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PRABHUPADA MEDITAZIONE - Srutakirti Dasa 3 parte Aneddoti inediti di Bhaktivedanta Swami Prabhupada fondatore e Acarya del Movimento per la Coscienza di Krishna narrati dai suoi discepoli
15 Settembre fino al 28 Ottobre 1972 Ogni giorno Srila Prabhupada si concedeva un breve riposo dopo aver pranzato. Quando si rialzava, Sua Divina Grazia attraversava larea che era occupata dai suoi collaboratori diretti per andare in bagno. Spesso anche Srutakirti dopo pranzo riposava, ma appena sentiva il dolce suono dei piedi del nostro Maestro che strascicavano sul pavimento, si tirava su e faceva gli omaggi. Srila Prabhupada camminava dicendo: Dab, con la sua tipica voce profonda. Questo voleva dire che mentre lui era in bagno, il suo servitore doveva andare in cucina, tagliare il cocco, porre la cannuccia attraverso il foro e mettere il tutto sul suo tavolo. Questo accadeva ogni giorno. Ogni volta che lui diceva la parola dab significava che un servizio era disponibile. In particolare a Vrindavan, Srila Prabhupada si vantava davanti agli ospiti di come il suo servitore fosse capace di cucinare un pranzo intero così velocemente. Diceva: Srutakirti, lui può cucinare il mio intero pranzo, riso, dahl, chapati e tre o quattro sabji in solo quarantacinque minuti. Poi lo guardava e gli chiedeva: Non è così?. Annuendo, rispondeva, Sì, Srila Prabhupada, e ti faccio il massaggio durante la cottura. A quel punto lui spalancava gli occhi e diceva: Vedete, quarantacinque minuti e limpegno del mantenimento del corpo... finito. Questa è coscienza di Krishna. Noi minimizziamo il mantenimento del corpo per quanto sia possibile, così abbiamo più tempo per il servizio devozionale. Un altro esempio che dimostrava quanto Srila Prabhupada fosse efficiente al riguardo del risparmio di tempo da doversi dedicare alle necessità fisiche, accadeva nel privato delle sue stanze. Lui istruiva il suo servitore senza mai dire una sola parola. Seduto nella sua stanza, qualche volta guardava il ventilatore del soffitto. Se era acceso, voleva dire che doveva essere spento; se era spento, bisognava accenderlo. Altre volte guardava le porte della stanza. Se le tende erano aperte, Srutakirti le chiudeva; se erano chiuse, le apriva. Srila Prabhupada diceva: Questo è un servitore di prima classe: colui che fa il suo servizio senza che gli venga chiesto. Il servitore di seconda classe, tu chiedi e lui lo fa. Il servitore di terza classe, glielo chiedi e lui lo fa sbuffando o non lo fa affatto.
Ho ricevuto la vostra lettera e sono lieto di avere notizie dellOccidente. Nessuna di queste cose erano sconosciute a Srila Prabhupada. Una cosa particolarmente interessante era quella che riguardava la separazione fra donne e uomini nel Tempio di New York. Srila Prabhupada ha ricevuto una lettera al riguardo nello stesso giorno in cui è arrivata la vostra. Quando ha sentito che alle donne era permesso lingresso al Tempio solo in certi momenti perché sennò i brahmacari si sentivano agitati, Sua Divina Grazia ha commentato che i brahmacari potevano andare sulle montagne. Non è possibile avere queste regole in un Tempio. In una lettera a Ekayani, Srila Prabhupada disse: Non so da dove provengano queste invenzioni. Noi abbiamo già il nostro standard Vaishnava. Se è andato bene a tutti i grandi santi e acarya della nostra linea, perché dovrebbe essere inadeguato per i miei discepoli? Forse per far sì che possano inventare cose nuove? Questo non è consentito. Chi ha introdotto queste cose, che le donne non possono cantare japa nel Tempio, che non possono fare larati e altre cose del genere? Se i brahmacari si sentono agitati, fateli andare nelle foreste, ma io non ho mai insegnato tutto ciò. Se i brahmacari non riescono a stare davanti a una donna nel Tempio, fateli andare nelle foreste, non possono rimanere a New York City, dove ci sono così tante donne. Come è possibile evitare di vedere le donne? Se diventano agitati così facilmente, la cosa migliore è mandarli nelle foreste in modo che non vedano nessuna donna. Ma allora nessuno li vedrà, e come faremo a mandare avanti la nostra predica?
