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Sri Chaitanya Mahaprabhu sfida i Mayavadi
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"Il Signore
Supremo trascende l'energia inferiore e quella marginale. Egli è
situato completamente nella Sua energia spirituale, che si manifesta in
tre modi: esistenza eterna, felicità eterna e conoscenza eterna.
L'esistenza eterna appartiene alla Sua potenza sandhini, la felicità
e la conoscenza appartengono rispettivamente alle Sue potenze hladhini e
samvit. Come Signore Supremo, fonte di tutte le energie, Egli è il
controllore supremo dell'energia spirituale, marginale e materiale, e tutte
queste energie e potenze sono legate a Lui attraverso l'eterno servizio
di devozione. "Il Signore Supremo gode dunque di una felicità infinita nella Sua forma trascendentale eterna. Non è quindi incredibile che si osi sostenere che Egli sia privo di potenze? Egli è il controllore di tutte le energie, mentre gli esseri individuali sono frammenti di una delle Sue energie. Una differenza incalcolabile separa dunque il Signore dagli esseri individuali. Come si può affermare che il Signore e gli esseri individuali siano identici sotto ogni aspetto? La Bhagavad-gita dichiara che gli esseri individuali appartengono all'energia superiore del Signore. Le leggi di intima correlazione tra l'energia e la sua fonte ci permettono di comprendere che gli esseri individuali e il Signore formano, in questo senso, un'unica realtà, ma rimangono eternamente distinti nella misura in cui l'energia è sempre differente dalla sua fonte. "Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego appartengono all'energia inferiore del Signore e si distinguono dagli esseri viventi, che appartengono invece alla Sua energia superiore. Questo è l'insegnamento della Bhagavad-gita (7.4). "La forma trascendentale del Signore esiste eternamente nella felicità spirituale più pura. Come potrebbe essere dunque un prodotto della virtù materiale? Perciò, chiunque rifiuti di credere nella forma personale del Signore è certamente un essere demoniaco della peggiore specie, intoccabile per la sua bassezza, indegno perfino di essere guardato e meritevole di essere castigato dai re delle regioni di Plutone (8). Coloro che pretendono di seguire la norma vedica ma disdegnano queste conclusioni rappresentano un vero pericolo per la società, ancora più dei buddisti, le cui concezioni atee e irriverenti dei Veda sono universalmente riconosciute. "Srila Vyasadeva, nella sua grande bontà ha racchiuso tutta la conoscenza vedica nel suo Vedanta-sutra, ma chi ascolta il commento che ne danno i mayavadi (coloro che appartengono alla Sankara-sampradaya) sarà certamente deviato dal sentiero della realizzazione spirituale. "Il Vedanta-sutra tratta soprattutto della teoria delle emanazioni, secondo cui tutte le manifestazioni materiali emanano dalla Persona Suprema e Assoluta, Dio, attraverso le Sue molteplici e inconcepibili potenze. Questa teoria é illustrata con l'esempio della pietra filosofale, che può trasformare in oro una quantità illimitata di ferro pur mantenendo la sua integrità. Infatti, il Signore Supremo, con le Sue inconcepibili potenze, può creare infiniti universi pur rimanendo identico a Sè, perfetto e completo in Sè stesso. Egli è purna, completo in Sè stesso, e sebbene un numero infinito di purna, di tutti ugualmente completi in sè stessi, emanino da Lui, Egli rimane sempre purna. "La scuola mayavada sostiene la tesi dell'illusione, basando la sua teoria sul fatto che la Verità Assoluta, dando origine alle Sue emanazioni, Si trasformerebbe. Se fosse così, Vyasadeva sarebbe nell'errore. Per non affrontare la realtà, gli impersonalisti hanno dunque abilmente perfezionato questa teoria dell'illusione, secondo cui l'intera creazione sarebbe irreale. Ma la manifestazione cosmica non ha nulla d'irreale, è semplicemente temporanea. Come si può dire che solo a causa della sua provvisorietà, una cosa non ha esistenza reale? D'altra parte il concetto secondo cui il corpo materiale costituisce l'essere in sè non corrisponde certamente alla realtà. "Il pranava, o l'omkara (om), é l'inno originale dei Veda. Tutti gli inni vedici riposano su questo pranava omkara, vibrazione sonora spirituale non differente dalla forma del Signore. Il tattvamasi è solo un termine secondario nei Testi vedici e non può costituire l'inno originale dei Veda. Sripada Sankaracarya ha dato invece più importanza al termine tattvamasi che al principio fondamentale dell'omkara." Così Sri Caitanya parlò del Vedanta-sutra, sfidando tutta la propaganda della scuola mayavada. |