20
ottobre ( S.S. Indraduymna Swami )
Ho riservato la giornata di oggi, domenica, a incontrare i miei discepoli,
alcuni dei quali non mi vedono da due anni. Uno dei discepoli che sono arrivati
è Tribunga Sundara das, che era appena tornato a Vladivostok da Grozny,
la capitale della Repubblica di Chechnya. La Chechnya, che fa ufficialmente
parte della Federazione russa, ha recentemente tentato di diventare una
nazione indipendente -- con il risultato di una guerra che viene combattuta
da mesi dentro e attorno a Grozny tra l'esercito russo e i ribelli chechni.
Tribunga Sundara faceva parte di una piccola squadra di devoti ISKCON che
distribuivano prasadam a Grozny prima della guerra, e solo recentemente
era sfuggito ai combattimenti quando i ribelli chechni avevano ripreso il
controllo della capitale. C'erano molti devoti da incontrare perciò
non potevo parlare a lungo, ma Tribunga Sundara mi ha lasciato il suo diario.
Dopo l'incontro con i miei discepoli si era fatto tardi e mi sono preparato
ad andare a riposare; prima di dormire ho preso inmano il suo diario, ma
dopo averlo letto per pochi istanti non sono più riuscito a smettere.
Inserisco qui nel mio diario parecchi giorni del diario di Tribunga Sundara,
per condividere con i miei lettori la fede e il coraggio dei devoti del
Food for Life della Chechnya:
Estratto
dal diario di Tribunga Sundara
Grozny, Chechnya, 6 agosto
4.30 del mattino. Anche oggi mi sono alzato tardi. Ieri sera sono rimasto
a lungo senza riuscire a dormire perché pensavo alle future possibilità
della nostra missione in Chechnya. Dopo aver fatto dei calcoli ieri, siamo
arrivati alla conclusione che per distribuire 1 milione di piatti di cibo
qui dobbiamo preparare altre 54 tonnellate di prasadam. Ogni giorno distribuiamo
circa una tonnellata di cibo dalla scuola abbandonata in cui viviamo qui
a Grozny. Se raddoppiamo la quantità possiamo farcela abbastanza
in fretta. Avremo una opportunità specialissima di glorificare
Srila Prabhupada nell'anno del suo Centenario offrendogli questa impresa.
Sembra
che oggi avrò parecchio da fare, perché devo chiamare Novosibirsk
e fare a mia madre gli auguri di compleanno. Normalmente ogni anno le
mando un telegramma per il suo compleanno, ma questa volta ricevere un
telegramma da Grozny non sarebbe un bel regalo per lei, perciò
ho chiesto a un giornalista di aiutarmi a fare una telefonata via satellite
nel corso della giornata, per far sembrare che chiamo da Mosca.
5.30 del mattino. Ho fatto il bagno, ho lavato i panni e mi sono fatto
il tilak.
5.50. Il sole è appena sorto e il coprifuoco nelle vie della città
è terminato. Ora andrò a riprendere il furgone dalla fattoria
fuori città dove lo parcheggiamo ogni notte per ragioni di sicurezza.
Probabilmente porterò con me Bhakta Andrei; è arrivato da
Mosca solo due giorni fa per aiutarci con il nostro programma di Food
for Life.
9.00 Dopo essere tornati dalla fattoria, io e Andrei ci stavamo avvicinando
alla scuola. Attraverso le finestre della casa accanto, ho notato un uomo
con in testa un cappello bianco da musulmano e un rosario attorno al collo.
Aveva un lanciarazzi
e una mitragliatrice in spalla, ed indossava un giubbotto pieno di granate
e munizioni. Ci vide e si mise a gridare: "Ehi, venite qui!"
Io ho cominciato ad avvicinarmi lentamente, e pensavo: "Sembra uno
dei ribelli chechni, forse non è da solo." "Venite qui!"
gridò di nuovo l'uomo. Io risposi: "Siamo del movimento Hare
Krsna. Stiamo distribuendo cibo alla gente della città. Facciamo
un lavoro umanitario." "Ho detto venite qui!" gridò
lui in modo ancora più perentorio.
Ero sconcertato e non riuscivo a muovermi, e in quel momento altri due
devoti, Yadusrestha e Bhakta Sergey sono apparsi dietro l'angolo cantando
i giri. Mi sono sentivo un po' sollevato -- almeno non eravamo soli. Ho
pensato che forse Sergey sarebbe riuscito a convincere i ribelli a lasciarci
in pace. Poi l'uomo è diventato nervoso e ha chiamato un amico
che stava poco lontano; Sergey e Yadusrestha hanno cominciato a parlare
tra loro e improvvisamente sono corsi in direzioni diverse. Io ho pensato
tra me "Cosa sta succedendo?" Improvvisamente l'uomo ha estratto
una granata e staccato la sicura.
La
mia mente turbinava all'idea che quando una granata esplode i frammenti
volano nel raggio di 100 metri: dovevo avvertire gli altri devoti di quello
che stava per succedere, perché avrebbero potuto avvicinarsi cantando
i giri. Ho detto ad Andrei: "Andiamo!" e ho cominciato a correre
verso la scuola. Mi sono fermato all'ingresso per un attimo e ho strillato
ai devoti: "Uno dei ribelli chechni sta per lanciare una granata!"
Poi sono corso dentro la scuola e mi sono gettato a terra, ma ho notato
che Andrei non era con me. Deve essere scappato in un'altra direzione.
Ho aspettato l'esplosione della granata ma non è successo nulla.
