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Muktinath: dimora della liberazione
Con i libri su Krishna ed il suo santo
nome, un gruppo di studenti va in pellegrinaggio dalle pianure del Bengala
alle alte montagne dell'Himalaya
di Phalguna Dasa fotografie di Phalguna Dasa e
Hariscandra Dasa

3 Agosto 2000, Mayapur, Bengala
occidentale
Otto ragazzi dai dodici ai sedici anni,
si uniscono a me su un autobus diretto verso nord per recarci al tempio di
Muktinath sull'Himalaya. Sono studenti della scuola ISKCON per ragazzi a
Mayapur dove io insegno. La maggior parte di loro non sono mai usciti dal
Bengala. Naturalmente sono eccitati per il viaggio, ma sono impazienti di
affrontare un altro genere di avventura: l'occasione di presentare ad
altri la coscienza di Krishna.

A Katmandu gli abitanti del luogo vengono ad
adorare il Signore Nrisimha in un tempio a lato della strada.
11 agosto, Katmandu,
Nepal
Così tante cose sono già accadute. Quando
entrammo nel Nepal, dovemmo attendere alcune ore per la coincidenza e così
decidemmo di trascorrere il tempo nel vicino tempio di Hanuman. Il
sacerdote responsabile fu molto amichevole e ci accolse come ospiti
importanti. Decidemmo di distribuire alcuni libri di Prabhupada. Senza
neanche uscire dal tempio, vendemmo inaspettatamente sei
Bhagavad-gita. Non sapevamo parlare nepalese e la maggior parte
dei ragazzi non aveva mai distribuito libri prima. Io sentivo che Krishna
stava ispirando la gente a venire per ascoltare le Sue parole. Trovai
che i Nepalesi sono persone devote, religiose. Erano molto interessati a
parlare di Krishna con un devoto occidentale (io sono del Sud America). II
loro orgoglio di appartenere alla cultura vedica fu particolarmente
evidente a Durbar Square, un sorprendente insieme di antichi templi e
palazzi dove i re nepalesi vengono incoronati e le loro incoronazioni sono
celebrate solennemente. I ragazzi ed io ci mettemmo a distribuire i
libri di Srila Prabhupada che furono ben accolti sia dalle persone del
luogo che dai turisti.

Nel tempio ISKCON di Katmandu lo
studente di Mayapur Hariscandra Dasa dà la lezione
del mattino sullo Srimad-Bhagavatam.
16 agosto,
Bhaktapura
Andammo in una città vicina a Katmandu
dove si svolgeva il festival di Gayatra. Molti Nepalesi cantarono e
vennero in processione con noi ritenendola parte delle manifestazioni che
si svolgevano intorno al festival. Così tante cose sono già accadute.
Quando entrammo nel Nepal, dovemmo attendere alcune ore per la coincidenza
e così decidemmo di trascorrere il tempo nel vicino tempio di Hanuman. Il
sacerdote responsabile fu molto amichevole e ci accolse come ospiti
importanti. Decidemmo di distribuire alcuni libri di Prabhupada. Senza
neanche uscire dal tempio, vendemmo inaspettatamente sei
Bhagavad-gita. Non sapevamo parlare nepalese e la maggior parte
dei ragazzi non aveva mai distribuito libri prima.
Io sentivo che
Krishna stava ispirando la gente a venire per ascoltare le Sue parole.
Trovai che i Nepalesi sono persone devote, religiose. Erano molto
interessati a parlare di Krishna con un devoto occidentale (lo sono del
Sud America). II loro orgoglio di appartenere alla cultura velica fu
particolarmente evidente a Durbar Square, un sorprendente insieme di
antichi templi e palazzi dove i re nepalesi vengono incoronati e le loro
incoronazioni sono celebrate solennemente. I ragazzi ed io ci mettemmo
a distribuire i libri di Srila Prabhupàda che furono ben accolti sia dalle
persone del luogo che dai turisti.

