Sua Santità

Radhanath Swami in Italia

"Cari devoti i miei più sentiti omaggi, tutte le glorie a Srila Prabhupada e alla sua divina missione."
Il seguente è un breve resoconto dell'ultima visita di Sua Santità Radhanath Swami in Italia che ho avuto la fortuna di seguire.

di Ramacandra dasa

L’AEREO PROVENIENTE DA Mumbai è atterrato alla Malpensa sabato 12 aprile verso le 7.30. Eravamo all'incirca una ventina di devoti, pronti ad accoglierlo con un kirtan soft per preparare le nostre coscienze e quelle delle numerose persone presenti nella hall all'arrivo di Sua Santità. Dopo mezz' ora Maharaja è emerso dalle porte automatiche con il suo esiguo bagaglio e ha risposto ai saluti e agli omaggi dei devoti con omaggi e sguardi colmi di misericordia e felicità, poi è salito sull'auto di Nimai Pandit Prabhu, che si è diretta a Prabhupada-desh dove il suo caro confratello Trai das prabhu e sua moglie Mataji Krishnaloka lo hanno ospitato nella loro tranquilla dimora per tutta la sua permanenza.
Nonostante il lungo viaggio intercontinentale e le 3 ore di auto, Maharaja ha sorpreso tutti al suo arrivo al tempio dando una bellissima lezione sul Signore Ramacandra di cui si era celebrata l'apparizione proprio il giorno prima. Durante la lezione di Srimad Bhagavatam del giorno seguente, Maharaja ha parlato approfonditamente di personaggi trascendentali come i Pandava, Draupadi e naturalmente del loro amato Signore ed amico Sri Krishna, prendendo spunto da vari episodi tratti dal Mahabharata. Ha spiegato che al nostro livello condizionato abbiamo la tendenza a vedere tutto in modo estremista, o bianco o nero e abbiamo difficoltà ad applicare la sublime verità dell'acintya bheda-bheda tattva che permette di conciliare anche diversità apparentemente inconciliabili.