In pochi minuti un gruppo di 20 o 30 soldati chechni è apparso
nel cortile della scuola. Puntando le mitragliatrici alle finestre, ci
hanno ordinato di uscire. In un primo momento non capivo se l'ordine era
diretto a uno o due di noi, oppure a tutti i devoti. Ho strisciato fino
alla porta della stanza dell'altare e ho visto Kalikrit, che aveva appena
finito di vestire le Divinità. Gli ho detto: "Sembra che abbiamo
degli ospiti, prabhu." "Ah, davvero?" ha risposto lui.
"E chi sono?" "Ribelli chechni -- e sono tutti armati,"
ho detto con voce tremante.
Kalikrit non è sembrato particolarmente turbato. Era molto calmo.
Ho tirato fuori il mio sacchetto del japa e con la mano tremante ho cercato
di cantare qualche giro. Gradualmente è diventato ovvio che l'ordine
di uscire era diretto a tutti noi, e uno a uno abbiamo cominciato ad uscire
in cortile. Ho visto che l'intera scuola era circondata dai ribelli, alcuni
dei quali sembravano poco più che bambini, ma tutti tenevano saldamente
in mano delle mitragliatrici. Ci hanno ordinato di metterci in fila su
un lato del cortile. Un grosso soldato con i capelli rossi, vestito con
jeans sporchi, si è avvicinato a Yadusrestha e gli ha tolto l'orologio
da polso. "E' un tuo regalo per me," ha detto, "tu non
ne avrai più bisogno." Un altro ribelle barbuto è uscito
dal gruppo di soldati e sorridendo ha preparato il suo AK-47. "Sembra
che voglia fare lui stesso il lavoretto," ho pensato. Kalikrit era
l'unico devoto che indossava il dhoti. Si è fatto avanti e ha cominciato
a predicare, ma nessuno lo ascoltava.
Era una mattina d'estate tranquilla e soleggiata. Il sole stava sorgendo
lentamente, illuminando le rovine della scuola con i suoi caldi raggi.
Io facevo scorrere meccanicamente i grani del japa. Ricordando una foto
di Srila Gurudeva e di una Divinità del Signore Nrsimhadeva che
tenevo sulla mia mensola ho cominciato a pregare il Signore. La mia voce
era debole ma sincera, e improvvisamente tutta la mia paura scomparve.
La mia mano reggeva il japa senza più tremare. "E' un esame",
ho pensato. "E' l'ultimo esame che devo affrontare."
Il tempo
sembrava essersi fermato. Il soldato con l'AK-47 sollevò il fucile
e si preparò a spararci. Improvvisamente un altro soldato cominciò
a parlare con qualcuno sul suo walkie-talkie. Parlavano nella loro lingua
madre, e non capivo altro che la parola "sparare" che è
simile a quella della lingua russa. Un momento dopo però ci ha
detto: "Siete liberi. Abbiamo ricevuto l'ordine di sparare a tutti
i russi, ma voi siete dei tipi fortunati. Il nostro comandante è
un uomo religioso. Rispetta chi fa lavoro umanitario. Sa che distribuivate
cibo alla nostra gente." Il soldato barbuto che era pronto a spararci
sputò per la frustrazione mentre rimetteva la sicura alla sua mitragliatrice
e si allontanò.
Entrammo nella scuola con i soldati chechni. Uno dei ribelli mi disse:
"Che cosa avete da mangiare?" Poiché era così
presto e i cuochi non avevano ancora preparato niente, l'unico cibo che
avevamo era un piatto di dolci di latte che offrimmo ai ribelli. Spazzolarono
il piatto in pochi istanti e io pensai: "Hanno ricevuto la misericordia".
Mentre se ne andavano ci hanno ordinato di preparare il pranzo per 100
soldati.
9.15. Siamo tutti confusi e disorientati da quello che è successo
stamattina. Abbiamo iniziato il programma del mattino, ma facevamo fatica
a sentire Kalikrit che guidava il kirtana a causa delle continue sparatorie
ed esplosioni all'esterno. Quando la situazione è diventata più
tranquilla abbiamo fatto la classe di Srimad Bhagavatam.
9.30 Prasadam del mattino. Canto del japa.
12.20 Ho appena terminato 16 giri. Con tutti gli eventi di stamattina
è stato difficile concentrarsi. Le sparatorie all'esterno hanno
ricominciato, ma questa volta erano più intense, perché
si trattava soprattutto del fuoco dell'artiglieria
Ahimé, oggi non riuscirò a chiamare mia madre per il suo
compleanno. Probabilmente sarà arrabbiata con me, ma per lo meno
sono vivo.
13.40 Ho aiutato a mettere il prasadam in barattoli di metallo per la
distribuzione. Vari gruppi di anziane signore vengono regolarmente nella
nostra cucina a prendere prasadam, arrivando qui attraverso le strade,
dove c'è pericolo ad ogni passo.
Abbiamo avuto pessime notizie. Andrei è stato ferito alla gamba.
I ribelli gli hanno sparato mentre si arrampicava su un muro per fuggire.
La notizia è che la pallottola gli è entrata nella coscia,
ma poiché si trattava di una pallottola speciale, con un baricentro
spostato, ha perso molto sangue. Sergey, che era con lui, l'ha trascinato
fino all'ospedale.
