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| PRABHUPADA MEDITAZIONE - Srutakirti Dasa 1 parte
Aneddoti inediti di Bhaktivedanta Swami Prabhupada fondatore e Acarya del Movimento per la Coscienza di Krishna narrati dai suoi discepoli Il Guru e il suo Servitore Luglio 1971 Bhakta Vin: Il 19 luglio 1971 fu il giorno in cui io vidi per la prima volta il mio eterno Maestro spirituale. Non dimenticherò mai quel momento. Sembrava che il corpo di Srila Prabhupada brillasse come il sole. Ci scatenammo in un kirtan pieno di estasi. Solo quando il canto si interruppe, mi accorsi che nella sala del Tempio cera un caldo asfissiante. In effetti nella sala cerano centinaia di devoti che spingevano per cercare di arrivare più vicini possibile al loro Gurudeva. Nel momento di offrire gli omaggi tutti si inchinarono, rendendo la sala ancora più stretta di quanto già non fosse. Vin si alzò qualche istante prima del devoto che era dietro di lui, ponendogli accidentalmente il suo posteriore sulla testa. Questo fece sì che il devoto si alzasse di scatto e proiettasse Vin con la testa e con le mani a urtare la fiancata del vyasasana di Srila Prabhupada. Il Maestro lo guardò come sorpreso. Qual è la difficoltà? Vin non rispose. Senza rispondere, si chinò di nuovo per offrire gli omaggi, emozionato dal fatto che il Maestro gli avesse rivolto la parola. In quei giorni al Tempio di Brooklyn almeno dieci devoti al giorno prendevano liniziazione, quella detta harinama (5) . Vin: Non dimenticherò mai il momento in cui il segretario
di Srila Prabhupada mi chiamò dicendo: Bhakta Vin.
Cercai di farmi strada in mezzo alla folla e giunsi vicino al vyasasana
di Srila Prabhupada. Ero nervosissimo, impacciato, ma riuscii almeno a
fare gli omaggi. In un modo o nellaltro riuscì a dirli tutti. Poi Srila Prabhupada aggiunse: E quanti giri canterai con la tua corona? Sedici, rispose Vin con decisione. Srila Prabhupada disse: Bene, allora il tuo nome è Srutakirti. E un nome di Krishna, che significa colui le cui attività sono famose in tutto il mondo. I devoti nella stanza gridarono, jaya (6) . Srila Prabhupada continuò: E il tuo nome è Srutakirti Dasa. Nella sua voce cera molta enfasi sul dasa (7) . Lessenza dei suoi insegnamenti consisteva proprio in questo principio, cioè nel ricordare a tutti che Krishna è il Signore Supremo e che tutti gli altri erano e sempre saranno Suoi servitori. Ora Bhakta Vin era Srutakirti Dasa. Il nuovo iniziato offrì di nuovo gli omaggi e tornò dove era seduto in precedenza. Uno devoto gli chiese: Come ti chiami ora? Lui rispose: Non lo so. Lemozione era stata così tanta che non era riuscito a memorizzare il nome che lo avrebbe accompagnato per il resto della sua vita. Per fortuna i nomi dei nuovi iniziati venivano scritti su un foglio e poi appeso sulla porta di Srila Prabhupada..