Nel tempio ISKCON di Katmandu lo
studente di Mayapur Hariscandra Dasa dà la lezione
del mattino sullo Srimad-Bhagavatam.
16 agosto,
Bhaktapura
Andammo in una città vicina a Katmandu
dove si svolgeva il festival di Gayatra. Molti Nepalesi cantarono e
vennero in processione con noi ritenendola parte delle manifestazioni che
si svolgevano intorno al festival. Così tante cose sono già accadute.
Quando entrammo nel Nepal, dovemmo attendere alcune ore per la coincidenza
e così decidemmo di trascorrere il tempo nel vicino tempio di Hanuman. Il
sacerdote responsabile fu molto amichevole e ci accolse come ospiti
importanti. Decidemmo di distribuire alcuni libri di Prabhupada. Senza
neanche uscire dal tempio, vendemmo inaspettatamente sei
Bhagavad-gita. Non sapevamo parlare nepalese e la maggior parte
dei ragazzi non aveva mai distribuito libri prima.
Io sentivo che
Krishna stava ispirando la gente a venire per ascoltare le Sue parole.
Trovai che i Nepalesi sono persone devote, religiose. Erano molto
interessati a parlare di Krishna con un devoto occidentale (lo sono del
Sud America). II loro orgoglio di appartenere alla cultura velica fu
particolarmente evidente a Durbar Square, un sorprendente insieme di
antichi templi e palazzi dove i re nepalesi vengono incoronati e le loro
incoronazioni sono celebrate solennemente. I ragazzi ed io ci mettemmo
a distribuire i libri di Srila Prabhupàda che furono ben accolti sia dalle
persone del luogo che dai turisti.
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Un giorno di pioggia (a
sinistra) mette alla prova la determinazione dei pellegrini. Una
donna del villaggio (a destra) tesse e suo figlio guarda
divertito. |
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A Pokara Mahavisnu Swami
che accompagnò gli studenti per parte del percorso canta i giri
mentre guarda il fiume Ceti-Gandaki dall'alto. |
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24 agosto (Vyasa Puja di Srila
Prabhupada), Katmandu
Dopo una meravigliosa
celebrazione al tempio ISKCON, andai a piedi a cantare sulle colline che
dominano Katmandu e il fiume Vishnumati. È un bel posto per cantare. Dopo
essersi immersi nel canto per un certo tempo, vidi un giovane che,
sorridendo, veniva verso di me. Mi disse che il suo nome era Vinoj e mi
invitò a casa sua, perciò salimmo sulla collina fin là. Vinoj, suo
fratello Svarai e sua sorella Manju mi accolsero con grande ospitalità.
Questo incontro mi aiutò a capire come Krishna entra nei cuori delle
persone attraverso la misericordia dei devoti. Un po' di tempo fa un
devoto era venuto qui da Mayapur e aveva piantato il seme della
bhakti. Potei essere testimone di come il seme stava poco a poco
diventando una pianta rampicante. Vinoj, suo fratello e sua sorella mi
mostrarono poster di Radha-Madhava (le divinità dell'ISKCON a Mayapur), i
loro ospiti speciali. Essi mi dissero che spesso leggevano
Krishna, il libro di Srila Prabhupada.

L'autore insieme a uno studente fa una sosta
durante la prima parte del cammino.
26 agosto, Pokara
La nostra destinazione, Muktinath, è un famoso luogo santo sulle
alte pendici dell'Himalava. Il Mahabharata lo nomina come
Salagrama. Possono raggiungerlo solo quelli disposti a fare un lungo e
faticoso viaggio a piedi su sentieri impervi. Subito dopo essere
partiti da Katmandu, incontrammo i resti di una grossa frana. I ragazzi si
unirono ad alcuni devoti del luogo che cantavano camminando sul
pietrisco. Senza indugio, raggiungemmo la prima destinazione, un
piccolo tempio ISKCON a Pokara. Qui godemmo di una vista straordinaria del
fiume Ceti-Gandaki.
28 agosto, inizia il
viaggio a piedi
Ci dirigiamo verso Beni, una piccola
città, l'ultima dove possono arrivare gli autobus. Da qui in poi si può
proseguire a piedi o con il mulo. Noi scegliemmo di proseguire a
piedi. Quel giorno pioveva mentre dal sud ci mettevamo in cammino verso
Muktinath. Raggiungere Muktinath è sempre stato difficile. Sebbene il
percorso sia stato reso relativamente sicuro negli ultimi anni, molti
pellegrini hanno perso la vita percorrendo l'antico sentiero che costeggia
la gola del fiume più profonda e scoscesa del mondo. Qui gli uomini
usano i muli per trasportare i carichi sui ripidi fianchi della montagna.
Sebbene abituati a vedere pellegrini, gli uomini sembravano piuttosto
interessati alla nostra insolita comitiva. Erano persone semplici e
gentili.

Il tempio di Muktinath.
29 agosto, lungo il Gandaki
Incontrammo diversi ostacoli, come fiumi e ripide
salite. II fiume Gandaki rimbombava con le sue scure acque che dividono le
montagne. Talvolta camminavamo intorno a rocce da cui rischiavamo di
cadere in quelle acque sacre. Io riflettevo su come tutto questo
poteva apparire strano a questi giovani devoti, che fino a questo momento
avevano vissuto sul terreno perfettamente piano del Bengala occidentale.
Ne sembravano affascinati mentre continuavano a salire lungo il ripido
sentiero. Camminando attraversammo meravigliose foreste, improvvisamente
notai un'immensa nuvola che stava arrivando dietro di noi.
Entro
pochi minuti aveva inghiottito il cielo sopra di noi e le montagne davanti
a noi. Uno dei ragazzi commentò innocentemente: "Stiamo toccando le
nuvole." Ciò mi sembrò così logico e vero che mi colpì. Sì, qui stavamo
camminando tra le nuvole, a tremila metri sopra il nostro ashram
a Mayapur. Più estenuanti della fatica fisica erano le domande che
costantemente occupavano la mia mente, che sembrava ripetere in
continuazione: "Qual è lo scopo di tutte queste austerità?" Ne parlai con
i ragazzi per aiutarci a mantenere la nostra determinazione. Eravamo
ricompensati dalle fantastiche vedute dell'opera della mano di Krishna
nella natura.
30
agosto
Attraversammo piccoli villaggi dove le persone
avevano speciale simpatia per il canto del santo nome. Ci sono molti
templi, tempietti e ruote delle preghiere indù e buddiste.