14.20 Prasadam di mezzogiorno.
15.10 Due combattenti chechni ci hanno fatto portare dei barattoli di
crema d'avena e pane nel vicino condominio, dove nelle cantine c'erano
altri soldati chechni e degli abitanti del luogo. Poi i ribelli hanno
preteso che li accompagnassi con il mio furgone a distribuire munizioni
agli altri ribelli in un'altra parte della città. Che cosa potevo
fare? Ho dovuto obbedire.
19.00 Mi sento molto inquieto per la situazione in cui ci troviamo, ho
preso la Divinità del Signore Nrsimhadeva dalla mensola e L'ho
messo sull'altare. Ho pregato molto intensamente: "Mio caro Signore
nella forma metà uomo e metà leone, per favore, proteggici!"
Abbiamo preso harmonium e kartal e abbiamo cominciato tutti un bhajan
con Kalikrit. Il canto ha spazzato via ogni paura dal nostro cuore e mi
è venuta in mente una preghiera di Maharaja Pariksit: "O brahmana,
accettatemi semplicemente come un'anima completamente sottomessa, e che
madre Gange, rappresentante del Signore, mi accetti anche lei come tale,
perché ho già preso rifugio ai piedi di loto del Signore,
nel mio cuore. Che l'uccello serpente -- o qualsiasi altra creazione magica
del brahmana -- mi morda immediatamente. Desidero soltanto che tutti voi
continuiate a cantare le imprese del Signore Visnu."
(Srimad Bhagavatam, 1.19.51)
Mentre stavo pregando un grosso razzo lanciato da un elicottero di passaggio
è scoppiato nel cortile della casa accanto, facendo schizzare macerie
in tutte le direzioni, ma l'esplosione non è riuscita a coprire
il suono del kirtana, che scaturiva dal cuore di anime sottomesse che
pregavano disperatamente Krsna. Alla fine del kirtana siamo usciti dalla
sala del tempio, in cortile, e abbiamo visto che tutte le finestre della
scuola erano state mandate in frantumi dallo scoppio.
20.00 Abbiamo fatto una riunione per discutere cosa dovremmo fare se i
bombardamenti da parte delle truppe federali russe si intensificano, ma
in realtà non abbiamo altra scelta: dobbiamo restare nella scuola.
La città è circondata dai combattenti chechni, dobbiamo
restare e affidarci a Krsna. Abbiamo però deciso che da ora in
poi dormiremo sempre vestiti -- in caso dovessimo fuggire per un'emergenza.
20.45 Ho fatto il bagno al buio, con pochissima acqua.
21.40 Ho letto lo Srimad Bhagavatam alla luce fioca di una lampada a olio.
22.50 Ho cercato di addormentarmi, ma mi risulta difficile, con tutto
quello che è successo oggi. Ho riflettuto come la nostra fede di
devoti viene messa alla prova in situazioni estreme come questa. E non
è che l'inizio. Chissà cosa succederà stanotte? Mi
è venuto in mente un proverbio bengali citato spesso dal mio maestro
spirituale, Srila Indradyumna Maharaja:
rakhe krsna mare ke
mare krsna rakhe ke
"Se Sri Krsna protegge una persona, chi potrà ucciderla?
E se Krsna desidera uccidere qualcuno, chi potrà proteggerlo?"
Ho l'impressione che questo sarà il mio motto finché riuscirò
a uscire da questa situazione.
7 agosto
6.20 La notte è stata relativamente tranquilla. Alcuni devoti hanno
detto che ci sono state delle esplosioni, ma fortunatamente non ho sentito
nulla e ho potuto dormire profondamente.
7.25 Ho fatto il bagno e applicato il tilaka accuratamente. L'acqua adesso
è scarsa, perciò ciascuno di noi ha solo un secchio d'acqua
per lavare i panni e fare il bagno.
9.00 Ho cantato i giri nella sala del tempio. Mi sono ritrovato a prendere
rifugio nei santi nomi. La nostra situazione è praticamente disperata.
Siamo circondati da soldati in combattimento da ogni parte. In qualche
modo è facile invocare Krsna, come un bambino piange per chiamare
la madre. Ho terminato 12 giri.
10.00 Altre cattive notizie. Ci è stato detto che l'ospedale dove
era stato ricoverato Andrei è stato completamente distrutto dai
missili degli elicotteri russi ieri notte. Ieri Yoginath era andato a
trovarlo portandogli un japa e del prasadam; ha detto che nonostante il
dolore Andrei appariva gioioso e pronto ad accettare come volontà
di Krsna tutto quello che gli succedeva. Ora però l'ospedale è
completamente scomparso. Ci siamo avventurati all'esterno e abbiamo visto
che l'ospedale è semplicemente un ammasso di mattoni, cemento,
vetro... e cadaveri. Solo ieri la gente se ne andava in giro qui, parlando,
lavorando e pensando. Adesso è una scena orribile. Non siamo riusciti
a trovare Andrei in mezzo ai cadaveri, perciò abbiamo qualche speranza
che in qualche modo sia sopravvissuto se alcuni pazienti erano stati evacuati
in qualche altro posto:
rakhe krsna mare ke
mare krsna rakhe ke
"Se Sri Krsna protegge una persona, chi potrà ucciderla?
E se Krsna desidera uccidere qualcuno, chi potrà proteggerlo?"
12.00 Tornati al tempio abbiamo cantato insieme delle preghiere e tenuto
la lezione di Srimad Bhagavatam. Qui nessuno deve essere incoraggiato
a partecipare alla lezione, perché è un vero rifugio per
tutti noi.
