vogliono mangiare lo zucchero non devono farlo per forza, ma a Krishna lo zucchero piace molto. Questo è un nonsenso (29) . Quando cucinano per le Divinità devono usare lo zucchero.
In quei giorni stettero a casa di un Membro a Vita (30) . Alcuni ospiti indiani vennero a visitare Srila Prabhupada e uno di loro disse: Swamiji, noi vogliamo che tu ci chieda di costruire un Tempio. Noi vogliamo costruire un Tempio per te, ma vogliamo le tue benedizioni. Noi vogliamo che tu ce lo chieda. Srila Prabhupada rise. No, no. Se volete costruire un Tempio, va bene. Costruite un Tempio. Noi lo amministreremo per voi. Lospite insistette: Swamiji, noi vogliamo che tu ci dia le tue benedizioni, che tu ci chieda di fare un Tempio. Noi vogliamo la benedizione. Srila Prabhupada ancora sorridendo spiegò: No, no. Se io vi chiedo di farlo e voi non lo fate, sarebbe offensivo. Se poi non lo fate, per voi sarebbe una caduta. Sarebbe molto negativo. Se invece lo fate come vostra iniziativa sarà una cosa buona, ma se non ci riuscite non sarà nulla di negativo perché io non vi ho detto di farlo. Srila Prabhupada era un grande leader spirituale e sapeva sempre dare istruzioni senza falso ego (31) . Srutakirti: Certe volte quando mi chiamava nella sua stanza mi guardava con innocenza ma con serietà e mi chiedeva: Puoi farmi il massaggio, ora? Non riuscivo a credere alla sua semplicità. Io rispondevo: Prabhupada, io sto qui per questo. Sto solo aspettando solo unopportunità per servirti. Voler servire Srila Prabhupada era così facile...
Quando viveva nella casetta di fronte alla proprietà, talvolta Srila Prabhupada usciva e guardava i suoi discepoli che prendevano prasadam. In quel periodo larea destinata era proprio quella dietro la sua casa. Lui considerava i suoi discepoli come dei pionieri, che si sottoponevano a grandi austerità per aiutarlo nella missione. Nella maggior parte degli altri templi in India le condizioni erano accettabili, ma a Mayapur non era facile restare. Srila Prabhupada era molto ansioso che gli alloggi fossero finiti al più presto in modo che i suoi discepoli potessero vivere decorosamente. Per cucinare, i devoti usavano una piccola cucina a kerosene; non cera ancora una cucina fissa. Si faceva tutto allaperto, vicino al posto dove si prendeva prasadam. Mentre i devoti onoravano il prasadam, i cuochi cucinavano, cosicché i puri che arrivavano erano sempre caldi e gustosissimi. In quel periodo dellanno gli alberi erano colmi di datteri e questi venivano trasformati in una marmellata incredibilmente gustosa. Un giorno Srila Prabhupada uscì dalla stanza per andare nel suo modestissimo bagno. Come abbiamo già detto, lui era molto felice di vedere i discepoli che onoravano prasadam. Ovviamente, appena lui usciva tutti offrivano gli omaggi. Diceva: Continuate. Lo scambio damore tra Sua Divina Grazia e i suoi discepoli era così dolce... Lui guardò nei piatti e vide i puri caldi e la marmellata di datteri e disse: Oh, unottima combinazione. Più tardi nella sua stanza privata disse a Srutakirti: Questa non è una buona pratica... servire i puri caldi, appena fatti. Questo non è il nostro sistema. Voi dovete solo prendere prasadam. Noi non siamo così importanti che dobbiamo avere puri caldi, uno dopo laltro. Non è una buona pratica. Questa cosa non deve continuare. Srutakirti dette il messaggio agli amministratori del Tempio così che le sue istruzioni potessero essere eseguite.
Fu la prima volta a Mayapur con Srila Prabhupada. Srutakirti: Fu prima che la Guest House (32) venisse costruita. Lalloggio dove stavo era molto austero. Basilarmente era una goshala, una capanna di frasche preparata apposta per larrivo di Sua Divina Grazia. Lui stava in una stanza, il resto di noi nellaltra. In tutta la mia vita non avevo mai visto tante zanzare. Non si faceva in tempo a mettere la retina sopra il letto che era già piena di zanzare. Mentre era al riparo della tenda massaggiando la gamba di Srila Prabhupada, Srutakirti chiese: Ci sono così tante zanzare. Posso ucciderle? Srila Prabhupada: Sì. Loro ti stanno attaccando. In accordo agli sastra, se si è attaccati si ha il diritto di difendersi. E loro stanno attaccando. Così mentre massaggiava controllava che nessuna zanzara si avvicinasse. Quando ne vedeva una nellaria, la schiaffeggiava fra le due mani. Talvolta, quando una di loro si posava sul suo capo o sulla sua testa, schiaffeggiava in modo gentile il corpo di Srila Prabhupada. Srutakirti: Era il servizio più insolito che avessi mai fatto, ma mi piaceva tanto. Non sono mai stato un guerriero, ma questo nemico con me non aveva speranze. Finalmente mi era stato dato un servizio in cui ero bravo, uccidere insetti. Un mattino Sua Divina Grazia suonò la campanella molto presto. Ancora mezzo addormentato, il servitore entrò lentamente nella stanza. Srila Prabhupada sembrava arrabbiato. Una zanzara, la scorsa notte, mi ha tagliato la fronte. Mi ha creato così tanto disturbo. Non riuscivo a tradurre. Lui non si curava mai del suo comfort personale. Si lamentava solo quando qualcosa interferiva col suo servizio. Per lui ogni cosa era relativa a quello. Srutakirti: Nei due anni che sono stato con lui ho visto solo questo, Srila Prabhupada impegnato nel servizio al suo Guru Maharaja e Srila Prabhupada in uno stato di felicità continua. La sera faceva abbastanza freddo ma Srila Prabhupada non se ne lamentava. Quello che lo disturbava erano invece le continue chiacchiere inutili dei suoi discepoli. Giacché non cerano pareti spesse, lui poteva sentire qualsiasi cosa essi dicessero. Dì loro di stare tranquilli. Tutto questo parlare non è buono. Stanno solamente pettegolando. Dì loro di smetterla. La cosa non era facile per Srutakirti. Quei devoti erano generalmente miei confratelli più anziani, per cui non riuscivo a ripetere le stesse parole che Srila Prabhupada diceva. Allora andavo di là e dicevo loro che lui chiedeva la tranquillità. La stessa cosa succedette spesso quando andammo a risiedere nella Guest House. Negli anni '72-73 Mayapura era un posto così silenzioso che qualsiasi cosa si dicesse poteva essere ascoltato da Srila Prabhupada abbastanza distintamente. Quando Guru Maharaja andava in un Tempio, quella era loccasione per molti devoti di incontrarsi e scambiare storie su questo e su quello. A lui la cosa non piaceva. Perché rischiare di rovinare tutto con queste chiacchiere inutili, discussioni futili? Questo è uno spreco di tempo, la distruzione della Coscienza di Krishna. Ma Srutakirti non aveva il coraggio di riportare fedelmente le considerazioni dure del Maestro. Srutakirti: Quelle cose non le diceva mai davanti a tutti, ma di certo a me le diceva. Lui non voleva mai scoraggiare nessuno. Rimproverava aspramente solo quando si accorgeva che il discepolo poteva tollerare. Era il più grande diplomatico che fosse mai esistito. Tutto ciò che voleva era attrarre allamore di Krishna e per Krishna più gente possibile. Come la Suprema Personalità di Dio, anche Srila Prabhupada era supremamente attraente. Era difficile non affezionarsi a lui.
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