Gli archivi Bhaktivedanta

Venticinque anni di cure per conservare
l'eredità di Prabhupada

Grazie agli sforzi di molte anime dedicate, gli insegnamenti del fondatore del Movimento Hare Krishna vengono salvati dai danni del tempo.

 

di Parama-rupa Dasa

Le scatole contenenti le audio cassette, sovrapposte in pile di trenta per dieci file, lasciavano uno spazio appena sufficiente per percorrere, con le braccia strette contro il corpo, il labirinto che portava alla mia piccola scrivania. Avevo concluso la fase uno della missione, che era cominciata con un'incursione improvvisa nella stanza anteriore del Golden Avatar Studio a Culver City, Los Angeles. Qui erano raccolte centinaia di bobine di Srila Prabhupada, praticamente a disposizione del pubblico della zona. Alcune erano originali registrati durante i viaggi di Srila Prabhupada intorno al mondo ed altre erano master Golden Avatar. Mi ero sempre preoccupato per la mancanza di sicurezza di questi nastri ed ora ero riuscito a portarli in un luogo più sicuro vicino a New Dwaraka, il tempio ISKCON di Los Angeles.
Ora per completare l'operazione avevo bisogno dell'aiuto di Radha-vallabha Dasa, il direttore di produzione del Bhaktivedanta Book Trust (BBT). Egli era l'amministratore dell'appartamento dove io speravo che i nastri potessero essere custoditi con sicurezza.

Il mio piccolo studio, ora sommerso dai nastri, era l'ex- cucina dell'appartamento che ospitava alcuni brahmacari (studenti celibi) che lavoravano per la BBT. Lo spazio della cucina era chiaramente troppo ristretto per contenere i nastri e le operazioni di registrazione degli originali per il Bhaktivedanta Tape Ministry. Telefonai a Radha-vallabha col pretesto che un boiler rumoroso provocava delle interferenze nella registrazione dei nastri e lo invitai a venire perché vedesse e ascoltasse lui stesso.
Radha-vallabha rimase sulla porta della cucina parlandomi al di sopra del mare di scatole. Mentre discutevamo del boiler che funzionava male, il suo viso assunse un'espressione perplessa e preoccupata nel vedere le altissime pile di nastri e nel sentire le mie imbarazzate espressioni di disappunto per la difficoltà di continuare il lavoro in quelle condizioni. Con il suo modo sincero di farsi carico dei problemi, disse che i brahmacari che vivevano nell'appartamento se ne sarebbero "andati ad abitare all'Hotel Hilton" com'era affettuosamente chiamato l'edificio dell'ashram dei brahmacari al tempio, cosicché i nastri sarebbero stati custoditi nella stanza da letto dell'appartamento.
Così nel maggio del 1977, nella cucina dell'appartamento n. 5 del 9701 di Venice Boulevard a Los Angeles, era nata la prima sede degli Archivi. L'anno successivo, nel gennaio, del 1978, dopo la scomparsa di Srila Prabhupada, venne organizzato ufficialmente un archivio per raccogliere e custodire tutte le istruzioni registrate, la storia, le immagini, la corrispondenza e la parafernalia di Sua Divina Grazia.



UNA VISIONE PER IL FUTURO

Srila Prabhupada stesso creò il nucleo audio degli Archivi Bhaktivedanta. Il 2 febbraio 1966, prima di avere dei discepoli occidentali e prima di aver fondato la sua ISKCON, Srila Prabhupada acquistò un registratore a nastro per 54,02 dollari. Il 19 e il 20 febbraio registrò la sua Introduzione alla Geetopanisad. Questa è la primissima registrazione degli Archivi Bhaktivedanta. Quando l'ascolto, conoscendo quanto Prabhupada dovette lottare per resistere in un paese straniero, immagino una figura solitaria che ha davanti un microfono, seduta in un ufficio semivuoto della West 72nn Street di New York. Le bobine girano lentamente, facendo muovere un sottile nastro magnetico su cui vengono registrate le parole del puro devoto, parole che provengono da tutti gli acarya del passato, addirittura da Krishna stesso. Ora queste parole importanti ci danno forza e manterranno le future generazioni nel mondo della tradizione e della storia vaisnava.
Sebbene queste parole venissero pronunciate alle quattro pareti di una stanza fredda e povera, esse hanno attivato un altro solido anello della catena della parampara, la linea della successione disciplica che discende da Krishna stesso. Mentre Prabhupada spendeva pochi centesimi per mantenere il suo corpo, aveva invece speso molti dollari per quel registratore che gli avrebbe permesso di portare il suo insegnamento a coloro che doveva ancora incontrare. Provo ammirazione per lui e mi sento stimolato a conservare questi momenti da condividere con tutti ora e nel futuro.

