Rupa Raghunath, il devoto italiano che sta portando avanti i programmi del Food for Life a Vrindavana, ogni anno, lascia per qualche mese il sacro dham per recarsi in alcuni paesi del mondo per raccogliere fondi a sostegno delle onerose iniziative intraprese a Vrindavana. Quest'anno si è recato in Cina (dove ha iniziato la produzione di bellissime piccole murti con rifiniture accurate) e poi in USA e in alcuni stati europei, su invito di vari devoti. Il viaggio era finalizzato in particolar modo alla raccolta di fondi per la costruzione della nuova scuola e, per riuscire nel suo intento, ha tenuto numerosissimi programmi, incontrato centinaia di persone e cucinato migliaia di piatti di prasadam. Ora è appena rientrato a Vrindavana e ha scritto una lettera rivolta verso quelli che lo conoscono, e che hanno sostenuto in qualche modo i programmi del FFLV o che desiderano farlo.

"E' assolutamente magico essere nuovamente qui, sulle rive di Sri Yamunaji, il sole che sta per sorgere oltre il Keshi Ghat, alcune barche che portano i pellegrini al di là del fiume. Una tale armonia. Avevo lasciato Vrindavana quattro mesi fa. Pensando ora a quei mesi di viaggio mi sembra di aver vissuto un sogno.

Hong Kong e Cina proprio nel periodo della SARS, le Hawaii e gli USA con un misto di opulenza e confusione per la guerra, poi Spagna, Germania, Italia e Gran Bretagna, dimensioni più definite.

Ero partito con una missione ma fino a quando non sono arrivato in Italia e in Gran Bretagna credevo di aver fallito. Ogni giorno la mia mente mi portava a Vrindavana, alla nostra piccola scuola con quelle piccole anime e l'urgenza di costruire qualcosa di più adatto alle loro esigenze.

Ma Krishna aveva i suoi piani. Li ha sempre avuti. Li ha ogni volta. L'unico problema è che non abbiamo abbastanza fede in Lui. Moltissime persone si sono fatte avanti e hanno aiutato in vari modi.

Sri Krishna è sempre così gentile e ha organizzato tutto in modo perfetto. Ora sono seduto qui sulle rive della Yamuna e mi spetta la parte più difficile: fare buon uso di quello che Krishna ci ha dato. E' stato fatto molto ma molto ancora deve essere fatto. E' stato bello camminare lungo il percorso del parikrama e vedere che la strada è stata pulita (per desiderio di sponsor inglesi). E' stato meraviglioso vedere i bambini della scuola con le nuove divise e il tilak sulla fronte. Mi ha fatto così piacere sentire da Lila, la nostra dottoressa, che a junay (il villaggio dove abbiamo recentemente costruito una cisterna d'acqua potabile) si aspettava, come ogni anno, di vedere durante la stagione calda tutti i bambini con le bolle di pus, la diarrea e il tifo ma, grazie all'acqua che ora
giunge al villaggio, il numero di bambini malati rispetto allo scorso anno è sceso da 200 a 40. E' stato bello sentire che per tutta la calda estate sono stati distribuiti 1.000 piatti al giorno di kitchri. E' stato bello sentire che Lata e Madhuri, due delle nostre bambine più piccole, sono quasi completamente guarite dalla tubercolosi.

E' stato bello sapere che la squadra del FFLV ha lavorato diligentemente e coscienziosamente anche senza la mia supervisione, e si sente sempre più impegnata e desiderosa di servire i Brajabasi. Ed è stato bello vedere tutti voi sempre più impegnati e desiderosi di sostenerci in questa missione. Prego la gloriosa polvere di Sri Dham di darmi la forza e la determinazione di continuare fino al mio ultimo respiro.
Devo scusarmi se non ho avuto modo di incontrare personalmente tutti voi. Purtroppo sono limitato.
Ora vi devo chiedere un favore: continuate a stare con noi, non lasciate il vostro legame con Vrindavan.
Con il mio capo nella polvere di Braja e le mie lacrime che lavano via le sofferenze dai visi dei piccoli Brajabasi, prego tutti voi di tenere un angolino nel vostro cuore per questo glorioso servizio e fare quello che potete affinchè possa crescere fino a quando le sole lacrime, sul volto dei bambini siano lacrime di gioia.

Vostro insignificante servitore,

Rupa Raghunath das"