L’installazione di Sri Sri Radha Vrajasundara
di Mataji Bhogini dasi
Quest’anno ricorre il ventesimo anno dell’installazione di Sri Sri Radha-Vrajasundara e per onorare questa ricorrenza abbiamo pensato di chiedere a Bhogini mataji, la responsabile del pujari all’epoca, di condividere con noi i suoi ricordi e le sue realizzazioni di quei momenti.


 


L’installazione delle Divinità a Villa Vrindavana fu il culmine di un naturale progresso della visione e della diffusione della coscienza di Krishna in Italia, iniziata nel nostro piccolo primo tempio a Roma in Piazza Lodi, che cresceva gioiosamente mentre sempre più devoti si univano a noi agli harinama giornalieri e alle feste di prasadam in piazza Navona e piazza di Spagna...
In seguito ci spostammo in un tempio più grande, in viale di Porta Ardeatina, e i traduttori ci consegnarono la Sri Isopanisad e la Bhagavad-gita in italiano, destinate ad aumentare la distribuzione dei libri mentre il gruppo del sankirtan viaggiava dal nord al sud dell’Italia.
Le bellissime forme dorate di Sri Sri Gaura-Nitai sorridevano nel nostro cuore diffondendo il loro amore ed ispirandoci ogni giorno ad aiutare Srila Prabhupada a portare la coscienza di Krishna in ogni città e in ogni villaggio d’italia. Sempre più devoti si univano e con loro si ampliava sempre più la possibilità di vivere tutti gli aspetti di una vita basata sul bhakti-yoga.


Srila Prabhupada fece sapere che desiderava quattro comunità agricole in Europa e dopo questa notizia iniziammo la nostra ricerca di Villa Vrndavana. Cercammo fattorie, ville, castelli... un luogo dove potevamo vivere una vita semplice, molto vicina alla terra, con una filosofia elevata e dove la gente potesse venire in pellegrinaggio da tutte le parti d’Italia.
Sri Sri Gaura-Nitai ci guidarono con la loro danza nelle bellissime campagne delle colline fiorentine. Storicamente Firenze fiorì durante il rinascimento con i suoi scritti, le arti, i dibattiti filosofici e i viaggi per esplorare il mondo; questo avvenne esattamente durante il periodo in cui il Signore Caitanya era presente su questo pianeta. Come le onde su un lago, Firenze sembrava aver risposto con un’ondata di coscienza superiore al flusso spirituale dell’amore per Dio che era apparsa dall’altra parte del mondo, in India. In questo momento Sri Sri Gaura-Nitai scelsero di venire personalmente.
Così fu trovata Villa Vrndavana, con il suo enorme potenziale, e la parte successiva del piano divino ci fu rivelata: lo sviluppo della comunità, per preparare l’installazione delle loro adorabili Signorie: Sri Sri Jagannatha, Balarama e Subhadra, seguiti da Sri Sri Radha-Vrajasundara e Sri Sri Gaura-Nitai.


Quanta crescita ed espansione, possibile soltanto per gli sforzi di tanti giovani. Che sogni! Che visione! Quanta organizzazione e determinazione da parte di tutti i devoti! Il sankirtan, le famiglie, le mucche, la scuola, gli artisti, l’agricoltura, la radio... E per tutto quel periodo Matsyavatara Prabhu e suo padre Caitanya Nitai Prabhu lavorarono con grande, grande impegno per disegnare e costruire le cucine, le docce, i bagni, gli impianti idraulici e il tempio!
La vecchia limonaia, un bellissimo granaio ben illuminato, con un pavimento di terra battuta, fu accuratamente ricostruito in marmo e abbellito con vetrate colorate. Tre altari di marmo furono sistemati su due livelli, e un’intera area fu dedicata al servizio delle Divinità al piano superiore: la cucina di Radha e Krishna, la Loro stanza del pujari, il Loro guardaroba e la Loro sartoria.
L’installazione del Signore Jagannatha mi diede quel poco di esperienza appena sufficiente per capire ciò che necessitavo, per poi andare in India a preparare ogni cosa per installare Radha e Krishna. A Vrindavana, la mia amica Sitala mataji condivise con me la sua esperienza e mi introdusse nei suoi negozi favoriti per comprare l’occorrente per le Divinità. Dopo aver acquistato stoffe di una seta eccellente nei migliori negozi di Delhi, disegnammo i modelli dei vestiti nel nostro laboratorio di Vrindavana, ordinammo le corone dagli scaltri “jariwallas” (artigiani specializzati), “thali” placcati d’argento a Bombay per i piatti di Krishna, oli e incensi profumati da Narottam prabhu; e soprattutto supervisionammo il lavoro di scultura di Radha e Krishna a Jaipur.