A Sandy Ridge nel North Caroline presso gli Archivi Bhaktivedanta (da sinistra a destra): Gaur Sundar Das, Ramai Dasa (figlio di Ekanatha e Astha-sakhi), Parama-rupa Dasa, Ranajit Dasa, Gopisvari Dasi (moglie di Ranajit), Ramani devi dasi (figlia di Ekanatha e Astha-sakhi), Astha-sakhi Devi Dasi, Citralekha Devi Dasi (figlia di Harakanta), Harakanta Devi Dasi, Premabhakti Devi Dasi (figlia di Ranajit e Gopisvari).

Parama-rupa Dasa impegnato alla postazione audio digitale.

 

Guru Dasa (qui sopra a sinistra nella foto) scattò la maggior parte delle foto di Prabhupada durante i primi giorni dell' ISKCon in India (nella foto anche: Rishi Kumara Dasa). Al centro, George Harrison canta con i devoti a Londra all'epoca in cui fu registrato l'album The Radha Krishna Temple. A destra, i devoti circondano John Lennon (che legge Back to Godhead) e Yoko Ono durante il loro "bed-in" per la pace (Montreal, 1969).

 

A Birnagar nel Bengala occidentale, all'inizio degli anni settanta, Srila Prabhupada in un momento di serenità.

 

INTERAGIRE CON i GLI ORIGINALI

Un archivio che funziona è qualcosa di dinamico e di vivo, ben diverso da un luogo soffocante, pieno di scatole polverose ammassate in un angolo buio. Gli Archivi Bhaktivedanta recuperano scatole polverose dagli angoli bui di tutto il mondo e per mezzo di un lavoro di conservazione e preservazione danno al loro contenuto nuova vita e possibilità di durare, trasformandolo in offerta alla comunità dei vaisnava. Il VedaBase Bhaktivedanta, la nostra elaborazione digitale più completa basata sui testi, consente una visione degli insostituibili "oggetti" originali su cui lavoriamo. L'esperienza visiva, tattile, emozionale e intellettuale che nasce dall'interazione con un originale permette di stabilire una connessione più profonda con la sua provenienza, con la sua essenza che dà vita ed autorità ad un documento, ad una lettera o ad una registrazione.



SCIOCCHEZZE COMUNISTE

Ricordo quando vidi per la prima volta Le preghiere del re Kulasekhara, scritte sul retro di un volantino di propaganda sovietico che glorificava l'orbita dello Sputnik, il primo satellite spaziale. La qualità della carta, sebbene non pregiata, era pesante e pertanto adatta a resistere anche se gettata qua e là per le strade.
All'inizio pensai: "Che vergogna! Un documento così meraviglioso, sciupato da queste sciocchezze comuniste." Col passare del tempo invece mi resi conto che per un archivista questo era un elemento molto prezioso. Per la maggior parte gli scritti a mano di Prabhupada non hanno la data e dal punto di vista della catalogazione di archivio ricadono nell'ampia categoria dei "circa." La propaganda sovietica invece fornisce una data certa a questo manoscritto di Prabhupada: si tratta di pubblicazioni facilmente databili fra gli ultimi anni cinquanta e i primi anni sessanta. Questi documenti non solo forniscono date, ma anche un percorso temporale di quello che Sua Divina Grazia pensava e scriveva in contrasto con quello che il mondo pensava e per cui lottava, sebbene visto attraverso la bizzarra propaganda sovietica. Risulta inoltre chiaro il contrasto tra il comunismo materialistico e la sua propaganda centrata sull'uomo e sullo stato da una parte e il comunismo spirituale e la sua propaganda centrata su Dio dall'altra. Tutto questo da un unico foglietto di carta.
E c'è di più da riferire: Srila Prabhupada scrisse sul retro dei volantini della propaganda sovietica, perché non aveva denaro per comprare carta da scrivere. Aveva avuto gratuitamente da un tipografo del posto questa carta, avanzata dalla fornitura pagata dal governo sovietico per fare propaganda fra il popolo indiano. Questo permise a Prabhupada di continuare a scrivere per preparare la più importante missione che doveva compiere, cioè eseguire l'ordine del suo guru di predicare al mondo occidentale in lingua inglese.