Sergey è tornato dalla fattoria dove nascondiamo il furgone. Ha
fatto una cosa intelligente: ha tolto l'aria dai pneumatici e rimosso
alcune parti del motore, così che nessuno possa portare via il
furgone. Adesso siamo tutti di nuovo insieme... tranne Andrei.
13.00 I combattimenti nel quartiere si stanno intensificando. Abbiamo
preso prasadam nel corridoio perché le pallottole entrano nelle
stanze attraverso le finestre rotte e rimbalzano sui muri. Ora quando
ci spostiamo da qualche parte all'interno dell'edificio dobbiamo strisciare
sullo stomaco.
15.10 Ero disteso sul pavimento della sala del tempio ad ascoltare la
registrazione su nastro di un bhajan di Srila Gurudeva e mi sono addormentato.
Ero esausto.
17.30 Ho cercato di cantare i giri. Cantare i giri con attenzione è
per me più importante adesso, ma solo riuscito a concentrarmi solo
su pochi giri. Alcuni di noi si sono messi a parlare di prajalpa, di argomenti
militari. E' difficile non discutere di queste cose in simili situazioni.
Le sparatorie all'esterno sono molto intense. Solo Dio sa quando tutto
questo inferno finirà.
19.50 Stavo leggendo il secondo canto dello Srimad Bhagavatam quando l'elettricità
se ne è andata. Ho fatto di nuovo il bagno al buio.
20.50 Due soldati chechni sono entrati nella scuola. Uno di loro era solo
un ragazzino di circa 13 anni. Aveva in mano un AK-47. Hanno cominciato
a cercare qualcosa da mangiare. Non hanno trovato niente, e si sono presi
il walkman di Anila e l'orologio da polso di Kalikrit; quando Kalikrit
ha cercato di opporsi, l'hanno picchiato. Hanno preso anche le mie scarpe.
Quando hanno fatto per andarsene li ho seguiti, cercando di spiegare che
quello che avevano fatto non era giusto. Ho cominciato a spiegare la legge
del karma, ma quando ho menzionato il nome di Allah sono diventati furibondi.
Il ragazzino mi ha puntato la mitragliatrice al petto: "Vuoi che
ti spari?" ha gridato. Gli occhi di un fanatico religioso erano fissi
sulla mia faccia. Ho cominciato a cantare Hare Krsna mentalmente; lui
ha esitato e ha rinunciato a premere il grilletto. Il suo amico ha detto:
"Ehi Musa, o lo ammazzi o ce ne andiamo. Non abbiamo tempo."
Il ragazzino ha spostato la mitragliatrice e se ne è andato.
rakhe krsna mare ke
mare krsna rakhe ke
"Se Sri Krsna protegge una persona, chi potrà ucciderla?
E se Krsna desidera uccidere qualcuno, chi potrà proteggerlo?"
Sono tornato nella scuola e mi sono appoggiato al muro ansimando. Ho
pensato: "Correndo dei rischi senza nessuna necessità ho costretto
Krsna a servirmi."
22.00 Questa sera abbiamo tutti discusso sul fatto che dovremmo stare
molto attenti a non irritare i ribelli. Immediatamente la paura della
morte è riapparsa nel mio cuore. Se i chechni non sono contenti
di noi potrebbero tornare in qualsiasi momento a ucciderci, semplicemente
per divertimento. Dopo la riunione ho ricominciato a cantare i giri. L'unico
modo in cui posso tenere la mente libera da ogni ansietà è
cantare i santi nomi. Più tardi abbiamo fatto un'altra riunione,
al buio completo, ma dopo 30 minuti abbiamo cominciato a cantare le preghiere
a Nrsimha perché i missili hanno cominciato ad esplodere tutto
attorno alla scuola. Ho guardato fuori (cosa molto rischiosa) e ho visto
che una tubatura del gas spezzata poco lontano bruciava furiosamente per
la perdita di gas. Abbiamo deciso di andarcene dalla scuola domani mattina.
E' semplicemente troppo pericoloso restare. Dobbiamo andare da qualche
altra parte.
8 agosto
6.00 Al risveglio ho fatto il bagno, mi sono messo il tilaka e ho lavato
i panni. Ha piovuto molto forte tutta la notte. Non si riusciva a distinguere
il rumore del tuono e dei fulmini dall'artiglieria e dai missili tutto
attorno a noi.
Dopo il magala-arati ci siamo preparati a lasciare la scuola. Prima
di andarcene abbiamo cercato di nascondere tutte le cose del tempio, libri,
utensili e altri oggetti di valore, per proteggerli da ospiti indesiderati.
Abbiamo mandato due bhakta, Sergey e Garik, ad esplorare la zona per cercare
una via di fuga; sono tornati dicendo che non c'erano molti combattenti
chechni in giro e nemmeno molti civili -- sembra che siano ancora nascosti
nelle cantine degli edifici perché gli elicotteri russi bombardano
qualsiasi cosa in vista. La cosa più triste è che gli elicotteri
cercano di eliminare i ribelli chechni ma uccidono soprattutto i civili.
Siamo partiti, ma Garik ha deciso di rimanere per occuparsi degli attrezzi
di cucina e continuare a dare da mangiare ai pochi anziani che ancora
vengono regolarmente a cercare prasadam. Nessuno di noi pensava che fosse
una buona idea, ma lui si era unito come volontario alla nostra missione
da Suhumi e non è soggetto alla giurisdizione del Food for Life
di Mosca. Inoltre, è molto più anziano di noi e non possiamo
costringerlo a fare ciò che non vuole.