Centootto getti d'acqua gelida purificano i
pellegrini prima dell'incontro col Signore Muktinatha.
1 settembre, Kagbeni a
Muktinath
Ci avvicinavamo a Muktinath con i piedi
dolenti e il cuore ispirato. Il sentiero ben battuto era stato preparato
da un numero enorme di pellegrini, ognuno dei quali aveva compiuto la
difficile scalata per adorare e vedere la sacra divinità di Muktinath. La
difficile prova di viaggiare fino a questo sacro luogo e sottoporsi a
personali austerità lungo il cammino, rendeva straordinariamente eccitante
la prospettiva del darsana (vedere le divinità). La nostra
giornata era cominciata con una bellissima vista del corso del fiume
Kali-Gandaki tra le montagne e del fiume Muktinath che vi confluisce. Ma
la nostra determinazione ad arrivare al sacro santuario fu messa alla
prova dalle colline più ripide del nostro viaggio. La salita fu
estenuante. Dopo alcune ore di ardua salita arrivammo a quel magnifico
luogo glorificato attraverso i secoli.
Prima d'entrare nel tempio
principale per il darsana della divinità del Signore Visnu
chiamato Muktinatha ("Il Maestro della Liberazione"), è costume
bagnarsi sotto 108 spruzzi d'acqua, un atto che si dice doni la
liberazione. Gli spruzzi sono sistemati in semicerchio e i pellegrini
devono passare sotto ciascuno di essi, facendosi scorrere l'acqua sulla
testa. La maggior parte delle persone iniziano con l'intenzione di andare
sotto ciascun getto, ma l'acqua è gelida, cosicché dopo tre o quattro
getti cominciano a correre, senza considerare se sono passati sotto a
tutti.
Solo agli Indù è permesso di entrare nel tempio, ma un
membro del nostro gruppo parlò con il sacerdote, che acconsentì a farmi
entrare. All'interno, il luogo dell'adorazione è illuminato con lampade ad
olio. Quella luce morbida dà un senso d'intimità col Signore, seduto in
una bella posizione yoga. Il Signore Muktinath è una divinità
di ottone con la più meravigliosa espressione di dolcezza. Molto
misericordiosa. È accompagnato da Sri Maha-Laksmi, la dea Sarasvati, e
Garuda. Dopo un minuto mi accorsi di essere l'unico pellegrino a
quell'ora. Il sacerdote chiuse la porta e mi fece rimanere a lungo. Offrii
al Signore, mantra e preghiere, chiedendoGli di concederci la Sua
illimitata misericordia. Poi le porte si aprirono e i raggi del mondo
esterno entrarono dentro. Capii che per me era giunta l'ora di uscire.
Il giorno seguente scendemmo; un altro viaggio a piedi ricco di
esperienze.

Un vivace gruppo che canta, passa attraverso
le strade di Katmandu.
3 settembre, Ghasa
Nei sobborghi di Ghasa un anziano monaco ci salutò con dolci
parole e c'invitò a prendere una tazza di latte nel suo semplice
ashram. Lo ringraziammo e ricambiammo offrendogli una mela.
Felice accettò e poi entrò nell'ashram, ritornando con una grande
quantità di mele e ne porse una a ciascuno di noi. Ci sedemmo con il
vecchio sadhu e discutemmo della bhakti. Egli disse che
trascorreva molto del suo tempo a cantare e che nel suo cuore c'era solo
un nome, quello di Radha, che è la devozione di Krishna personificata.
Disse che la sua vita era dedicata a servire i devoti in pellegrinaggio a
Muktinath. Mi sentii così commosso da questa semplice gentilezza che
gli regalai un prezioso chaddar di lana (scialle). Lo accettò con
gratitudine, poi entrò nuovamente nel suo piccolo ashram. Questa
volta ritornò con una grande quantità di cappelli di lana e ne regalò uno
a ciascun ragazzo. Osservando lo scambio ricordarono la nostra discussione
sull'importanza di priti-laksanam: scambi d'amore tra devoti di
Krishna.

Nei dintorni di Ghasa un sadhu parla di
Krishna offrendo ai viandanti mele e cappelli di lana.
6 settembre, Katmandu
Il viaggio a piedi a Muktinath era durato quattro giorni, ma
quello di ritorno ne richiese solo tre - appena in tempo per osservare
Radhastami, il giorno dell'apparizione di Srimati Radharani, al tempio
ISKCON di Katmandu.
Phalguna Dasa, un discepolo di Sua
Santità Mahavisnu Swami, è originario della Colombia in Sud America. Si
unì all'ISKCON nel 1995 e dal 1999, insegna nella scuola per ragazzi a
Mayapur.
(da Ritorno a Krishna)
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