DIETRO IL VELO TRASCENDENTALE

Durante i miei viaggi intorno al mondo per raccogliere materiale per gli Archivi, ho vissuto molte avventure e incontrato molti nuovi amici e il mio apprezzamento per la misericordia di Srila Prabhupada è cresciuto moltissimo. All'inizio del 1979 ero in Australia alla ricerca di materiale per gli Archivi. Stavo cercando una persona che chiamerò Signor X che aveva lasciato la comunità dei devoti, perché mi era stato riferito che aveva molte foto e diapositive di Srila Prabhupada. All'inizio non riuscii ad incontrarmi con lui, perciò mi rivolsi ad Amogha Dasa che viveva a Sidney perché mi aiutasse a rintracciarlo.

Amogha accettò la sfida e diventò un detective per gli Archivi. Dopo una ricerca durata due anni, Amogha alla fine riuscì a fissare un incontro con il Signor X a Melbourne, a circa seicento chilometri di distanza. Proprio come spesso accade in un incontro clandestino, al primo appuntamento il contatto non ci permise di raggiungere lo scopo. Il giorno successivo, dopo frenetiche telefonate di Amogha, il Signor X chiamò a notte tarda per dirci che era in strada e che acconsentiva ad incontrare Amogha dietro al tempio, ma fece una richiesta: "Puoi portare del prasadam?"
Armato di una grande quantità di pakora di latte cagliato (latte cagliato passato nella pastella e fritto), Amogha fece lo scambio. Assicurò al Signor X che non avrebbe rivelato la sua identità e che gli avrebbe fatto riavere le immagini non appena gli Archivi ne avessero fatto una copia. Nel frattempo il Signor X si era divorato l'intera provvista di latte cagliato. Una tenace insistenza unita al prasadam ci fece ottenere trecento diapositive e duecento fotografie che avevano corso il rischio di andar perse per sempre.
Anche Amogha, come poi seppi, era un fotografo ed aveva una raccolta di numerose diapositive, fotografie e registrazioni. Valeva la pena di fare il viaggio anche solo per la sua collezione. Alcune di queste immagini apparvero successivamente nel libro del Vyasa-puja del 1980.
Spesso non è stato così drammatico recuperare altre raccolte, anche se non meno significative di questa, come i nastri delle discussioni filosofiche registrate da Hayagriva Dasa, e la raccolta di nastri di Govinda Dasi e Hamsaduta Dasa, primi discepoli di Srila Prabhupada. Govinda Dasi fece dono anche della sua collezione di foto e recentemente Yamuna Devi e Dinatarine Dasi hanno donato la loro collezione di lettere e foto, compresi i negativi in bianco e nero di Srila Prabhupada e dei suoi discepoli con George Harrison, John Lennon e Yoko Ono. Un particolare significato hanno i negativi delle sedute di registrazione per l'album "The RadhaKrishna Temple".

E inoltre c'è la collezione della BBT. Nel 1972 la BBT acquistò due registratori a nastro Uher, uno per l'India e l'altro per il resto del mondo, per seguire Prabhupada durante i suoi viaggi. Al segretario e al servitore di Srila Prabhupada fu affidato l'incarico di fare le registrazioni. Grazie al loro impegno venne assicurata la registrazione di centinaia di ore di lezioni e di conversazioni.
Contemporaneamente la BBT cominciò a dotare i fotografi di macchine fotografiche e rullini per scattare foto. Visakha Devi Dasi, Muralivadana Dasa e Bhargava Dasa divennero i fotografi più importanti della BBT. Furono mandati in tutto il mondo per ritrarre le attività di Srila Prabhupada e della sua società ISKCON. Grazie al loro impegno e a quello saltuario di altri, la collezione comprende più di 100.000 diapositive.


Scene dei primi giorni agli Archivi: il responsabile della produzione BBT Radha-vallabha Dasa (in alto) che ha procurato la prima sede degli Archivi. Sotto, Ekanatha Dasa cataloga gli originali delle bobine. In senso orario dall'alto: (1) Un'etichetta della farmacia di Prabhupada. (Il suo nome originale era Abhay Charan De e questa è la sua foto sull'etichetta.) (2) Una delle molte lettere originali conservate negli archivi. (3) La firma di Prabhupada su una lettera. (4) Il biglietto passeggeri di Prabhupada per il Jaladuta, la nave da carico che lo portò in America.
I primi numeri di Back to Godhead prima che Prabhupada partisse per l'America.

