Varie teorie creazionistiche

 


D: Ci sono molte teorie sulla creazione; ogni religione o filosofia ne ha ingegnata una.
R: E' vero. Quando si pensa e si filosofa non si può evitare di giungere al punto di porsi la fatidica domanda: da dove proviene tutto ciò che vediamo? da dove proviene anche tutto ciò che esiste ma che non è visibile? chi o cosa ne è stata la causa?
Migliaia, forse milioni sono stati nel corso della storia i pensatori che si sono cimentati in questa ardua questione. Per le stesse ragioni di prima noi riassumeremo e schematizzeremo le principali correnti filosofiche.

Cominciamo col dire che ci sono due correnti fondamentali, che sono il pensiero materialista, tanto popolare in occidente, e quello spiritualista. Il primo afferma che la materia, e cioè l'energia in cui viviamo, non ha avuto bisogno che di sé stessa per evolversi e prendere la vita, mentre il secondo fa risalire l'origine di tutto a un qualche elemento che sia al di là della materia stessa.

Ammettiamo che questa divisione è abbastanza sommaria, in quanto poi andrebbe specificato che ci sono tanti tipi di materialisti e altrettanti di spiritualisti, e che poi ce ne sono altri che, se si vuole essere precisi, non potrebbero essere chiamati né con un appellativo né con l'altro, in quanto possono aver architettato un'ideologia a metà strada fra una conclusione e l'altra, cercando di far coesistere le due tesi.

In India, oltre a quello teista-personalistico di Vyasa, ci sono altri sistemi filosofici che giungono a conclusioni abbastanza diverse tra loro. Per esempio, l'ateo Kapila sostiene che il mondo scaturisce dalla materia (pradhana), mentre i buddhisti e i jainisti asseriscono che l'atomo è alla base della creazione.

Una diramazione del pensiero buddhista sostiene che la verità consista nel realizzare la non-esistenza del mondo, che la verità sia un vuoto totale e che la pienezza sia illusione. Altre correnti di pensiero invece sono d'accordo nel dichiarare che un creatore (nel senso di un Essere cosciente e intelligente) debba esistere.

Kanada e Patanjali, rinomati filosofi indiani, di fondo hanno accettato l'esistenza di Dio, ma se andiamo ad analizzare le loro idee ci accorgiamo che le loro tendenze sono altrettanto ateistiche quanto i sankhya e gli altri.

In definitiva una cosa è certa: studiando con attenzione almeno le principali scuole orientali ci accorgiamo che difficoltà maggiori nel sostenere le loro idee le hanno incontrate proprio i materialisti, i quali indubbiamente hanno sempre perso le loro battaglie dialettiche contro gli agguerritissimi pensatori spiritualisti. Il problema principale contro il quale si sono scontrati consiste proprio nel dover spiegare come la vita possa essere scaturita da un insieme di elementi chiaramente inerti e privi di vita. In India questo ostacolo ha fatto sì che atei come l'atomista Kanada e il materialista Kapila riscuotessero scarsa fortuna nella storia della filosofia. Contro di loro i Vaisnava spiritualisti si sono cimentati per secoli, smantellando pezzo su pezzo tutto il loro castello di teorie.