Il Tempio del nostro cuore



Tratto da una lezione di Sua Santità Sacinandana Maharaj

Tradotto da bhakta Sergio

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

"Dhruva Maharaja disse : mio caro Signore, Tu sei onnipotente. Dopo essere entrato in me, Tu hai ridato vita ai miei sensi addormentati...le mie mani, le mie gambe, le mie orecchie, la mia sensazione tattile, la mia vitalità e in particolar modo la potenza delle mie parole. Permettimi di offrirTi i miei omaggi"
Srimad Bhagavatam 4.9.6

Oggi parlerò del tempio che abbiamo nel nostro cuore e di come fare ad accogliere Krishna in quel tempio. La bellissima costruzione del tempio che è qui descritta dovrebbe ispirare tutti noi a cominciare a costruire un tempio nel nostro cuore.

Vorrei che foste tutti ispirati a diventare dei costruttori, nel vostro cuore. Se trascurate questo "cantiere" importantissimo, non sarà possibile un grande avanzamento spirituale.

Per introdurre questo argomento, apprenderemo dalla storia di Dhruva Maharaj, nel cuore del quale è apparso Krishna. Ascoltate questa spiegazione con grande interesse:

Spiegazione di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Dhruva Maharaj poteva capire con molta facilità la differenza tra il suo stato d'essere prima e dopo aver ottenuto la realizzazione spirituale e aver visto in volto la Suprema Personalità di Dio. Poteva capire che le sue attività e la sua forza vitale stavano prima dormendo. Almeno che una persona non raggiunga il piano spirituale, i suoi arti, la sua mente e gli altri organi è come se dormissero. Se una persona non è situata sul piano spirituale, tutte le sue attività sono come le attività di un morto o di un fantasma. Srila Bhaktivinoda Thakura compose un verso su se stesso: "O essere vivente, svegliati! Per quanto tempo ancora dovrai dormire nel grembo di maya? Adesso hai l'opportunità di avere un corpo umano; cerca di alzarti e di analizzare te stesso". Anche i Veda affermano "Svegliati" Svegliati! Adesso che hai l'opportunità, il vantaggio di una vita nella forma umana, realizzati" Queste sono le raccomandazioni che fanno i Veda.

Dhruva Maharaja ha effettivamente provato come al momento dell'illuminazione dei sensi sul piano spirituale si possa comprendere l'essenza degli insegnamenti Vedici...che Dio è la Suprema Persona, che Egli non è impersonale. Dhruva Maharaja poté immediatamente comprenderlo. Era cosciente del fatto che per un lunghissimo periodo aveva praticamente dormito, e sentiva un impeto a glorificare il Signore secondo gli insegnamenti delle raccomandazioni vediche. Una persona materialista non può offrire alcuna preghiera a Dio o glorificare la Suprema Personalità di Dio, perchè non comprende le raccomandazioni dei Veda. Quando Dhruva Maharaja scoprì questa differenza in se stesso, capì immediatamente che era merito della misericordia incondizionata del Signore. Offri i suoi omaggi al Signore con grande rispetto e riverenza, comprendendo perfettamente di essere nelle Sue grazie. Il ravvivamento dei sensi e della mente di Dhruva Maharaja era causato dalla potenza interna del Signore. In questo verso, quindi, sva-dhamna significa "attraverso l'energia spirituale". L'illuminazione spirituale è possibile grazie alla potenza interna del Signore. Il canto del maha-mantra è rivolto prima di tutto all'energia spirituale del Signore, Hare. L'energia spirituale agisce quando un essere vivente si abbandona completamente e accetta la sua posizione di eterno servitore. Quando una persona si mette a disposizione o agli ordini del Signore Supremo, si dice sevonmukha; in quel momento l'energia spirituale del Signore si rivela gradualmente a quella persona.

Se l'energia spirituale non si rivela, nessuno è in grado di offrire preghiere e glorificare il Signore. Qualsiasi speculazione filosofica o espressione poetica viene considerata soggetta alle azioni e reazioni del mondo materiale. Quando una persona è effettivamente rinvigorita dall'energia spirituale, i suoi sensi si purificano, e questa persona si impegna esclusivamente nel servizio al Signore. In quel momento tutto, mani, gambe, orecchie, lingua, mente e genitali, è impegnato nel servizio al Signore. Un devoto così illuminato non svolge più attività materiali, né è interessato ad impegnarsi sul piano materiale. Questo processo di purificazione dei sensi e del loro impiego al servizio del Signore è conosciuto come bhakti, o servizio devozionale. All'inizio, i sensi sono impegnati verso il maestro spirituale e i sastra, e dopo questa realizzazione, quando i sensi vengono purificati, questo impegno continua. La differenza è che all'inizio i sensi sono impegnati in maniera meccanica, mentre dopo aver avuto questa realizzazione vengono impegnati con una comprensione spirituale.