Neanche un anno era passato da quel giorno. Srutakirti accompagnò Kirtanananda Maharaja a New Dwarka (8) . Nelloccasione avrebbe dovuto ricevere anche la seconda iniziazione, quella brahminica. Lì si fermarono per una settimana circa. La sera Srila Prabhupada andava nel giardino con alcuni discepoli per ascoltare i passatempi estatici del Signore che qualcuno leggeva direttamente dal Libro di Krishna (9) . Srutakirti: Fu per la misericordia del Signore che mi fu chiesto di leggere, e fu una cosa che feci tutte le sere. Vivevo la mia giornata in funzione di quel momento, aspettando di poter leggere il Libro di Krishna in presenza di Srila Prabhupada. Srila Prabhupada sedeva sul suo asana (10) sotto un gazebo ricoperto di viti. Di solito aveva la mano dentro il sacchetto che conteneva la mala. Talvolta lo si sentiva recitare quietamente Hare Krishna mentre la sua mano scorreva lungo la corona. Ascoltava il Libro di Krishna in modo molto assorto e certe volte sorrideva quando venivano descritte le gioiose attività di Krishna e di suo fratello Balarama. Srutakirti: Una sera, mentre leggevo la storia La Liberazione del Gorilla Dvivida, nel momento in cui descrissi i dispetti di Dvivida, il viso di Srila Prabhupada si illuminò in un grande sorriso. Ridacchiava mentre io leggevo il paragrafo che diceva: Spesso andava negli eremi di grandi persone sante e saggi, e provocava un grande disturbo distruggendo i loro bellissimi giardini e devastando le orchidee. E non si limitava a tutto ciò, ma talvolta passava addirittura urina ed escrementi nelle loro arene sacrificali. Srila Prabhupada prese a ridere così forte che Srutakirti interruppe la lettura. Era così bello vederlo ridere di tanto gusto e tutti i suoi discepoli lo seguirono in una risata sincera, che dette loro momenti di gioia trascendentale. Dal riso, schiaffeggiò in estasi la sua gamba. Era chiaro che a Srila Prabhupada piaceva ascoltare le storie che descrivevano Krishna e Balarama uccidere i demoni. Il pomeriggio successivo, seduti sul prato, Srutakirti cominciò a cercare una storia dove ci fosse luccisione di qualche demone. Mentre sfogliava, Srila Prabhupada lo fermò e disse: Continua. Leggi da qualsiasi parte. Krishna è come una pallina di dolce. Dovunque tu la morda, è buona allo stesso modo. Il discepolo andò allinizio della storia successiva e cominciò a leggere. Essendo il servitore di Kirtanananda Maharaja, Srutakirti poteva andare alle passeggiate mattutine con Srila Prabhupada. Ogni giorno aspettavano nel corridoio che Srila Prabhupada scendesse. Grazie al fatto che leggeva il Libro di Krishna tutte le sere, Srila Prabhupada lo aveva notato. Una mattina, mentre scendevano le scale, lo guardò diritto negli occhi e disse: Oh! Guarda questo bravo giovane brahmacari. Qual è il tuo nome? Stupito e sopraffatto dalla naturale reverenza che sentiva per il Puro Devoto del Signore, non riuscì neanche a balbettare una risposta. Fu Kirtanananda Swami a toglierlo dall'imbarazzo. Si chiama Srutakirti, Prabhupada. Lui sorrise: Oh! Suta Goswami. Poi Srila Prabhupada uscì dalla porta. Srutakirti: Sentivo ora di avere una ragione per vivere. Avevo avuto lo sguardo gentile di Sua Divina Grazia e avevo capito anche che apprezzava la mia lettura del Libro di Krishna. Lui apprezzava sempre il servizio dei suoi discepoli. Era così contento di vedere i semi della devozione che pian piano germogliavano nei nostri cuori. Era solito dire: Ho trasformato hippies in happies (11) .
Kirtananada Maharaj e Srutakirti rimasero a New Dwarka per una settimana, durante la quale ricevette liniziazione brahminica. Sebbene in quei giorni lui non fosse ancora il servitore personale di Srila Prabhupada, ripensando a quei momenti era come se avesse preso liniziazione con quel sentimento. Per tutta la settimana in qualsiasi momento vedessi Nanda Kumar Prabhu, che allepoca ricopriva lincarico, Srutakirti pensava a quanto il suo confratello fosse fortunato e lo scrutava in continuazione. Talvolta Nanda Kumara ricambiava lo sguardo e sorrideva. Forse lo giudicava un ragazzo un po strano. Una mattina durante la lettura, Srila Prabhupada notò che il suo servitore non era vicino a lui e chiese: Dovè Nanda Kumar? Qualcuno disse: E in cucina, Prabhupada. Sua Divina Grazia continuò la classe di Bhagavatam senza aggiungere altro. Finita la lezione, Kirtanananda Maharaj e Srutakirti si ritrovarono nella stanza di Srila Prabhupada. Sua Divina Grazia era visibilmente arrabbiato e latmosfera era tesa. Qualcosa non andava. Quando Nanda Kumar portò il prasadam di colazione, Srila Prabhupada chiese con voce forte: Doveri durante la mia lezione? Il devoto rispose: Stavo preparando la colazione. Srila Prabhupada alzò la voce ancora di più: Chiunque può preparare una colazione. Tu devi venire alle lezioni. Nanda Kumar dette unaltra giustificazione, ma Srila Prabhupada non sentiva ragioni. Devi venire alla lezione. Non cè nessuna ragione per mancare. Srutakirti non aveva