Oggi durante la lezione Srutakirti si sentiva molto debole e febbricitante. Sentiva la testa pesante e si addormentava in continuazione. Srila Prabhupada interruppe la lettura e disse: Svegliati! Se hai bisogno di dormire, va a dormire. Il discepolo cercò di restare sveglio fino alla fine della lezione, ma si sentiva male. Durante la giornata disse a Srila Prabhupada: Non capisco cosè successo. Io non mi ammalo mai. Sono anni che non ho nessuna malattia. Srila Prabhupada lo guardò con sorpresa e disse: Veramente? Questo è fantastico. Essere malato e avere difficoltà fisiche è la condizione naturale della vita. Sei molto fortunato. Due settimane dopo, durante una passeggiata del mattino a Bombay il sole era alto e forte. Syamasundara Prabhu guardò nei miei occhi e cominciò a ridere. Ragazzi, i tuoi occhi sono gialli. Tu hai litterizia. Finalmente si spiegava la debolezza delle ultime settimane. Ma la diagnosi lo faceva sentire ancora peggio. Si trascinò nella stanza di Srila Prabhupada e offrì gli omaggi. Era allarmato: Srila Prabhupada, ho litterizia. Egli guardò il discepolo con sorpresa: Oh, quali sono i sintomi? Con una voce preoccupata rispose: La mia retina è scura. Non ho appetito e mi sento debole. Egli lo guardò con un leggero sorriso e disse: Forse anche io ho litterizia. Srutakirti continuò: Tamal Krishna Maharaja e gli altri devoti suggeriscono che forse non dovrei cucinare per te perché litterizia è molto contagiosa. Sarebbe pericoloso persino toccare i tuoi piatti e preparare il cibo. Srila Prabhupada disse con un po di emozione: No. Va bene. Continua a cucinare. Non cè nulla di cui preoccuparsi. Così per tutta la durata della malattia il servitore continuò nei suoi doveri esattamente come prima.
Prima che il suo appartamento a Juhu fosse pronto, Srila Prabhupada era ospite di un membro a vita. Il suo nome era Kartikeya Mahadevia. La casa era bella e Srila Prabhupada stava a suo agio. Ogni mattina, accompagnato da Syamasundara das e da Srutakirti, prendevano la macchina di Kartikeya, unAmbassador, e andavano sul lungomare per la passeggiata. Il viale era ampio e non cera molta gente in giro. Un giorno, mentre passeggiavano sul marciapiede, si imbatterono in un uomo sdraiato in terra, vista abbastanza comune nelle strade di Bombay. Quando passarono lì da presso per la seconda volta, Srila Prabhupada si rivolse verso di loro e disse: Vedete quelluomo sdraiato lì? E morto. Poi continuò a camminare senza aggiungere altro. Unaltra volta Syamasundara non riuscì ad accendere il motore della macchina. Ci provò per qualche minuto, finché desistette. Srila Prabhupada, qualcosa non va. Non funziona. Cerco un taxi. Egli andò via di corsa, lasciando Srila Prabhupada e Srutakirti seduti sul retro della macchina. Dopo qualche minuto, due signori vestiti in modo elegante aprirono le porte della macchina e si sedettero sui sedili anteriori. Srutakirti ebbe paura che fossero due malintenzionati. Srila Prabhupada cominciò a parlare a loro in hindi con tono molto tranquillo. Cera addirittura un sorriso sul suo volto mentre conversava. Improvvisamente infilarono la chiave nella toppa e la macchina si accese subito. Finalmente fu possibile capire che erano entrati nella macchina sbagliata. Chi è stato in India a quei tempi non si sorprenderà, poiché sa che le Ambassador sembravano tutte uguali. Quei gentiluomini insistettero per accompagnare Srila Prabhupada al suo appartamento. Srila Prabhupada