 

LA FRAGILITÀ DELLA PERSONA

Come discepolo di Srila Prabhupada sono tenuto a collaborare con la missione del mio guru. Il mio specifico dovere e quello degli altri componenti degli Archivi Bhaktivedanta è quello di perpetuare le parole trascendentali di Srila Prabhupada, sia scritte che registrate come pure la sua immagine affinché tutti possano conoscerle e seguirle. Siamo molto fortunati ad avere una raccolta così grande. Le biografie e gli insegnamenti di molte grandi personalità spirituali sono così frammentarie che le loro persone sono sfumate nella leggenda e nella mitologia. Noi, d'altra parte, abbiamo chiare registrazioni delle parole che Prabhupada ha pronunciato in pubblico e in privato, i suoi insegnamenti formali ed informali e filmati e fotografie. In confidenza possiamo dire che conosciamo ogni suo passo ed ogni sua parola. La collezione degli Archivi ci permette di realizzare più completamente la persona che è dietro agli insegnamenti, di coltivare la conoscenza vedica e l'eredità culturale che questo grande acarya ha portato al mondo.
Un archivio deve fronteggiare sei principali cause di deterioramento:

1. Climatiche, condizioni di temperatura e umidità variabili od estreme
2. Cattivo uso, per opera di ladri, vandali, manipolazione e magazzinaggio impropri
3. Danneggiamento biologico, da muffe, funghi, insetti e roditori
4. La luce, che provoca reazioni chimiche e scolorimento
5. Inquinamento, da polvere, gas e particelle
6. Disastri, causati dal fuoco, da inondazioni e da altre cause naturali

Agli Archivi Bhaktivedanta lottiamo con ogni mezzo per proteggere la raccolta. Continuiamo a comprare armadi a prova di fuoco, contenitori inattaccabili dall'acido e materiali per la conservazione. Abbiamo costruito una stanza con temperatura e umidità controllate, con rivelatori di fuoco e accesso limitato. Nella sede abbiamo severe regole di sicurezza ed in più, per depositi a lungo termine, usiamo una stanza sotterranea a Butler in Pennsylvanja - per coincidenza la città dove Srila Prabhupada risiedette appena arrivato negli Stati Uniti nel 1965, prima di spostarsi a New York.

Per conservare una lettera originale (a sinistra), un addetto all'archivio la spruzza con una sostanza alcalina per evitare l'acidificazione che distrugge la carta. Ranajit Dasa esamina le diapositive per la produzione dei libri (al centro). A destra, un archivista si accinge a trasferire l'audio da una bobina originale ad un nastro audio digitale.

 

LA DISTRIBUZIONE

Distribuendo copie della raccolta, gli Archivi aiutano a diffondere gli insegnamenti di Srila Prabhupada in tutto il mondo, assicurandone la perpetuazione. La distribuzione viene fatta in varie forme: come registrazioni audio dai Bhaktivedanta tape e dai CD ministry, come libri di registrazioni trascritte, stampate su carta non attaccabile dall'acido e come programma VedaBase Bhaktivedanta per computer - il tutto a disposizione dei devoti della comunità, degli studiosi e del pubblico interessato, che a loro volta diventano custodi della cultura vedica nelle proprie biblioteche. Questo programma di biblioteche individuali amplia la distribuzione dei libri da parte della BBT.
Mentre tutte queste iniziative concorrono ad evitare il rischio di una totale perdita per catastrofe, la priorità degli Archivi Bhaktivedanta consiste nella conservazione e nella preservazione degli originali. I numerosi documenti, le lettere, le fotografie e le registrazioni audio richiedono tutte organizzazione e tecniche appropriate per la loro specifica conservazione.

La fotografia sopra (Dallas 1975) mostra Prabhupada che esegue il disegno riportato a destra, ora conservato presso gli Archivi Bhaktivedanta. Prabhupada fece il disegno per rispondere alla domanda dei discepoli di mostrare loro come era il carro del Ratha-yatra della sua infanzia.