7.00 O Krsna! Mentre stavamo partendo sono arrivate delle notizie davvero
brutte. Qualcuno è arrivato correndo nella scuola a dire che il
ragazzo Hare Krsna che era stato ferito era appena morto.
Mi sono seduto per terra a piangere. Ieri avevo pensato di andare in cerca
di Andrei, ma non avevo potuto farlo, a causa dei continui combattimenti.
Siamo completamente impotenti:
rakhe krsna mare ke
mare krsna rakhe ke
"Se Sri Krsna protegge una persona, chi potrà ucciderla?
E se Krsna desidera uccidere qualcuno, chi potrà proteggerlo?"
11.00 Abbiamo lasciato la scuola portandoci dietro gli effetti personali
e una bandiera bianca su un bastone. Abbiamo deciso di cercare di raggiungere
il furgone. Mentre correvamo veloci attraverso la città, non siamo
riusciti a riconoscere nulla. Tutto era in rovine. In qualche modo Krsna
ci ha guidato e in fine mattinata siamo riusciti a raggiungere la fattoria
senza incidenti.
Il proprietario della fattoria ci ha accolto cordialmente, offrendoci
una piccola casetta di mattoni come alloggio. Tutte le finestre della
casa sono state frantumate dalle esplosioni dei missili, ma si tratta
comunque di una specie di rifugio. Ci siamo sistemati.
12.00 Terminati 16 giri. Dalle colline dove si trova la fattoria possiamo
vedere l'intera Grozny. La città è coperta dal fumo dei
combattimenti.
13.00 Ho ascoltato dei bhajan di Srila Prabhupada. La sua voce trascendentale
mi dà immediatamente pace, non appena la sento. Abbiamo offerto
prasadam cucinato da Amita. E' straordinario come sia riuscito a cucinare
in circostanze così sfavorevoli. Non appena ci siamo seduti per
rispettare prasadam, un gruppo di soldati russi ha attaccato dei ribelli
chechni che erano nascosti nei cespugli a soli 200 metri da noi. Le schegge
di granata delle esplosioni sono volate dentro la casa e alcuni frammenti
sono persino finiti nel mio piatto di crema d'avena.
17.15 Ho letto il Nettare della distribuzione dei libri, e ogni tanto
alzavo la testa per guardare gli elicotteri russi che attaccavano i ribelli
chechni. A volte venivano direttamente verso la casa, poi tornavano indietro
senza sparare. Era davvero spaventoso. E' come giocare alla roulette russa
-- non sai mai se sarai vivo tra un momento oppure no. Krsna, per favore
proteggici!
19.00 Ho guardato vari album di foto dei devoti, e abbiamo parlato di
cose non collegate con la nostra situazione attuale. E' stato un modo
per distrarci da questa orribile realtà.
Qui manca l'acqua, perciò abbiamo deciso di tornare alla scuola
per procurarcene un po'. La battaglia infuria in qualche altra parte della
città in questo momento, perciò abbiamo pensato che non
sarebbe stato troppo pericoloso avventurarsi fin là. Abbiamo deciso
di partire accompagnati da alcuni residenti locali che possono proteggerci.
La mattina la radio ha detto che i russi stavano entrando in città,
ma mentre camminavamo lungo la strada abbiamo visto che i ribelli chechni
continuavano ad occupare le loro solite posizioni. Siamo riusciti ad arrivare
alla scuola, e abbiamo riportato un grosso bidone di acqua dalla città.
E' sufficiente però soltanto per mezza giornata.
20.20 Ho letto Le preghiere della regina Kunti finché si è
fatto buio.
21.00 Abbiamo mangiato del mais appena cotto al forno. Fortunatamente
avevamo abbastanza acqua per lavarci le mani. Però non c'è
abbastanza acqua per pulirci i denti e tantomeno per fare il bagno.
21.30 La notte è molto buia, e le uniche luci che vedo sono i fuochi
che infuriano nella città sotto di noi. Il combattimento attorno
alla casa sta aumentando, perché i russi stanno cercando di ricacciare
i ribelli chechni nella foresta attorno a noi. I missili fischiano attorno
a noi, ma ormai ci stiamo abituando e stranamente non ci facciamo più
molto caso. Abbiamo fatto un breve kirtana al buio e poi siamo andati
a dormire. Mi spiace che non abbiamo fatto nessun vero programma spirituale
durante il giorno.
9 agosto
6.35 Ieri notte prima di addormentarmi pensavo tra me: "Perché
Andrei ha deciso di correre in un'altra direzione quando io sono tornato
di corsa alla scuola all'arrivo dei ribelli chechni?" Se esiste un
luogo sicuro nell'universo, è in compagnia dei devoti.
Questa mattina avevo soltanto un bicchiere d'acqua per fare il bagno.
9.00 Terminati 12 giri di japa.
10.45 Abbiamo organizzato un altare temporaneo e portato la nostra Divinità
di Nrsimhadeva e tutte le foto dell'altare. Kalikrit ha dato la classe
di Srimad Bhagavatam dal primo canto.
12.00 Ascoltato una lezione di Srila Gurudeva, ma mi sono addormentato,
risvegliandomi improvvisamente al rumore di esplosioni molto vicino a
noi.
16.15 Cantato i giri e letto il Nettare della distribuzione dei libri.
18.40 Ho ascoltato la radio russa per capire meglio la situazione attorno
a noi, ma ho concluso che si trattava di prajalpa, e ho scelto di leggere
piuttosto il Nettare dell'Istruzione. Ahimé, non sono riuscito
a concentrarmi a causa del rumore dei combattimenti che infuriano attorno
a noi.
