Sette giorni da vivere


Parikshit era il figlio di Abhimanyu, uno degli eroi principali della guerra di Kurukshetra. Era dunque il nipote di Arjuna. Egli non era ne` vecchio ne` malato, ma aveva ricevuto una maledizione che lo condannava a morire entro sette giorni.

Il re Parikshit era famoso su tutto il pianeta per le sue grandi doti amministrative e un talento insuperabile nell'arte militare. Re ideale, era rispettato e amato da tutti per la sua natura caritatevole, generosa e liberale. Egli era cosi` potente che tutti i suoi nemici vennero ad inchinarsi ai suoi piedi ed abbandonarono a lui le loro ricchezze. Egli era giovane, forte e possedeva opulenze regali inestimabili. Era l'emblema dei principi morali e un puro devoto del Signore.

Per il volere della Provvidenza, comunque, egli manco` di rispetto ad un brahmana. Di conseguenza ricevette una maledizione dal figlio di questi affinche` il meraviglioso Bhagavat Purana potesse rivelarsi al mondo.

Una volta, mentre il re Parikshit era a caccia nella foresta, divenne estremamente affaticato ed assetato. In cerca di un po' d'acqua, entro` nella capanna del saggio Shamika, il quale era seduto in silenzio, assorto in meditazione. Shamika Rishi non vide il re poiche` aveva gli occhi chiusi e aveva perso la coscienza esterna.

Quando il re Parikshit gli chiese dell'acqua, il saggio non pote` udirlo a causa del suo trance. Non avendo ricevuto alcun benvenuto formale, il re si considero` insultato e si arrabbio`. Raccolse con il suo arco un serpente morto e lo pose, a mo' di ghirlanda, sulle spalle del saggio.

Rientrato a palazzo, il re Parikshit si penti` di aver agito cosi` impulsivamente. "Forse il saggio era veramente in meditazione, oppure fingeva di esserlo per evitare di ricevere un guerriero come lui." Il dubbio lo tormentava.

Quando Shringhi, il figlio del saggio Shamika, venne a conoscenza dell'accaduto, si incolleri` e pronuncio` una terribile maledizione contro il re. Benche` fosse solo un ragazzo, Shringhi aveva acquisito grande potenza mistica. Egli disse, "Fra sette giorni a partire da oggi, un serpente alato uccidera` il re per aver insultato mio padre e trasgredito l'etichetta dell'ospitalita`."

Il ragazzo torno` da suo padre e, quando vide il serpente morto intorno al suo collo, si mise a gridare e a piangere. Cio` interruppe la meditazione di Shamika Rishi. Il saggio apri` gli occhi e, come vide il serpente sulle sue spalle, lo getto` per terra. Poi chiese a suo figlio perche` stesse piangendo. Shringhi lo mise al corrente dell'accaduto.

Quando Shamika Rishi udi` i dettagli dell'incidente, non prese sul serio l'affronto del re, ma condanno` con forza l'atto irresponsabile di suo figlio. "Ahime! Oggi mio figlio si e` macchiato di un peccato mortale. L'offesa del re Parikshit era insignificante, tuttavia e` stato punito a morire da questo ragazzo sciocco e immaturo."

Il re Parikshit ricevette la notizia della maledizione di Shringhi e l'accolse come un segno di buon augurio. Benche` avesse potuto contrattaccare l'azione del figlio del brahmana, egli preferi` non reagire. Il re penso` che Dio gli stava offrendo un'opportunita` di distaccarsi dalla vita materiale e cosi` accetto` l'idea della sua morte imminente con indifferenza

Egli lascio` il trono imperiale a suo figlio Janamejaya e ando` a sedersi in un luogo solitario sulle sponde della Yamuna. Dopo aver preso un voto di digiuno, concentro` i suoi pensieri ai piedi di loto di Krishna.

A quel tempo, con il pretesto di un pellegrinaggio, i piu` grandi saggi e pensatori dell'universo, giunsero sul luogo dove il re Parikshit si era seduto per morire. Grandi personalita` come Atri, Bhrigu, Vasistha, Parashara, Visvamitra, Anghira, Parasurama, Gautama, Maitreya, Vyasa, Narada e numerosi re santi si riunirono li` per incontrare il grande monarca. Parikshit si inchino` umilmente davanti a tutti. Poi richiese il permesso dei saggi di poter digiunare fino al momento della morte.

I saggi espressero la loro approvazione dicendo, "O re, aspetteremo tutti qui fino al momento in cui abbandonerai le tue spoglie mortali e raggiungerai il pianeta supremo che e` sempre libero da ogni contaminazione materiale."

Il re Parikshit pose due domande molto significative ai saggi presenti, "Ditemi, o santi brahmana, qual'e` il dovere di ogni essere umano in ogni circostanza e in particolare di colui che sta per morire?"

In quel momento, circondato da donne ignoranti e bambini, apparve tutto nudo il figlio di Vyasa, Shukadeva Gosvami, che viaggiava per tutta la terra come un avadhuta. Egli aveva solo 16 anni e la sua bellezza era straordinaria. Benche` cercasse di nascondere la propria posizione elevata, i saggi riconobbero immediatamente il suo status e gli offrirono il seggio d'onore nell'assemblea. Il re Parikshit prese subito rifugio ai piedi di Shukadeva Gosvami accettandolo come suo guru e in questo modo il Bhagavat Purana venne alla luce.