accettò e parlò con loro per tutto il viaggio in hindi, per cui Srutakirti non poté capire nulla. Fra le poche cose che dissero in inglese fu: Srila Prabhupada: Ci dispiace. Non è nulla. Ti accompagniamo noi dovunque tu risieda. Lo portarono in paese. Quando arrivarono, Srila Prabhupada disse: Venire da noi a prendere del prasadam. Essi replicarono: No, dobbiamo andare a lavorare. Abbiamo delle riunioni di affari. Molte grazie, Swamiji. Dopo essere usciti dalla macchina, Srila Prabhupada disse al suo giovane brahmacari: Questa è la differenza tra lIndia e lAmerica. In America ti avrebbero detto, Hey, cosa fai. Esci dalla mia macchina. Avrebbero potuto anche picchiarti. In India cè ancora un po di cultura. Qui quando vedono un sadhu gli portano rispetto. Ma nelle vostre nazioni ti cacciano fuori. Ti dicono, esci dalla mia macchina. Una delle cose da notare è che Srila Prabhupada voleva sempre che tutti prendessero prasadam. Era una costante della sua predica.
In quel periodo si tenne un programma di pandal (25) organizzato dai devoti che durò una settimana. Tutte le sere Srila Prabhupada andava e predicava. Fu un programma dove vennero molte migliaia di persone. I devoti avevano posto su un grande palcoscenico le Divinità di Radha-Krishna. Alla fine del programma quelle stesse Divinità furono portate a Londra e installate al Bhaktivedanta Manor (26) . Srila Prabhupada sedeva sul vyasasana posto sul palcoscenico con i discepoli riuniti ai suoi piedi. Fu una settimana importante: vennero così tante persone da non poter essere contate. Una sera ci fu un corto circuito proprio dietro laltare delle Divinità. Il fuoco divampo in un attimo, ma fu subito sedato. Ogni giorno il numero dei devoti aumentava sempre di più, finché allultimo giorno del programma si potevano contare molte dozzine di discepoli di Srila Prabhupada. Nessuno di loro poteva capire nulla, in quanto Srila Prabhupada parlava alla folla in hindi, ma dallentusiasmo del pubblico era evidente che le lezioni di Srila Prabhupada erano illuminanti. Lultimo giorno fu particolare. Alla fine della lezione, Srila Prabhupada annuì e disse: Bene. Cominciate un kirtana. Acyutananda Swami, seduto davanti a un microfono con una mrdanga in mano, cominciò a guidare il canto. Dopo pochi minuti, Srila Prabhupada scese dal vyasasana e cominciò a girare attorno alle Divinità. Dopo il primo giro, si girò e si inchinò davanti a Sri Sri Radha Krishna. I devoti cominciavano a seguire Sua Divina Grazia come egli girava per la seconda volta. Egli batteva le mani e aveva un grande sorriso sul volto mentre girava per la seconda volta sul tremolante palcoscenico attorno alle Divinità, girandosi ancora e inchinandosi davanti alle Loro Signorie. Il kirtana diventava ogni secondo sempre più estatico. Srila Prabhupada era chiaramente in estasi e tutti i suoi discepoli bevevano avidamente il nettare della sua vista. Era maestoso mentre girava per la terza volta attorno a Radha-Krishna. Si chinò a terra di nuovo davanti al Signore Supremo e alla Sua Potenza di Piacere, girandosi poi in direzione della folla. Srutakirti: Come si girò, alzò le braccia al cielo e ci guardò tutti, benedicendoci con il più grande sorriso che io abbia mai visto. Cominciò a danzare, saltando su e giù, a ritmo di uno stupendo kirtana, portandoci tutti nel reame trascendentale. Era incredibile come Srila Prabhupada riusciva a trascinare tutti solo con il movimento delle sue braccia. Quando le