mai visto il suo Maestro spirituale arrabbiato e tremava. Nanda Kumara cercava di difendersi portando avanti delle argomentazioni. Srutakirti: Io pensavo che Nanda Kumara non facesse bene a cercare di difendersi. Sembrava quasi che volesse rispondere a Srila Prabhupada. La vedevo come una buona lezione per me. Io decisi che se mai Srila Prabhupada mi avesse rimproverato non avrei mai cercato di argomentare. Quando nellagosto del 1972 Srila Prabhupada partì da New Dwarka, Nanda Kumar rimase e si sposò. Srila Prabhupada aveva cercato di tenerlo al suo servizio, dicendo che era esperto, ma la cosa non era più possibile. Lattrazione per il sesso opposto aveva giocato un brutto tiro a Nanda Kumara. Nel settembre del 1973 la stessa cosa accadde a Srutakirti e nello stesso Tempio. Srutakirti: Srila Prabhupada mi aveva detto di cucinare per lui nelle nostre stanze personali e non nella cucina del Tempio, proprio perché lì cerano troppe donne. Sedici mesi dopo la defezione di Nanda Kumara, la storia si ripeté con me: Srila Prabhupada partì da New Dwarka senza il suo servitore. Io rimasi per sposarmi con una ragazza che avevo conosciuto nella cucina del Tempio. Nonostante il fatto che servire il proprio Guru era molto più importante di servire una famiglia, Srila Prabhupada continuava ad accettare compassionevolmente qualunque servizio, secondo il nostro livello. Egli disse che la causa della inquietudine dei suoi discepoli era la gioventù.
Dopo la passeggiata mattutina, Srila Prabhupada stava salendo le scale per recarsi nelle sue stanze, aiutandosi con il suo bastone. Un gruppo di cinque o sei devoti, che stava nel salone al piano inferiore, quando passò Srila Prabhupada lo accompagnarono con il canto, Jai Srila Prabhupada! Egli si girò e con un bellissimo sorriso carico di affetto disse: Stavo giusto pensando che quando ero giovane correvo su e giù per le scale. Ora ho lo stesso desiderio. Io voglio ancora correre su per le scale, ma a causa di questo corpo... ora non posso più correre. Io voglio ancora fare tutte queste cose, come quando ero giovane. Io voglio essere sempre attivo ma questo corpo mi limita. Egli continuò a salire le scale e i discepoli gli resero i loro più sentiti omaggi. Srutakirti: In quel momento fu come se si fosse accesa una luce nella mia mente: per un istante realizzai che Srila Prabhupada si era sottoposto a così tante austerità pur di salvarci da questa sciocca concezione grossolana di vita. Le sue attività erano così belle e maestose... Ma lo sforzo di predicare la Coscienza di Krishna in Occidente costava a Srila Prabhupada anche molta sofferenza, come evidenzieremo nel corso dei nostri racconti. Lo sforzo fisico e le reazioni peccaminose che doveva accettare nel momento delliniziazione gli procurarono molti dolori. Per questo noi tutti, i suoi discepoli, ci sentiamo pentiti e vorremmo tornare indietro per rendere al nostro amato Maestro spirituale la vita più facile. Srila Prabhupada accettava tutti i disagi con serenità: per lui ne valeva la pena, perché ci vedeva avanzare in Coscienza di Krishna.
... Per quanto riguarda te, io attribuisco molta importanza alla nostra Gurukula di Dallas, che deve addestrare la prossima generazione di predicatori coscienti di Krishna. Questa è la cosa più importante in questo momento. Io vedo che questi bambini stanno crescendo in un modo fantastico. Noi dobbiamo essere sempre attenti e mantenere il più alto standard nellatmosfera del Tempio e della condotta a Dallas. Tu puoi installare le Divinità di Radha-Krishna e adorarle in un modo molto sfarzoso. Stando in associazione con i nostri devoti più anziani, i bambini impareranno tutto. Per questa ragione, la qualità dei membri più anziani deve essere quello di eccellenti Vaishnava. Se invece il comportamento dei loro confratelli e consorelle anziani non sarà esemplare, avranno la tendenza a sviluppare cattive qualità. Certamente io verrò a Dallas appena possibile per vedere come procedono le cose. Dobbiamo far crescere la nostra scuola cosciente di Krishna a Dallas fino a farla diventare un modello per leducazione in tutto il mondo. Dobbiamo far sì che la gente veda i nostri bambini coscienti di Krishna e che così capiscano limportanza e la necessità per un'educazione di questo genere. Diversamente i ragazzi della vostra nazione e di altre nazioni cresceranno per diventare animali sofisticati; che vantaggio può dare la loro educazione? Ma se la gente sarà daccordo a cercare di capire la nostra educazione cosciente di Krishna, che è un modo di vita, e se permetteranno ai loro bambini di venire educati da noi, potranno vederli diventare i cittadini migliori, adorni di tutte le buone qualità, come lonestà, la pulizia, la veridicità, la fedeltà. ecc. Così, questo è un lavoro importante e tu sei responsabile di far sì che questo progetto diventi un successo. Tutti gli altri uomini del GBC devono offrirti ogni aiuto per far crescere lo standard spirituale a Dallas.
