Sadhu-sanga, la compagnia dei saggi

 



Appena l'anima manifesta il seppur minimo desiderio sincero, Krsna, Paramatma, ci accorda l'opportunità unica di avere sadhu-sanga, la compagnia dei devoti, che sono quelle persone avanzate nella coscienza e nella conoscenza spirituale. Nella Bhagavad-gita Prabhupada dice:

"... ciò (sraddha, i primi sinceri aneliti di conoscere) porterà al punto di cercare di associarsi con persone che sono spiritualmente avanzate..."

Ricevute tali benedizioni, possiamo incontrare i devoti, i Vaisnava, che ci istruiscono nei principi fondamentali della trascendenza.

Uno di loro sarà il guru, il nostro maestro spirituale,

Ma che differenza intercorre tra i Vaisnava e il guru?

Il Vaisnava è un devoto, uno spiritualista e può dare istruzioni. Il guru è il maestro spirituale ufficiale, quello che abbiamo accettato come guida personale eterna. Naturalmente il guru deve essere un devoto: è la sua prima qualifica. In caso contrario non lo si deve accettare come maestro.

Esistono diversi tipi di maestri, tra cui lo siksa-guru e il diksa-guru. Il primo (lo siksa-guru) è un insegnante che può offrire preziosi suggerimenti e linee di condotta da seguire per un corretto svolgimento delle attività devozionali. Non ci sono limiti a quanti ne possiamo avere: chiunque conosca la scienza della bhakti può esercitare il diritto-dovere all'insegnamento. Invece il secondo (il diksa-guru) è il maestro spirituale che conferisce diksa, l'iniziazione. Come vedremo fra poco, l'iniziazione spirituale è uno dei momenti cruciali nella vita di un aspirante alla liberazione: è realmente "l'inizio" di una nuova vita, una rinascita. Non si può avere più di un diksa-guru. Se non in casi assolutamente straordinari, infatti, non si può prendere due volte la stessa iniziazione.
L'incontro tra l'anima dispersa e una grande anima è veramente di fondamentale importanza. Non si può avanzare nella vita spirituale se non si ha la fortuna di incontrare un puro devoto.

"A meno che la società umana non accetti la polvere dei piedi di loto di un mahatma - che è uno di quei devoti che nulla più hanno a che spartire con le proprietà materiali - nessuno può volgere la propria attenzione in direzione dei piedi di loto di Krsna... "

"Il verdetto di tutte le scritture rivelate è che grazie a un solo momento di associazione con un puro devoto si può ottenere il massimo successo ."

"Per la misericordia del maestro spirituale le persone ricevono la benedizione di Krsna; e senza la sua grazia, nessun avanzamento è possibile... "

I testi vedici su questo punto sono chiarissimi: non si può progredire se non si accetta un autentico maestro spirituale.

"Cerca di imparare la verità avvicinando un maestro spirituale. Ponigli domande con sottomissione e rendigli servizi. L'anima realizzata nel sé ti può impartire la conoscenza perché ha visto la verità ."

In un commento a quest'ultimo verso, Prabhupada scrive:

"Il sentiero della realizzazione spirituale è indubbiamente difficile da percorrere. Perciò il Signore ci consiglia di trovare un maestro spirituale autorevole in una linea di successione che provenga dal Signore stesso..."

Certamente non si deve accettare uno qualunque come guida. E' importante trovare il maestro degno di fede. Ma da cosa distinguiamo il vero dal falso?

La prima caratteristica che dobbiamo notare è che appartenga a una "parampara", una catena ininterrotta di maestro e discepolo.

"Nessuno può essere un maestro spirituale autentico se non segue il principio della successione disciplica. Il Signore è il maestro spirituale originale... "

Ciò significa che il maestro spirituale deve aver avuto un guru autentico, il quale a sua volta deve averne avuto un altro; questa è la parampara, o catena disciplica. Ma non è sufficiente appartenere a una parampara, perché ne esistono alcune che non sono riconosciute dai Veda. Ora solo quattro sono le sampradaya, o tradizioni spirituali, riconosciute e il maestro "bona fide" non può che appartenere a una ramificazione di queste. In caso contrario non lo si può accettare. Queste quattro sono: la Brahma-sampradaya, la Sri-sampradaya, la Rudra-sampradaya e la Kumara-sampradaya .

Ma naturalmente neanche questo è indice di garanzia assoluta. Indispensabili sono determinate qualità. Quali sono?

Prima di tutto il devoto deve essere puro, cioè mostrare completo distacco dalle attrazioni materiali. Deve avere piena conoscenza delle scritture e saperle presentare nella maniera appropriata. Deve inoltre aver raggiunto una realizzazione spirituale piena.

"Ascoltando regolarmente il Bhagavatam e rendendo servizio al puro devoto, tutto ciò che c'è di indesiderabile nel cuore viene praticamente distrutto, e il servizio d'amore al glorioso Signore, che è venerato con canzoni trascendentali, viene stabilito come un fatto irrevocabile ."

"... In quel momento il servizio d'amore si stabilisce nel cuore, i modi della passione (raja) e dell'ignoranza (tamas), la lussuria e il desiderio (kama) scompaiono dal cuore. Dunque il devoto si stabilisce nella virtù e diviene felice ."

"Stabilito nel modo della virtù, l'uomo ringiovanito dal servizio d'amore al Signore guadagna la liberazione (mukti) dall'associazione materiale e arriva alla conoscenza perfetta della Personalità di Dio ."

"Così i rancori del cuore e tutte le altre contaminazioni sono tagliati in pezzi. Quando uno vede il sé come il proprio dominatore, la catena delle azioni fruttuose (karma) termina (per sempre) ."

Il puro devoto ascolta costantemente la Srimad-Bhagavatam, che contiene informazioni sulle attività e sulle caratteristiche personali di Krsna. Anche grazie a questa pratica, tutto ciò che è contrario alla spiritualità viene bruciato e la materia non ha più spazio nel suo cuore. Egli, dunque, si libera completamente dalla prigionia della materia.

E' necessario che il maestro spirituale sia un puro devoto; se egli stesso non è libero, come può liberare gli altri?