19.20 Sta facendo buio, e questa nota sarà l'ultima per oggi. Tutto
il giorno abbiamo digiunato perché non avevamo niente da mangiare.
Mi sento molto affaticato. Questo è il quarto giorno in una situazione
completamente incerta, ma mi rendo conto che il problema maggiore non
è quello dei missili ma del fatto che dimentichiamo la protezione
del Signore.
Mio caro Signore Nrsimhadeva, per favore elimina il seme della paura del
mio cuore, in modo che io possa concentrare pienamente i miei pensieri
sui Tuoi piedi di loto!
10 agosto
6.20 Avevamo solo un bicchiere d'acqua a testa per fare il bagno. Sono
riuscito soltanto a pulirmi i denti. Abbiamo pensato di tornare alla scuola
a prendere dell'acqua, ma di nuovo i combattimenti sono diventati più
intensi nella zona, perciò abbiamo deciso di non correre rischi.
8.00 Anche oggi niente prasadam da mangiare. Sono molto debole. Non riesco
nemmeno a cantare i giri adeguatamente. Orditi è andato a cercare
il corpo di Andrei.
9.20 Abbiamo fatto un programma del mattino con la lezione di Srimad Bhagavatam.
11.00 Orditi è tornato. I dottori dell'ospedale dove stava Andrei
ci hanno dato il suo orologio. Hanno mostrato a Orditi la sua tomba nel
cortile dell'ospedale.
12.00 Terminati otto giri di japa. Mi chiedo come stia Garik alla scuola,
con tutti i combattimenti così intensi di questo periodo.
Abbiamo deciso di preparare il furgone e lasciare la città con
un convoglio di profughi che sembra parta oggi. Gli abitanti della zona
dicono che i ribelli chechni e le truppe federali russe lasciano passare
i profughi senza problemi.
14.15 Abbiamo preparato il furgone. Gonfiato le gomme e sistemato tutte
le parti del motore che avevamo tolto.
Ha cominciato a piovere. Abbiamo riempito tutti i barattoli con acqua
piovana. Dovrebbe essere sufficiente a fare il bagno per un giorno.
15.30 La pioggia è diventata più intensa. Ho fatto il bagno
sotto la pioggia, il mio primo bagno in due giorni. Immediatamente ho
cominciato a sentirmi meglio. Dopo il bagno ho applicato accuratamente
il tilak.
18.00 Ho letto il primo canto dello Srimad Bhagavatam. Preso un po' di
prasadam. Abbiamo fatto insieme dei piani per economizzare quel poco di
cibo, acqua e gas che abbiamo.
19.30 Ho lavato i panni. Per la grazia di Krsna la pioggia continua, perciò
abbiamo messo i secchi in soffitta per raccogliere acqua dalle falle del
tetto. In un modo o nell'altro Krsna Si prende cura di quelli che Lo servono.
Abbiamo già sei barattoli pieni di acqua, che dovrebbe bastarci
per due o tre giorni. Abbiamo ricevuto la notizia che attualmente la scuola
è stata occupata dai russi. Come starà Garik? Oggi il nostro
morale è un po' più alto, ma ancora desideriamo tutti andarcene
da questo posto non appena se ne presenta l'occasione. Il nostro futuro
qui è incerto come lo era nella scuola. Posso soltanto immaginare
quello che i devoti di Mosca stanno pensando. Non abbiamo avuto contatti
con loro da quattro giorni. Probabilmente sono in grande ansietà.
Mayuradhvaja non ha il cuore molto forte, e sono sicuro che non gli fa
bene non ricevere nostre notizie. Come affronterà il fatto che
i devoti del Food for Life sono dispersi nella città in fiamme
di Grozny? E come riusciremo noi ad affrontare questa realtà? Mio
caro Signore Krsna, il Tuo piano è perfetto -- noi dobbiamo semplicemente
seguirlo.
11 agosto
7.00 Oggi è il sesto giorno da quando siamo rimasti isolati dal
mondo reale. Certo, anche questo è il mondo reale. Secondo la Bhagavad
gita, il mondo materiale è un luogo di sofferenza.
Abbiamo appena ascoltato le notizie alla radio. Dicono che i combattimenti
proseguiranno ancora a lungo. I ribelli chechni avevano certamente ragione
quando hanno detto che erano venuti "per non andarsene più".
Il radiogiornale ha detto che le organizzazioni di soccorso internazionali
vogliono cercare di organizzare un corridoio umanitario in mezzo alla
zona di guerra per permettere alla gente locale di andarsene.
10.30 Ho terminato otto giri di japa. Kalikrit ha dato una lezione di
Srimad Bhagavatam molto interessante.
12.00 Preso prasadam. Stiamo finendo la bhoga. Cantati altri otto giri.
Quant'è difficile controllare la mente. La mia mente sta diventando
sempre più irrequieta a causa dell'incertezza della situazione
e dell'inattività forzata.
13.35 Alcuni abitanti del luogo che passavano di qui ci hanno detto che
ora i combattenti chechni stanno occupando i magazzini alimentari controllati
dallo stato, e li hanno aperti per tutti coloro che hanno bisogno di cibo.
Questo mi ricorda le attività dei bolscevichi durante la rivoluzione
russa del 1917. Tutta questa cosiddetta beneficienza ha lo scopo di ottenere
un consenso popolare a buon mercato. Poiché praticamente non abbiamo
più niente da mangiare, abbiamo mandato alcuni devoti a cercare
della bhoga. I devoti sono tornati dopo un po' con un grosso pacco di
spaghetti italiani e tre scatole di burro italiano a buon mercato.
