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Gli insegnamenti di Sri Caitanya a Srila Rupa Goswami
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Arrivato
a Prayaga, Sri Caitanya incontra Srila Rupa Gosvami e il fratello minore,
vicino al tempio di Bindu-Madhava. Questa volta il Signore riceve un'accoglienza
più degna da parte degli abitanti di Prayaga. Vallabha Bhatta, che
risiede ad Adaila, un villaggio situato sulla riva opposta di Prayaga, invita
il Signore a casa sua, ma durante la strada Sri Caitanya Si getta nel fiume
Yamuna, ed è a gran fatica che viene tirato fuori, privo di sensi.
Infine, Sri Caitanya raggiunge la dimora di Vallabha Bhatta, uno dei Suoi
principali ammiratori, anche se questi istituirà in seguito il suo
proprio gruppo, la Vallabha-sampradaya. Sulle rive del Dasasvamedha-ghata, a Prayaga, Sri Caitanya istruisce Rupa Gosvami nella scienza del servizio di devozione durante dieci giorni. A beneficio di Rupa Gosvami, Egli analizza le 8.400.000 specie viventi e in particolare le divisioni della specie umana: distingue coloro che aderiscono ai principi vedici, e, tra loro, gli esseri che agiscono per i frutti delle loro azioni, poi gli empiristi e infine le anime liberate. Egli affermerà inoltre che i puri devoti di Krsna sono molto rari. Srila Rupa Gosvami è il fratello minore di Sanatana Gosvami. Quando si dimise dal suo incarico governativo, portò con sè due barche cariche di monete d'oro, centinaia di migliaia di rupie accumulate nell'esercizio delle sue funzioni. Ma prima di lasciare la casa per raggiungere Sri Caitanya Mahaprabhu, divise così le sue ricchezze: metà per il servizio al Signore, un quarto per i suoi familiari e un quarto per i suoi bisogni personali in caso di necessità. In questo modo diede il perfetto esempio del comportamento che deve adottare ogni capofamiglia. Sri Caitanya gli insegna dunque la scienza del servizio di devozione, paragonandola a una pianta. Egli consiglia al Gosvami di proteggere con grande cura la pianta della bhakti dall'elefante infuriato che rappresenta l'offesa commessa verso un puro devoto del Signore. Bisogna proteggerla anche dai desideri di godimento materiale, di liberazione monistica e di perfezione yoga (con lo hatha-yoga), perché tutte queste attività sono dannose allo sviluppo del servizio di devozione. Anche la violenza verso gli esseri viventi, la sete di guadagno e di fama terrena rappresentano altrettanti ostacoli sulla via della bhakti, o bhagavata-dhamia. Il servizio di devozione puro dev'essere libero da ogni desiderio per il piacere dei sensi, libero anche da ogni desiderio per i frutti delle azioni e da ogni sforzo orientato ad acquisire conoscenze monistiche. Occorre anche liberarsi da ogni identificazione materiale, e soltanto allora, situati nella purezza trascendentale, si potrà servire il Signore con i sensi interamente purificati. Finchè rimane anche il minimo desiderio di godere con i sensi, di fare Uno con l'Assoluto o di acquisire poteri mistici, non c'è possibilità di raggiungere il puro servizio di devozione. Il servizio di devozione viene svolto in due fasi: dapprima come esercizio, poi in modo più spontaneo, motivato da sentimenti più profondi. Quando si raggiunge il piano dell'emozione spontanea, si può progredire ancora sviluppando attaccamento per il Signore, sentimenti più vivi, amore, e percorrere nell'ascesa verso la perfezione devozionale tappe sempre più elevate, che nessuna parola italiana può tradurre. Abbiamo comunque cercato di spiegare la scienza del servizio di devozione in un'opera intitolata Il Nettane della Devozione, basata sul Bhakti-rásamrta-sindhu di Rupa Gosvami, che è una grande autorità in materia. Il puro servizio di devozione si manifesta in cinque differenti gradi di scambi. 1. Lo stato di realizzazione spirituale che segue la liberazione dalla schiavitù materiale corrisponde a uno scambio che si può considerare neutro (santa). 2. Poi, una volta sviluppata in sè la conoscenza sublime delle perfezioni interne del Signore, il devoto può raggiungere il livello di scambio attivo detto dasya. 3. Su questa nuova base il devoto può sviluppare un rispettoso sentimento fraterno verso il Signore che diventa poi di amicizia e gli fa considerare il Signore eguale a Sè stesso. Queste due tappe sono dette sakhya, o servizio di devozione in amicizia. 4. Al di là si trova il livello di affetto parentale per il Signore, e questo scambio è detto vatsalya. 5. Infine, c'è il livello dei sentimenti amorosi, o madhurya, considerato il più alto grado di amore per Dio, sebbene sul piano qualitativo non esista alcuna differenza tra i cinque livelli di scambio sopra descritti. |