Srila Prabhupada andò a New Vrindavan (12) . Durante la prima settimana non girò molto per la fattoria e se ne stette a Bahulavan (13) . Srutakirti: Sono sempre stato estremamente invidioso dei miei confratelli e delle mie consorelle che andavano sulla collina a vedere Srila Prabhupada, perché potevano parlare con lui ogni giorno. In quei giorni passavo venti ore al giorno in cucina, cucinando per centinaia di devoti. Erano i giorni di Janmastami, ragione in più per tutti i devoti dAmerica di venire a New Vrindavana a vedere Srila Prabhupada. In quei giorni non cantavo neanche i giri e di conseguenza sembravo unanima in pena. Volevo a tutti i costi lassociazione personale di Srila Prabhupada, un desiderio che era nato durante la visita a Los Angeles, nei giorni in cui leggevo per lui il 'Libro di Krishna' nel suo giardino. In quei giorni il mio desiderio aumentò a dismisura. Erano circa le otto della sera e Srutakirti si stava lamentando per quanto sfortunato fosse, quando Kirtanananda Maharaj irruppe nella cucina e con un gigantesco sorriso stampato sul viso disse: Indovina? Sarai il servitore personale di Prabhupada. Parti domani mattina con a lui per andare a Pittsburgh. Srutakirti rimase senza parole. Neanche credeva a quello che aveva ascoltato. Srutakirti: Ero in estasi, ma mi sentivo anche molto intimidito. Sarei stato capace di fare un servizio così importante? Era successo tutto così in fretta che non avevo avuto il tempo di prepararmi. In quei giorni ero estaticamente esausto. Il sogno del giovane brahmacari si stava avverando. Verso le 6 della mattina Kirtanananda Swami condusse Srutakirti a Madhuvan, dove cera una piccola casetta di campagna dove Srila Prabhupada risiedeva. Srutakirti: Quando entrai nella piccola stanza di Srila Prabhupada, ero ancora in uno stato mentale quasi scioccato e non ero più neanche intimidito. I due devoti offrirono gli omaggi al Maestro toccando il pavimento con la fronte e recitando il pranama (14) . Kirtanananda Swami: Questo è Srutakirti, Srila Prabhupada. E un ottimo cuoco. Srila Prabhupada sorrise e disse: Oh, molto bene. Kirtanananda Swami: Ma non sa fare i massaggi. Srila Prabhupada: Va bene. Tutti possono imparare a fare i massaggi. E molto facile. Allora Srila Prabhupada prese una lota (15) dal suo tavolo e disse con una voce profonda: OK, vieni con me. Srutakirti seguì il Maestro mentre usciva dalla porta del retro e lo vide recarsi fino alla fine del terreno pavimentato. Poi lui si fermò per un momento e disse: Bene, aspetta qui. Srila Prabhupada camminò per un altro po allinterno dellarea forestale. Dopo pochi minuti ritornò ai limiti del pavimento, dove Srutakirti aveva atteso. Gli dette la sua lota e disse: Bene, lavala con fango e acqua. E tornò allinterno della sua casa di campagna. Srutakirti: Era fantastico come si era comportato con me quel mattino. Non cera stato nessun chiacchiericcio né nessun per favore o grazie. Mi fece subito capire che io ero il suo servitore e che dovevo assisterlo in qualsiasi cosa avesse bisogno, cioè dovevo prendermi cura delle sue necessità fisiche. Io ero in estasi completa nellapprendere che quello era il mio nuovo servizio. Non avevo labilità di fare nulla che richiedesse intelligenza, così questo era il mio ideale. Mi era stato dato il fantastico servizio di prendermi cura del corpo trascendentale del servitore di Dio. Così cominciò per lui una nuova era della sua vita. Srutakirti: Sì. Fu proprio come fosse il primo giorno della mia vita. Per la prima volta capii quale fosse lutilità di avere un corpo e una mente. Ora che il mio Maestro spirituale non cè più vorrei tanto ritrovarmi al suo servizio.
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