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| AUTOCOMPIACIMENTO. ( Tradotto da Madhu Nitai dasa )
UN ESTRATTO DA UNA CLASSE DI S.S. RADANATH SWAMI. DOMANDA: Maharaja, hai menzionato nella classe il modo in cui prendiamo le cose, che abbiamo fatto per anni, per garantite. Ci hai fatto l'esempio della televisione. La stessa cosa ci accade nella vita spirituale perchè alcune cose le abbiamo fatte per anni. È come quando si inizia a cantare alla mattina e si va avanti così. Diventa molto meccanico. Dopo un po' tendiamo a considerarlo garantito. Allora come evitare questo? RADANATH MAHARAJA: è molto importante che teniamo la nostra intelligenza sintonizzata sulla fortuna che abbiamo avuto senza mai considerarla una concessione gratuita. Per questo è molto importante associare e ascoltare le persone che capiscano veramente il valore del dono che abbiamo ricevuto. Quando leggiamo i libri di Srila Prabhupada, quando veniamo alle classi dei devoti, quando ascoltiammo i nastri, dovremmo veramente avere questo intento, non ascoltare e basta come un intrattenimento, ma capire che abbiamo disperato bisogno di ascoltare, essere sempre consapevoli della buona fortuna che stiamo ricevendo e coscienti dei pericoli di maya. Uno dei più grandi arsenali di maya per annientarci è l'auto-compiacenza. Krishna ci dice nella Gita, "dobiamo abbandonare egoismo e apatia, due nemici terribili". Lapatia può essere sia un nemico grossolano che un nemico sottile. Sulla piattaforma grossolana, siamo soltanto pigri, vogliamo soltanto dormire. Non vogliamo lavorare. E piuttosto non utiliziamo i nostri sensi, perchè è difficile. Questo è un tipo di pigrizia fisico. Ma, la forma più sottile di apatia è scambiare lillimitato valore della fortuna di Krishna come qualcosa di ordinario. O come dicono: prenderlo per dovuto. Quando siamo devoti nuovi, siamo colpiti dalla grande fortuna di essere in grado di poter ascoltare lo Srimad Bhagavatam. è una risposta a tutte le mie domande! Il santo nome mi dà sollievo dallesistenza materiale. Mi dà il gusto di Krishna, è la nostra reazione iniziale. Quando andiamo per la prima volta al tempio prendiamo prasadam e vediamo le Divinità, possiamo sentire come tutto ciò libera la nostra anima. E il fatto è che sta liberando la nostra anima. Ma appena ci abituiamo, la prendiamo come una cosa ordinaria. Appena la vediamo come una cosa ordinaria, non stiamo realmente prendendone i benefici. Percui dovremmo mantenere un grande entusiasmo e gratitudine verso tutte le sottigliezze del servizio devozionale. È molto importante. Perchè se diventiamo compiaciuti del nostro servizio devozionale, sarà solo questione di tempo prima che maya ci attiri per eseguire le sue attività. Dobbiamo avere determinazione. Percui, quando andiamo alle classi, quando leggiamo i libri, dobbiamo cercare di riconfermare lintensa consapevolezza della grande misericordia che stiamo ricevendo e restituire quella misericordia. Ogni volta che cantiamo sul japa, dovremmo veramente pregare e lottare per essere veramente grati e reciprocare con la grande miserciordia che abbiamo ricevuto attraverso il santo nome di Krishna. È un miracolo. È una meraviglia. Ma si, noi ci sintonizziamo su, Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare. Poi quando arriva lora del prossimo spettacolo, (sfortunatamente) spegniamo tutto. Dobbiamo essere molto consci di non cadere in questa trappola. Perchè se lo facciamo, perdiamo interesse in questa "stazione" e presto ci ritroveremo a cambiare altre "stazioni". Maya ci sedurrà. Per cui dobbiamo lottare contro questo compiacimento. Dobbiamo pregare.
Dobbiamo sforzarci e specialmente dobbiamo ascoltare attenamente i messaggi
che riconfermano la nostra consapevolezza dei pericoli del mondo materiale,
la bellezza e la dolcezza di Krishna, le glorie del servizio devozionale
e quanto siamo fortunati ad aver ricevuto, per grazia di Guru e Krishna,
questa opportunità. |