20.25 Oggi non siamo riusciti ad andarcene di qui perché i combattimenti
sono troppo intensi nella zona. Ho riso di me stesso, perché sono
ormai in grado di identificare un'arma dal rumore del missile che ha lanciato.
Per la sicurezza del furgone, ho tolto nuovamente delle parti dal motore
e rimosso la ruota anteriore.
21.40 Questa nota è l'ultima per oggi. Abbiamo finito le candele,
e sto scrivendo queste righe alla luce dei fari del furgone. Domani sarà
esattamente una settimana da quando è iniziato il combattimento
per il controllo della città. Vorrei scappare da qualche parte
semplicemente per poter essere impegnato in qualche servizio attivo.
Sergey ha detto che ha sentito alla radio la voce di Madana-mohan das,
che esprimeva preoccupazione per il gruppo di devoti del Food for Life
dispersi a Grozny. O Signore, come possiamo uscire da questo posto assurdo?
Qui non facciamo che mangiare e dormire. Mi chiedo per quale assurdo motivo
abbiamo restituito la nostra mini radio Merlin che avevamo prima. E l'abbiamo
fatto solo tre giorni prima che iniziassero i combattimenti. Avremmo potuto
usarla per metterci in contatto con il mondo esterno.
12 agosto
7.10 La nostra scorta d'acqua è di nuovo limitata. Ciascuno di
noi ne ha soltanto per lavarsi la faccia e pulirsi i denti.
10.00 Sono riuscito a cantare otto giri prima dell'arati. Oggi ho dato
la lezione di Srimad Bhagavatam.
12.40 Ho ascoltato un nastro di bhajan di Srila Gurudeva e una delle mie
lezioni preferite, che ha dato a Mosca nel 1990. E' dal secondo canto
dello Srimad Bhagavatam, e si adatta perfettamente alla nostra situazione
attuale. Il verso dice:
anta-kale tu purusa
agate gata-sadhvasa
chindyad asaga-sastrena
sprham dehe 'nu ye ca tam
"All'ultimo istante della vita bisogna essere così coraggiosi
da non temere la morte. Bisogna però tagliare ogni attaccamento
per il corpo materiale e tutto ciò che lo riguarda, e tutti i desideri
che vi sono collegati." (Srimad Bhagavatam, 2.1.15)
Garik è arrivato dalla scuola. Siamo stati contenti di vederlo
vivo.
14.20 Abbiamo fatto una riunione sulla nostra situazione. Erano presenti
tutti e 10 i devoti. Alcuni dicono che dovremmo stare qui, altri che dovremmo
cercare di andarcene. Ho detto che rimanendo qui stiamo correndo il rischio
maggiore: "Che garanzie abbiamo che uno dei missili o delle bombe
che fischiano tutto il giorno sopra il nostro tetto non colpirà
la nostra casetta di mattoni?" Alla fine tutti sono stati d'accordo
che dobbiamo andarcene.
Abbiamo deciso di mandare alcuni uomini a esplorare la campagna attorno
e trovare una strada per andarcene. Sono stato scelto per tornare alla
scuola a prendere delle parti di ricambio del furgone di cui potremmo
aver bisogno per un lungo viaggio. Proprio mentre finivamo la riunione,
i combattenti chechni hanno accattato un edificio vicino.
18.45 Sono partito per andare alla scuola con Garik, ma a poca distanza
dalla casa siamo stati arrestati dai ribelli chechni. Hanno pensato che
fossimo soldati russi in abiti civili e ci hanno spintonato lungo la strada
per andare dal loro comandante, costringendoci anche a portare un grosso
sacco di pesce congelato. La loro base non era lontana, e il comandante
è risultato essere un uomo anziano e intelligente che ha esaminato
i nostri documenti, ci ha parlato per un po' -- e ci ha lasciato andare.
Arrivati alla scuola, l'abbiamo trovata in pessime condizioni. Ho preso
le parti di ricambio di cui avevamo bisogno per il furgone e ho trovato
anche una cartina delle strade attorno a Grozny e in città. Siamo
partiti alla svelta perché abbiamo sentito che vicino cominciavano
a sparare. Sulla via del ritorno ho visto il corpo decapitato di un soldato
chechno. Ho cercato di mantenere la mente fissa su Krsna.
21.00 Abbiamo fatto un kirtana insieme. Abbiamo deciso di non ascoltare
più i notiziari per risparmiare le batterie della radio -- e non
farci turbare inutilmente. Le notizie sono sempre cattive, e per metà
sono false.
13 agosto
00.00 Mentre mi addormentavo, ricordo di avere pensato: "O Krsna,
per quanto ancora ci metterai alla prova qui?" I combattimenti infuriano
ancora attorno a noi, perciò non possiamo andarcene.
14 agosto
8.00 Dopo essermi svegliato stamattina, ho letto le offerte di Vyasa-puja
del mio maestro spirituale per Srila Prabhupada nel corso degli anni.
10.15 Abbiamo preparato l'altare e fatto un kirtana. Con le ultime batterie
del registratore abbiamo ascoltato una lezione di Srila Prabhupada.
13.20 Preso prasada. Finiti 12 giri. Aggiustato le scarpe rotte con della
colla. Abbiamo ricominciato a discutere come andarcene da qui al più
presto possibile.
