Divina
follia
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| namo gaura-kisoraya saksad- vairagya-murtaye vipralambha-rasambhode padam- bujava te namah "Offro i miei rispettosi omaggi a Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja, che è la rinuncia personificata. Egli è sempre immerso in un sentimento di separazione e d'intenso amore per Krishna." Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il fondatore-acarya dell'Associazione Internazionale per la coscienza di Krishna, proviene da una lunga serie di maestri spirituali. Sebbene tutti questi maestri abbiano vissuto vite non comuni, quella di Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja è probabilmente la più anticonvenzionale. Egli era il maestro spirituale del maestro di Prabhupada, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura. Gaura-kisora Dasa Babaji apparve nei primi anni del 1830 nel villaggio
di Vagyana, nel distretto di Faridapura, nel Bengala orientale (conosciuto
come Bangladesh). Presto studiando sotto la guida di anime realizzate, sviluppò
un profondo apprezzamento per il siddhanta Gaudiya Vaisnava, o verità
filosofiche coscienti di Krishna, come erano state presentate dal Signore
Caitanya Mahaprabhu. A poco a poco divenne noto come un eminente praticante,
poiché viveva senza compromessi secondo gli insegnamenti vaisnava.
Come asceta errante, visse per circa trent'anni a Vrindavana, da cui
si allontanava solo periodicamente per andare a visitare altri luoghi
sacri nell'India settentrionale e occidentale. Si recò regolarmente
in pellegrinaggio anche a Gaura-mandala (la zona di Navadvipa, nel Bengala
occidentale), dove il Signore Caitanya Mahaprabhu, la duplice incarnazione
di Radha e Krishna, mostrò la sua manifestazione materiale circa
cinquecento anni fa. Mentre visitava Jagannatha Puri, nell'Orissa, Gaura-kisora
Babaji si associò con Srila Svarupa Dasa Babaji Maharaja, un famoso
devoto che aveva manifestato sintomi di amore estatico per Krishna. Le
attività di Srila Svarupa Dasa Babaji furono narrate da Srila Bhaktivinoda
Thakura, con cui anche Gaura-kisora Dasa Babaji s'incontrò durante
i suoi viaggi in India orientale. PERFEZIONE SPIRITUALE Srila Gaura-kisora Dasa Babaji divenne famoso tra i grandi devoti di
Vrindavana e gli fu dato l'elevato titolo di bhajananandi che si attribuisce
a colui che ha raggiunto la massima felicità e soddisfazione nella
meditazione solitaria. Nel 1897 Srila Gaura-kisora, non ancora settantenne, si recò a
Navadvipa, per gustarne la spirituale identità con la sacra terra
di Krishna. A Navadvipa come a Vrindavana visse elemosinando dai capofamiglia.
Per cucinare raccoglieva legna secca dai cigli delle strade, e per bere
e per lavare usava pentole di coccio abbandonate dagli abitanti dei villaggi
vicino al fiume Gange. Per vestirsi andava sulle rive del fiume sacro
a raccogliere e lavare stoffe abbandonate, che erano state usate per coprire
i cadaveri sul luogo del rogo. Come dice il suo biografo Haridasa Dasa:
"C'erano lui e Dio. E poco più." "Molte persone sagge ed erudite vennero a contatto con Srila Gaura-kisora
Prabhu, ma non ne riconobbero la vera identità. Questa è
proprio la mistica opulenza dei devoti di Sri Krishna. Solo loro possono
riconoscere la vera devozione. Molte persone vennero a consigliarsi con
Srila Gaura-kisora Prahhu sui loro insignificanti desideri materiali.
Egli cercò sempre di aiutarli, ma i suoi suggerimenti di solito
li deludevano, poiché era inflessibile nei suoi tentativi di farli
avanzare per trascendere il livello della loro esistenza, ancora piena
di attaccamenti e di compromessi. Molti altri accettarono la veste da
Babaji e si comportarono come devoti del Signore, ma in realtà
erano impostori, molto lontani dallessere veri sadhu. Srila Gaura-kisora
non accettò mai un modo di vivere così falso, la sua sincerità
era trasparente. Srila Gaura-kisora era equanime con tutti. Non mostrò nessuna
avversione per le persone che gli erano nemiche, né uno speciale
affetto per quelle che gli erano molto care. Spesso diceva: 'In questo
mondo materiale io sono completamente solo nel mio servizio a Sri Krishna.