Verso le cinque del pomeriggio di domenica è arrivato al tempio accolto da un gioioso kirtan sua grazia Matsyavatara Prabhu con alcuni suoi discepoli, ed ha affiancato il suo caro amico e confratello sul palco nel salone principale gremito di ospiti e devoti. S.S. Radhanath Swami ha raccontato varie storie fra le quali quella di Narada e del suo procastinante discepolo Kailasa deliziando tutti con la sua sagacia trascendentale. Ecco di seguito alcune delle sue frasi illuminanti: "La vita è così preziosa che un solo istante ha più valore di tutte le ricchezze della creazione, Srila Prabhupada lo ha spiegato in modo molto bello: ci sono 8.400.000 specie di vita e cos'è in realtà il corpo? E' come una gabbia che imprigiona l'anima eterna. Siamo in questa gabbia a causa dei nostri desideri e attaccamenti, la natura dell'anima è di essere eterna, piena di conoscenza e di felicità. La natura stessa dell'anima o meglio la forza cosciente che ci da la vita è quella di amare Dio e servire Dio; il bisogno inerente di ogni essere è il piacere e ognuno sta cercando il piacere e il più importante di tutti i piaceri è quello dell'amore. Se non avete qualcuno da amare o che vi ama anche se avete interi imperi colmi di ricchezze non potete conoscere la soddisfazione interiore, e perché c'è questa necessità in ogni essere? Perché siamo eterne parti di Dio ma quando ci dimentichiamo di essere eterni servitori di Dio, ci identifichiamo col corpo e la mente e cerchiamo di sperimentare il piacere estatico dell'amore attraverso i sensi ma siamo inevitabilmente frustrati. E dopo essere passati attraverso milioni e milioni di specie, raggiungiamo la forma umana. In questa forma la porta della gabbia si spalanca e questa è l'unica possibilità per uscirne, Krishna ci apre la porta e ci chiama a gran voce: "Vieni, vieni! Esci dalla gabbia, diventa libero," ma l'anima che è paragonata ad un uccello risponde: "No no, non ho tempo. Qui ho del buon cibo da mangiare". Allora il Signore le dice: "Hai masticato e rimasticato questo stesso cibo per milioni di vite senza trovare soddisfazione, esci di là, ottieni la liberazione di amare Dio e soddisfa ogni tuo desiderio;" ma l'anima risponde: "Lo so, ma ho ancora delle responsabilità da portare avanti," e così perde l'occasione.
Maharaja ha concluso parlando della eccezionale personalità di Sivananda Sena e ha presentato Sua Grazia Matsyavatara prabhu come la personificazione delle qualità di grihastha ideale e servitore dei devoti, esibite da questo compagno di Sri Sri Gaura Nitai. Poi Matsyavatara prabhu ha preso la parola offrendo i suoi più cordiali omaggi a tutti e i suoi sentiti ringraziamenti a Radhanath Swami dicendo: "Uno dei compiti principali dei vaisnava è proprio quello di illuminare ogni persona con le sue parole e la sua presenza, Prabhupada usava un termine che è rimasto nella memoria di tutti quelli che lo hanno conosciuto da vicino: "travelling and preaching" viaggiare e predicare, prendersi cura delle persone prima di tutto, offrendo il modello della propria vita attraverso la coerenza del servizio devozionale e delle relazioni affettuose, amorevoli, compassionevoli, di amicizia e di solidarietà verso tutte le creature ma in particolar modo nei confronti dei devoti.
Dopo l'intervento di Matsyavatara prabhu Maharaja ha cominciato un kirtan che rapidamente ha assunto volumi e intensità che hanno coinvolto tutti i presenti in un canto e una danza estatici, tanto che il prasadam è stato servito alle 22.00. Il giorno dopo commentando il kirtan Maharaja ha detto che sebbene fosse stato una specie di shock culturale per lui il suono dei jambè, era stato comunque il kirtan più entusiasta che avesse mai fatto in Italia. Nei giorni successivi S.S. Radhanath Swami ha avuto incontri gestionali con i responsabili di Prabhupada-desh e un incontro più personale con i suoi discepOli che hanno esposto domande più specifiche e ricevuto risposte più dettagliate. Comunque ogni sera ha dato lezioni e bhajan molto ispiranti e rispondendo a una domanda presentata da alcuni studenti dell'università di Padova sul ruolo della musica nel movimento Hare Krishna ha spiegato, con vari riferimenti shastrici ed esperienze personali con Srila Prabhupada e con altri devoti, della sua "carriera musicale" nell' ISKCON, toccando il cuore di tutti i presenti con la sua profonda umiltà e il suo trascendentale umorismo. Infine il giorno 16 alle 5 del mattino Maharaja è stato riaccompagnato all'aeroporto della Malpensa dove fino all'ultimo ha benedetto i devoti cori i suoi affettuosi abbracci e le sue dolci e incoraggianti parole .
"Ci rivedremo il 2 agosto, se Krishna ci concederà la Sua misericordia, perché senza di quella non siamo nemmeno in grado di respirare o di compiere qualsiasi azione". E riferendosi ad una vipera che ci aveva attraversato la strada durante la passeggiata del giorno prima ha continuato: "Quando vediamo un serpente nero dovremmo pensare che la morte ci può colpire ad ogni istante e quindi prendere molto sul serio la vita spirituale". Poi mentre i devoti intonavano un ultimo kirtan, Maharaja è salito sulla scala mobile e a mani giunte è scomparso alla nostra vista lasciandoci per l'ennesima volta stupefatti per il suo instancabile e devoto amore per Srila Prabhupada e per tutti i devoti in generale. Preghiamo sinceramente Sri Sri Gaura Nitai e Sri Sri Radha Ramana che proteggano e assistano sempre questo loro caro servitore ovunque il servizio a Srila Prabhupada lo conduca.

 

(da Movimento Iskcon di Maggio-Giugno 2003)