I NOSTRI RINGRAZIAMENTI A MOLTE PERSONE

Il 25mo Giubileo d'argento degli Archivi Bhaktivedanta costituisce un'opportunità per riconoscere il lavoro e i sacrifici di tutti coloro che negli anni hanno aiutato raccogliendo, donando e lasciando in eredità le loro collezioni della parafernalia di Srila Prabhupada. Anche se è necessario fare ancora molto lavoro per assicurare la preservazione della raccolta, molti ringraziamenti vanno a quelle anime speciali che instancabilmente hanno trascritto, scansionato, registrato, catalogato ed eseguito innumerevoli altri servizi di vitale importanza per costruire e mantenere gli Archivi. Grazie a tutti coloro che hanno acquistato i prodotti degli Archivi, grazie ai brahmacari costretti a lasciare il loro appartamento e grazie al Bhaktivedanta Book Trust e ai suoi amministratori, il cui costante supporto durante gli anni ha contribuito a rendere possibile questo meraviglioso servizio a Srila Prabhupada.

 

Il Costo della Preservazione

Gli Archivi Bhaktivedanta sono stati sostenuti principalmente dai ricavati delle vendite delle pubblicazioni, ivi compresi i libri, i CD, i nastri e le foto d'archivio, come anche da una sovvenzione annuale del Bhaktivedanta Book Trust. Quest'anno gli Archivi Bhaktivedanta lanciano una grande campagna di raccolta di fondi per realizzare le proprie finalità. Sta per essere inaugurato il programma "Contributing Membership," che stimolerà i sostenitori a fare donazioni per specifici progetti di preservazione e mantenimento. Gli Archivi Bhaktivedanta hanno bisogno di 150.000 dollari all'anno per mantenere il loro attuale livello di attività ed ancor di più è necessario per raggiungere gli scopi prefissi (visita il sito www.prabhupada.com per conoscerne l'elenco).
Per ulteriori informazioni, resoconti su progetti di preservazione e direttive su come poter aiutare, email Gaur Sundar Das all'indirizzo Gaur@prabhupada.com, oppure visita il sito degli Archivi Bhaktivedanta:
www.prabhupada.com.

 

Il Programma per Computer VedaBase Bhaktivedanta

La porta d'ingresso degli Archivi Bhaktivedanta si spalanca e l'immagine indistinta di un sari mi passa accanto frusciando, diretta all'ufficio di Ekanatha Dasa. Mamata Devi Dasi sbatte una copia scritta a macchina sulla scrivania. "Penso di averlo già scritto a macchina. Mi suona familiare ed ho appena passato quattro ore a riscriverlo!"
Era proprio così, anche questa volta aveva ragione. Con tutta la discrezione possibile mi liberai per occuparmi di un improvviso problema urgente nel mio studio e lasciai Ekanatha a spengere il fuoco della sua frustrazione.
Il ricordo di scene come questa suscita nostalgia. All'inizio degli anni ottanta il lavoro di trascrizione delle registrazioni di Srila Prabhupada era in pieno svolgimento. C'erano centinaia di registrazioni non catalogate ed insieme copie o parti di copie avute dai devoti dopo la scomparsa di Srila Prabhupada. Ekanatha, che aveva cominciato a partecipare al lavoro degli Archivi nel maggio del 1978, eseguì il poderoso e lunghissimo lavoro di trasferire tutto su cassette per essere in seguito battuto a macchina e catalogato. Mentre il trasferimento fu relativamente facile, incontrò presto il problema di non saper eseguire il richiamo dei programmi senza una grande mole di lavoro di ricerca.
Questa necessità di uno strumento d'archivio per aiutare ad identificare, richiamare e correlare tutte le registrazioni ha costituito il maggior stimolo per lo sviluppo del Bhaktivedanta VedaBase. Questo eccezionale programma di archiviazione dei testi consente la ricerca di tutte le migliaia di conferenze, passeggiate mattutine e delle conversazioni per mezzo di poche parole chiave o di una serie di parole. Ora posso immediatamente controllare se un nastro è stato trascritto e sapere se è un originale o una copia.