sollevava in aria, prendeva tutti e li depositava nel mondo spirituale. Il pubblico era composto di migliaia di persone e tutti erano in estasi completa, tutti danzavano al ritmo di un kirtana non di questo mondo. Sul palcoscenico cerano dozzine di devoti che danzavano senza controllo, per cui la cosa cominciava a diventare pericolosa: le travi in legno potevano spezzarsi ad ogni momento. Sri Sri Radha-Krishna cominciarono a sussultare sullaltare e anche a muoversi avanti e indietro, come se stessero seguendo il Loro puro devoto nella sua danza estatica. Un paio di devoti, tra i pochi che si erano accorti del pericolo che le Murti potessero cadere, andarono dietro laltare ad afferrare le basi in modo da tenerle ferme. Srila Prabhupada si accorse di tutto e smise di danzare. Quando il kirtana fu terminato, Srila Prabhupada e Srutakirti uscirono dal pandal, entrarono nella macchina e si recarono nellappartamento di Kartikeya Mahadevia. Aveva ancora un sorriso meraviglioso sul volto. Allora, il pandal era molto bello? Ancora in estasi per quanta misericordia il Guru aveva distribuito, Srutakirti disse: Prabhupada, è stato veramente fantastico. Quando tu danzi, tutti vanno subito in estasi. Egli rispose: Sì. Veramente avrei potuto continuare a danzare ma ho visto che le Divinità erano in pericolo e mi sono fermato. Altrimenti avrei continuato a danzare.
Circa sedici mesi prima Srila Prabhupada aveva avvertito Srutakirti di stare fuori dalla cucina di New Dwarka: in quei giorni quelle parole gli suonarono quasi come delle profezie. Nanda Kumar aveva dimostrato cosa poteva succedere a stare troppo insieme a donne devote mentre si cucinava: succedeva che ci si sposava e si lasciava il servizio personale a Srila Prabhupada. Sfortunatamente Srutakirti non era riuscito a imparare dallesperienza degli altri e toccò a lui sentirsi sopraffatto dal desiderio. Nel gennaio del 1973 andò dal suo Maestro spirituale per chiedergli il permesso di rimanere a New Dwarka e di sposarsi. Srutakirti: Tutti i miei confratelli più anziani avevano cercato di persuadermi dal mio proposito e a restare con Srila Prabhupada, ma io ero già lontano. Tentarono anche di farmi sposare con unaltra, ma la mia mente era fissa su una ragazza in particolare: era lei che volevo. Per servire i miei sensi stavo perdendo il mio tesoro più prezioso, il servizio personale al mio Maestro spirituale. Srila Prabhupada mi conosceva bene. Non cercò di convincermi a restare con lui o a non sposarmi. Dopo pochi giorni, il misericordioso Maestro spirituale chiamò Srutakirti nella sua stanza. Mentre arrancava verso le stanze di Sua Divina Grazia, si sentiva consumato dal senso di colpa e dalla vergogna: si sentiva stordito. Srutakirti: La parte intelligente di me realizzò che stavo mettendo la mia personale gratificazione dei sensi prima del servizio intimo al mio Maestro spirituale, ma laltra parte, quella irrazionale e lussuriosa, era oramai scatenata e priva di controllo. Mi sentivo agitato come mai. Quando giunsi ai piedi di loto di Srila Prabhupada, gli offrii goffamente i più umili omaggi. Con voce gentile, Sua Divina Grazia disse: Portami la borsa bianca. Srila Prabhupada portava quella borsa bianca in tutto il mondo. Lì ci teneva documenti importanti, libri contabili, e altre cose del genere. Il discepolo andò nella stanza da letto, aprì il baule di metallo e prese la borsa. Tornò nella stanza e pose la borsa sul tavolo. Poi si sedette sul