Il clima era torrido e le attività intense. Dopo il programma del mattino al Krishna-Balarama Mandir, prendevamo un “rickshaw” dirette al Loi Bazar, sia la mattina che il pomeriggio, per disegnare e seguire la lavorazione di sette abiti da giorno. Due di essi, quelli per l’installazione e per il giorno del Ratha-Yatra, erano particolarmente elaborati e ricamati secondo l’antica arte indiana. Uno degli artigiani aveva novant’anni ed insegnò agli altri un punto speciale giusto poco prima di morire, preservando così una tradizione che era stata tramandata da generazioni per il servizio a Krishna.
Dopo sei ore di viaggio in autobus arrivavamo a Jaipur, sotto il sole cocente di mezzogiorno. Il laboratorio dei murtiwalla (scultori) si trovava nel Johari Bazar, una via stretta e scura nella quale risuonavano senza fine i ching ching degli artigiani che cesellavano il marmo in ogni laboratorio che dava sulla strada. Ci dirigevamo da Panday and Son, ed eccoLe, le nostre Divinità di Radha e Krishna e Gaura-Nitai. Sitala Le aveva ordinate, ora noi potevamo definire meglio le nostre richieste per rendere le guance di Radharani più fini e il Suo sorriso un pò più luminoso. Erano meravigliose in questo laboratorio polveroso, ormai vicine al Loro completamento.


Nel nostro secondo viaggio, controllammo che venissero sistemate accuratamente in casse speciali e affittammo una jeep per Delhi in modo di farLe imbarcare per l’Italia. Io mi trovavo da sola, sul sedile posteriore, con le Divinità e mi ricordo che ogni tanto guardavo attraverso una fessura della cassa di legno per osservare la bellezza di Krishna.
Ritornai in Italia con tutte le parti degli abiti ricamati, più altri quattro vestiti da notte e tutti gli acquisti fatti, pronta ad iniziare la parte conclusiva: ricucire insieme ogni vestito. Ogni angolo di Villa Vrindavana era un pullulare di attività. Nelle stanze del pujari dovemmo sistemare nuovi tavoli, ripiani, lavandini, pentole e padelle, fornelli, credenze, cassettiere e due macchine da cucire per essere in grado di portare avanti la mole del nostro servizio che era aumentato, passando da un semplice servizio ad un unico set di Divinità ad un altare con tre set di Divinità, in un tempio costruito appositamente per Loro.
Iniziarono ad arrivare devoti da tutto il mondo. Gaura Kesava P. arrivò per organizzare le particolareggiate cerimonie dell’installazione. Era molto esperto, intelligente e divertente. Nel contempo arrivarono altri pujari e lavorando insieme condividevamo con loro il nostro entusiasmo per il servizio. Si iniziò col pulire il tempio, lavandone ogni centimetro con acqua. Seguì una cerimonia per installare il cakra sul tetto, poi un’altra per inaugurare il tempio; una cerimonia con cinque fuochi chiamata yajna sthalla. Preparammo il palco per le Divinità nel tendone principale, il luogo per l’abhiseka (bagno) e un’area sotto la piattaforma con tutti gli abiti e i gioielli.


L’attività nella sartoria continuò fino all’ultimo minuto (e fu così anche ogni sera dopo il giorno della cerimonia d’installazione, perché si doveva sempre finire il vestito per il giorno successivo!)
Un giorno, mentre il sole tramontava, ricordo che Krishna fu portato con grande attenzione attraverso il giardino fino alla tenda principale.
La cerimonia d’installazione vera e propria rimarrà impressa nella mente di tutti. Il lavare e il pulire le Divinità mentre erano in piedi con i Loro occhi coperti; l’invocare con preghiere Radha e Krishna e Gaura-Nitai mentre toccavamo i loro cuori, chiedendo Loro di acconsentire ad essere presenti nella Loro forma di Divinità; l’aprire i Loro occhi affinché il Loro primo sguardo si posasse su oggetti puri, sui bambini e sulle mucche; i bellissimi kirtan, le ghirlande di fiori, frutti e seta; l’elaborata cerimonia del bagno con così tanti succhi, liquidi, latte, yogurt e acque profumate; e la gioia travolgente degli swami e dei devoti mentre s’inzuppavano l’un l’altro con la caranamrita (noi stavamo sotto la piattaforma per togliere frettolosamente i vestiti delle Divinità giusto in tempo prima che tutto si inumidisse a causa all’acqua che passava attraverso il pavimento del palco!) E alla fine Radha-Vrajasundara e Gaura-Nitai stavano sul palco, ben vestiti e inghirlandati mentre veniva offerto Loro l’arotik.


L’installazione di Sri Sri Radha-Vrajasundara e Sri Sri Gaura-Nitai faceva parte di un festival di sette giorni, che iniziò con il Ratha Yatra e fu seguito da cerimonie di iniziazioni, matrimoni etc. etc... Fu un festival eccezionale, con kirtan che smuovevano gli arti stanchi e affaticati dei devoti che avevano lavorato con grande impegno, che si sollevavano da terra per danzare ore ed ore.
Villa Vrindavana era veramente una comunità, sia nel lavoro che nel divertimento. L’installazione non avvenne solamente quel giorno, ma anche nelle settimane, i mesi e gli anni pieni di devozione collettiva che precedettero la sua preparazione, e nei mesi e gli anni che seguirono.

TUTTE LE GLORIE AI DEVOTI DI
SRI SRI RADHA VRAJASUNDARA E SRI SRI GAURA-NITAI!