Tuttavia offro ogni rispetto agli altri - tutti sono degni di essere adorati
da me.' LA GIOIA PER LA MELANZANA CRUDA Babaji Maharaja diventò famoso, come la perla più splendente
tra coloro che praticavano la vita spirituale, ma non sempre era facile
capire il suo modo di agire. Talvolta si metteva in testa la ciotola con
cui andava ad elemosinare come se fosse un cappello, faceva adorazione
in una capanna e con un ombrello picchiava coloro che volevano l'iniziazione
da lui. (La sua umiltà non gli permetteva di accettare di essere
un'autorità spirituale per nessuno.) Spesso, vagava nudo o con
il perizoma legato a metà. Un giorno, al mercato, prese una melanzana acerba e si sedette ai piedi di un albero jhao a Baganbari. Tagliò la melanzana a pezzi, li bagnò nell'acqua del Gange e ci mise sopra una foglia di tulasi. Li offrì alla sua istadevata (divinità personale) e cantò una canzone di offerta: "Rhaja Palita Uddharana, Sri Gaura Harai - O Signore Caitanya, per favore accetta l'adorazione di questa anima caduta." Poi disse alla sua Divinità: "Non conosco il modo giusto di cucinarla, ma per favore mangiane un po'. Appena che ebbe pronunciato queste parole, la sua voce si fece roca, il suo corpo diventò rosso scarlatto e incominciò a sudare, mentre lacrime sgorgavano dai suoi occhi bagnandogli il volto e il petto: vedendo questi segni d'amore, Lalita-didi (una sua intima amica) era stupefatta. Quando, circa un'ora dopo, l'emozione trascendentale si calmò, egli si rimise a cantare. Dopo aver messo la sua divinità a riposare, mangiò la melanzana cruda. II suo volto esprimeva grande piacere e felicità, più intensi di quello che si potrebbe provare assaggiando la pancamrita (una bibita dolce, considerata deliziosa). - Dalla Sri Sri Gaudiva Vaisnava Jivana di Haridasa Dasa
A volte Babaji Maharaja faceva adorazione insieme a Bhaktivinoda Thakura, nel luogo di nascita del Signore Caitanya, che era stato scoperto da poco da Bhaktivinoda e abbellito con immagini del Signore Caitanya e di Sua moglie Visnupriya. I due impareggiabili devoti cantavano e danzavano davanti a queste divinità, e i loro corpi manifestavano gli otto sattvika bhava o sintomi estatici, descritti nelle scritture, che appaiono solo nei devoti più realizzati. UNA PAROLA DI CAUTELA Come le gopi (amiche pastorelle) di Krishna ed altri devoti supremamente
avanzati, Srila Gaura-kisora possedeva un innato amore devozionale e la
sua natura spontanea si mostrava nel suo comportamento asastriya - comportamento
che va al di là delle scritture o delle convenzioni ordinarie.
Durante la sua vita, egli non rispettò molte regole vaisnava sulla
purezza e le appropriate tecniche di adorazione e tuttavia raccomandava
con forza agli altri un comportamento puro e le tecniche standard. Come
si può capire questo? Srila Gaura-kisora meditava costantemente su Radha e Krishna nel sentimento
di amore divino e questo naturalmente lo distingueva dalle anime ordinarie.
Di conseguenza, mentre Srila Gaura-kisora deve essere apprezzato nel modo
più assoluto, non deve essere emulato. Se non si è su una
piattaforma spiritualmente avanzata, non si deve tentare di agire come
Babaji Maharaja. Se non si è raggiunto il suo livello di una totale
dedizione spirituale, non si devono usare melanzane acerbe. La tradizione vaisnava stabilisce che coloro che praticano la coscienza di Krishna dovrebbero seguire l'esempio dell'essenza della coscienza di Krishna di Srila Gaura-kisora Dasa Babaji, ma non il suo particolare modo di praticarla. In altre parole dovrebbe essere seguito ma non imitato. La differenza tra seguire e imitare viene messa in evidenza da Srila Rupa Gosvami che usa la parola sanscrita anukarini ("colui che imita") e anusarini ("colui che segue"). Nel Bhakti rasamrita-sindhu (1.2.294-296) egli chiede ai praticanti di seguire l'essenza dell'esempio delle grandi anime ma di non imitare i loro comportamenti esteriori. Questa istruzione certamente si applica a come dovremmo agire di fronte al comportamento di Babaji Maharaja. L'ISTRUZIONE FINALE Un giorno all'alba, Srila Bhaktisiddhanta lasciò Navadvipa diretto
alla vicina capanna di paglia dove viveva Srila Gaura-kisora. Sapeva che
il suo maestro stava per lasciare il corpo. In quel giorno, 16 novembre
1915, Srila Gaurakisora entrò negli eterni passatempi del Signore.
"Io sono l'unico discepolo di Paramahamsa Babaji Maharaja. Anche se non ho ancora accettato il sannyasa. sono un brahmacari che pratica il celibato e per la grazia di Babaji Maharaja, non sono un rinunciato ipocrita che segretamente pratica abominevoli abitudini, come la maggior parte di voi fa. Se qui c'è qualcuno che è un rinunciato veramente puro, si faccia avanti e disponga per la tomba così tanto desiderata. lo non farò obiezioni. Chiunque, durante l'ultimo anno o negli ultimi sei mesi o negli ultimi tre mesi o nell'ultimo mese o addirittura negli ultimi tre giorni non abbia praticato associazione illecita col sesso opposto, potrà toccare questo corpo spirituale pieno di beatitudine. Chiunque altro lo tocchi sarà maledetto in eterno. - Da Babaji Maharaja di Karnamrita Dasa Adhikari Il commissario di polizia era venuto al dibattito temendo una rissa.
Dopo aver ascoltato le parole di Srila Bhaktisiddhanta gli chiese: "Come
farai a capire la verità?"
Satyaraja Dasa è un discepolo di Srila Prabhupada e collabora regolarmente a Back to Godhead. Ha scritto diversi libri sulla coscienza di Krishna di cui il più recente è Gita on the Green: The Mystical Tradition Behind Bagger Vance. Vive con sua moglie vicino a New York City.
(da Ritorno a Krishna) |