pavimento. Era qualche giorno che non entrava nei suoi alloggi ed era visibilmente disorientato. Srutakirti: Quei pochi giorni erano bastati a farmi sentire un intruso, come se non appartenessi più a quel luogo consacrato, quel santuario intimo di spiritualità. Non avevo nessuna idea di cosa avrebbe fatto ora Srila Prabhupada. Sapevo che stavo facendo un grosso errore a lasciarlo ma non riuscivo a fare diversamente. Srila Prabhupada aprì la borsa ed estrasse due anelli. Dopo averli porti al suo discepolo, disse: Questi sono per te e per tua moglie. Srutakirti: Dire che divenni scioccato è dir poco. Mi sentivo completamente caduto, stavo per lasciarlo per soddisfare i miei desideri materiali e lui mi stava facendo dei regali, esprimendo con quel gesto apprezzamento per il servizio che gli avevo reso. Non era una cosa strana per il carattere del mio amato Gurudeva. Era una cosa normale. Io accettai i doni, sapendo che quando Srila Prabhupada voleva regalarti qualcosa la cosa migliore è accettare la sua misericordia. Qualche giorno dopo Srila Prabhupada lo richiamò. Srutakirti andò nella sua stanza e offrì gli omaggi. Con un sorriso disse: Allora, Kirtanananda Maharaja vuole che tu torni a New Vrindaban con la tua nuova moglie. Lui replicò: Citsukananda Prabhu mi ha chiesto di andare al Tempio di Caracas
e aiutarlo nelladorazione delle Divinità. Srutakirti ribatté: Srila Prabhupada, veramente non sono interessato a tornare lì. Egli sorrise e annuì, comprendendo che il discepolo era determinato a non tornare a New Vrindaban. A quel punto capì che il dialogo era finito, offrì di nuovo gli omaggi e uscì dalla stanza. Il 7 gennaio del 1974 mandò una lettera a Kirtanananda Maharaja, dove fra le altre cose era scritto: Srutakirti, gli ho proposto di tornare a New Vrindaban ma lui ha detto che i lavori della campagna non gli piacciono e vuole andare a Caracas per fare ladorazione delle Divinità. Io glielho già detto e glielo ripeterò ancora, quanto tu abbia bisogno di lui a New Vrindaban e come lui dovrebbe lavorare lì con le mucche, sotto la tua guida. In realtà Srila Prabhupada non glielo chiese mai una seconda volta. Srutakirti: Srila Prabhupada non faceva lunghi discorsi a riguardo degli impegni pratici in coscienza di Krishna. Non cercò mai di manipolarmi in nessun modo e non mi fece mai sentire in colpa per nulla. Lui mostrava sempre compassione e apprezzamento per il servizio che svolgevo. Lincredibile grazia di Srila Prabhupada era inimitabile.
Per sei settimane Srila Prabhupada stette nellappartamento di Kartikeya Mahadevia. Nel piano terra cerano un piccolissimo ascensore a due posti che veniva usato per portare Sua Divina Grazia al piano superiore. Un mattino Srila Prabhupada, il suo servitore e Tamal Krishna Goswami erano diretti verso lascensore per la passeggiata del mattino. Srutakirti: Come servitore di Srila Prabhupada, sarei dovuto entrare nellascensore con lui, ma Tamal Krishna Goswami entrò prima di me e non rimase spazio per una terza persona. Come la porta si chiuse, Srutakirti corse giù per i due piani di scale appena in tempo per aprire la porta a Srila Prabhupada e aiutarlo ad uscire dallascensore. Allaperto, Tamal Krishna Maharaja mi guardò e cominciò a ridere. Disse: Srila Prabhupada, Srutakirti è veramente esperto. Srila Prabhupada replicò con un sorriso: Sì. Kirti significa esperto. Non disse altro fino alla macchina.
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