Tecnologia per Krishna
Srila Prabhupada insegnò che la moderna tecnologia andava bene solo se dedicata al servizio di Krishna. Guidati da questo principio, abbiamo lavorato innumerevoli ore per sviluppare questo programma per i devoti e gli studiosi. Trovo che esso sia di valore inestimabile per il mio lavoro d'archivio e così importante che è diventato il mio oracolo per rispondere quotidianamente a domande personali, senza considerare quanto possano sembrare di natura materiale.
Nel 1987, con l'avvento dei pratici ed economici personal-computer, cominciammo a digitare le trascrizioni delle registrazioni di Srila Prabhupada. Adi-purana Dasa della Nuova Zelanda, si spostava giornalmente da Berkeley (dove viveva nel garage di un amico) ad un ufficio di computer nel centro di San Francisco, giustamente chiamato "Krishna Copy." Apparteneva ad un uomo d'affari indiano, Sanjaya, che in seguito divenne un membro a vita dell'ISKCON. Adi-purana aiutava i clienti di Sanjaya ad usare lo scanner Kurzweil (allora una macchina da 50.000 dollari) e in cambio Sanjaya permetteva ad Adi-purana di usare lo scanner per scopi trascendentali. In questo modo, Adi-purana da solo scansionò quarantamila pagine di trascrizioni e circa cinquanta volumi dei libri di Srila Prabhupada. Questi file scansionati sono il nucleo del Bhaktivedanta VedaBase. (È interessante notare che la parola adi-purana significa l'originale o prima storia.)
Nel 1990 i devoti degli Archivi Bhaktivedanta parteciparono alla convenzione annuale Comdex dell'industria dei computer per cercare programmi di ricerca per computer. In un piccolo padiglione vennero in contatto con la nuova compagnia, Folio Corporation. Il loro programma, Folio Views, era di gran lunga il migliore prodotto industriale disponibile in quel momento e così è rimasto anche se da allora la compagnia è stata comprata e venduta. Nel 1991 acquistammo il programma e successivamente nello stesso anno fu edita la Bhaktivedanta Electronic Library in ambiente DOS. Nel 1995 producemmo una versione Windows e Macintosh e la chiamammo Bhaktivedanta VedaBase. Da allora sono state prodotte altre versioni con molte aggiunte e nuove funzioni.

Pietra angolare della tecnologia
Della vita e delle attività di Srila Prabhupada sono state conservate più testimonianze dirette che di quella di Gesù Cristo, di Maometto e certamente anche di Sri Caitanya stesso. La vita e le attività di Srila Prabhupada costituiscono un periodo affascinante della storia vaisnava. I suoi successi come capo religioso sono innegabili ed ora sono custoditi nella tecnologia digitale del ventunesimo secolo. Essendo passati venticinque anni dalla scomparsa di Srila Prabhupada, l'intensità e la portata del suo potere personale e dei suoi successi possono cominciare ad affievolirsi a meno che non siano tenuti vivi nella memoria dei suoi seguaci diventando così parte del nostro patrimonio verbale. Il Bhaktivedanta VedaBase è la pietra angolare tecnologica di questo grande successo e sta diventando rapidamente il "canone" dell'ISKCON.
L'ultimissima produzione Bhaktivedanta VedaBase, la versione 2003.1, commemora il Giubileo d'argento. È la più completa presentazione dei discorsi diretti e degli scritti di Srila Prabhupada. Anche se il Bhaktivedanta VedaBase comprende altri autori e pubblicazioni vaisnava, il suo nucleo sarà sempre costituito dagli insegnamenti diretti di Srila Prabhupada.
Tutti gli archivi moderni stanno aumentando l'uso del digitale per collegarsi col pubblico. Noi speriamo di sviluppare il Bhaktivedanta VedaBase in un archivio virtuale con cui possa collegarsi qualsiasi personal computer. Un archivio di questo tipo permetterà l'accesso a tutto il materiale degli Archivi BhaktiVedanta, comprese le immagini di tutte le lettere, dei manoscritti e di altri documenti, nonché la vastissima collezione di audio, video e foto.

 

Parama-rupa Dasa, ingegnere del suono e archivista, si unì all'ISKCON a Londra nel 1976. Nel febbraio 1977 insieme a sua moglie, l'artista della BBT Jagat Marana Devi Dasi, si trasferì a Los Angeles, dove dette vita al New Bhaktivedanta Tape Ministry e in seguito agli Archivi Bhaktivedanta. Ora vive nel Nord Carolina vicino alla piccola comunità del Prabhupada Village, sede degli Archivi. E’ il direttore della preservazione.

 

(da Ritorno a Krishna di Luglio-Agosto 2003)

 

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