|
La storia di Sudama Vipra
|
|
Sebbene l'amico brahmana di Sri Krishna fosse un grhastha, (sposato )
non era occupato ad accumulare beni per procurarsi un'esistenza agiata;
era soddisfatto di ciò che gli veniva naturalmente secondo il suo
destino. E'segno, questo, del perfetto sapere. L'uomo che ha raggiunto
la conoscenza sa che nessuno può avere più felicità
di quella che gli è assegnata. In questo modo, a ognuno è
destinata una certa quantità di sofferenza e gioia. Perciò
il Brahmana impiegava il suo tempo per progredire nella coscienza di Krishna.
La sposa non dava molta importanza alle propie comodità personali,
ma si preoccupava della salute fragile del suo sposo. Lo implorò
a lungo con molta umiltà e sottomissione di andare a trovare Krishna.
Il brahmana non pensava di chiedere a Krishna qualche beneficio materiale,
ma spinto dalle ripetute sollecitudini della sposa, cominciò a
riflettere: "Se vado laggiù, potro'vedere il Signore in persona.
Sarà una grande fortuna,anche se non gli chiedo nulla."Quando
si fu deciso, chiese a sua moglie se avesse qualcosa in casa da offrire
al Signore, suo amico e subito la sposa racimolò dalle vicine quattro
manciate di cidha (riso ) e le mise in una specie di fazzoletto, chiudendolo
con un nodo. Il brahmana prese il regalo e si diresse verso Dvaraka, assorto
nel pensiero che presto avrebbe potuto contemplare Sri Krishna , e nient'altro
trovava posto nel suo cuore. Rukminidevi prese a sventagliarlo personalmente; le donne del palazzo rimasero sbalordite e si domandavano ragioni di tale accoglienza di un brahmana così povero, mal vestito e neppure tanto pulito. Krishna gli disse: "Mio caro amico, tu sei dotato di una grande intelligenza e conosci molto bene i principi della vita spirituale. Immagino che alla fine dei tuoi studi all'asrama, dopo aver sufficientemente ricompensato il nostro maestro tu sia tornato a casa per prendere una sposa degna di te, ti ricorderai, penso, delle attività della nostra vita da studenti. Forse ti ricordi anche del giorno in cui andammo a raccogliere la legna per ordine della sposa del nostro guru. Fummo sorpresi da un turbine di polvere, poi sopraggiunsero le nubi, i lampi e i tuoni fragorosi. Il sole tramontò, ci trovammo sperduti nella foresta tenebrosa. Piogge torrenziali inondarono il terreno e fummo incapaci di trovare la strada dell'asrama. Ti ricorderai di quella pioggia violenta, un diluvio, degli scrosci sferzanti e delle ventate di polvere che ci fecero tanto soffrire. Da qualunque parte ci dirigessimo non facevamo che smarrirci di più. Disperati ci prendemmo per mano cercando di ritrovare il cammino e passammo così tutta la notte. Il mattino dopo, di buon ora, quando gurudeva seppe della nostra assenza, ci venne a cercare in compagnia di altri suoi discepoli e quando ci trovarono in mezzo alla foresta, eravamo immersi in una profonda angoscia. Animato da una grande compassione, gurudeva ci disse: Miei cari ragazzi, è meraviglioso che voi abbiate sopportato tanti disagi per me. L'uomo comune preferisce prendersi cura prima e sopratutto del proprio corpo, ma la fede e la bontà che avete per il vostro guru sono così grandi che vi siete presi tanta cura per lui, senza badare al vostro benessere personale. Grande è la mia gioia nel vedere che veri discepoli come voi sono pronti a tollerare disagi per soddisfare il propio guru, la mia felicità non ha limite davanti alle vostre azioni, la mia benedizione è su di voi." Sri Krishna passo molte ore a discorrere con Sudama Vipra dei loro rapporti
di un tempo. Poi gli disse " Caro amico, sono sicuro che mi hai portato
qualche regalo" ma Sudama molto imbarazzato, esitava a presentare
il suo regalo. Pensava:"Come potrei offrire a Krishna così
poca cosa?" E si limitò a chinare la testa. Ma Krishna afferrato
il fagottino che pendeva dalla spalla del povero brahmana annodato ad
un angolo del suo scialle, Krishna esclamò: Il mattino seguente Sudama s'incamminò felice, di nuovo verso casa, assorto nel ricordo della splendida accoglienza di Krishna. Quale fu il suo stupore quando, giunto sul luogo della sua dimora, trovò tutto così meravigliosamente cambiato! Là dove prima c'era la sua capanna sorgevano ora splendidi palazzi fatti di pietre preziose e gioielli, brillanti come il sole, la luna e il fuoco. Davanti a lui si stendevano qua e là parchi meravigliosi, dove passeggiavano uomini e donne tutti molto belli; e nei parchi, piacevoli laghi ornati di fiori di loto e delicate ninfee, stormi di uccelli variopinti che si alzavano in volo. Appena seppe del suo arrivo, la sposa del brhamana si sentì riempire
di gioia e uscì dal palazzo in gran fretta. Il suo aspetto era
così splendido che sembrava la dea della fortuna, venuta personalmente
per ricevere il brahmana. Appena lo scorse, lacrime di gioia presero a
scorrere dalle sue guance e la voce le si fermò in gola, tanto
che non riuscì nemmeno a rivolgergli la parola. Il brahmana, sorpreso
di vederla così bella, provò per lai un profondo affetto
e senza dir nulla, entrò con lei nel palazzo. |