14.30 Questa mattina sono arrivati dei combattenti chechni e uno di loro
si è presentato come il Capo della Sicurezza di Stato, e ha preteso
di portarsi via il furgone. Non abbiamo potuto opporci. Avevano con loro
un autista che ha cercato di sistemare le parti necessarie al motore.
Mi sono offerto di aiutarlo, con l'intenzione di rallentare il più
possibile il lavoro nella speranza che si scoraggiassero e se ne andassero.
Il furgone è la nostra unica speranza di andarcene da qui. Kalikrit
è venuto da me e mi ha chiesto in inglese se sarebbero stati in
grado di far partire il motore. Ho risposto in inglese "no".
I chechni ci hanno guardato con sospetto. Non sono riusciti a mettere
in moto il motore, ma hanno spinto il furgone fuori dal cortile e lungo
la strada.
19.20 Dopo un po' il Capo della sicurezza di Stato è tornato con
alcuni soldati e ha cominciato a strapazzarci; ci hanno buttato fuori
dalla casa, ordinandoci di camminare verso il furgone. Ci siamo resi conto
che stavamo lasciando quel posto per non tornarci più. Sergey ha
chiesto al fattore di tenere le nostre Divinità. Il furgone era
circondato da un gruppo di chechni che cercavano di far partire il motore;
ci hanno messo dietro il furgone e poi mi hanno detto che se non mettevo
in moto ci avrebbero sparato.
Nel frattempo si era radunata una folla di abitanti del posto. Ci hanno
riconosciuto come devoti del Food for Life e hanno chiesto all'ufficiale
dove voleva portarci, lui ha risposto che ci portavano a un interrogatorio.
Ho messo in moto il furgone e ci hanno portato via. Quarantacinque minuti
più tardi siamo arrivati a una casa dove avevano improvvisato una
specie di ufficio; nell'ufficio ci hanno perquisito uno a uno, prendendoci
tutti i documenti, le carte e quello che gli interessava. Quando è
stato il mio turno di essere interrogato mi hanno chiesto che cosa possedevo;
tutto ciò che avevo era una semplice borsa di stoffa con il mio
Srimad Bhagavatam, un quaderno, una penna e due fotografie (una di Srila
Gurudeva, e l'altra della sua Nrsimha-salagram che porta sempre appesa
al collo). Non erano interessati. Le maniche del mio maglione erano piuttosto
lunghe, perciò non hanno notato l'orologio da polso. Dopo avermi
interrogato mi hanno spinto in una stanza buia dove stavano gli altri
devoti.
Più tardi alcuni giovani combattenti chechni sono entrati a portarci
della frutta. Ci hanno chiesto di parlare della nostra fede. Alla fine
i soldati più vecchi ci hanno portato al furgone e poi nell'ufficio
in rovina di una raffineria di petrolio. Li abbiamo guardati dalla finestra
mentre strappavano dal retro del furgone la tenda di stoffa con la scritta
a grossi caratteri "Hare Krsna Food for Life". Che cosa stupida!
Non sanno che la nostra insegna e la reputazione che si è fatta
sono la migliore protezione.
Dopo un po' siamo stati scortati fuori dalla raffineria fino al furgone
e portati fuori città. La strada era piuttosto pericolosa perché
le truppe federali russe dovevano avere messo dei posti di blocco e potevano
attaccarci, perciò per tutto il tragitto ho recitato le preghiere
al Signore Nrsimhadeva. Ho notato che anche gli altri devoti stavano cantando
con grande concentrazione.
Per la grazia di Krsna abbiamo raggiunto la nostra destinazione senza
incidenti. Il furgone si è fermato al cancello di una grande fabbrica
di carbone e i soldati chechni hanno spiegato che le loro autorità
volevano scambiarci con alcuni dei loro soldati che erano stati catturati
dai russi.
20.30 Abbiamo aspettato nel furgone, al cancello della fabbrica di carbone.
Ho cercato di leggere lo Srimad Bhagavatam. Uno dei combattenti chechni
ha cominciato ad osservare attentamente le illustrazioni del Libro di
Krsna che gli era stato dato da Mahabuddhi. In tono scherzoso ha cominciato
a fare delle domande, e di nuovo abbiamo avuto l'occasione di predicare.
Alla fine il cancello si è aperto e il furgone è entrato.
Dall'atteggiamento dei chechni abbiamo capito che ci considerano una merce
di valore. Al crepuscolo ci hanno spinto rudemente in una minuscola stanza
con finestre sbarrate.
21.00 Ho cantato altri due giri di japa. Ho la sensazione che stiamo per
affrontare l'esame più duro di tutto questo periodo. Forse sarà
l'ultimo, per noi. Kalikrit ha cominciato a descrivere il coraggio e la
devozione di Prahlada Maharaja e io ho pensato: "Sì, prima
o poi dovremo lasciare questo mondo materiale." Alla fine ci siamo
offerti reciprocamente i nostri umili omaggi. Volevamo incoraggiarci a
vicenda fino all'ultimo istante.
15 agosto
8.00 A mezzanotte un soldato chechno è venuto a ordinarci di uscire.
Fuori era buio e faceva fresco. Non c'era segno di rumori, e questo significa
che Grozny era piuttosto lontana. I soldati ci hanno messo in un piccolo
autobus e colpendoci molto forte al collo ci hanno costretto a piegarci
e guardare il pavimento. Con noi c'era un gruppo di soldati armati così
numeroso che sembravamo dei pericolosi criminali sotto scorta.
Dopo circa 30 minuti ci hanno portato ad una fabbrica desolata. Ci hanno
portato dentro e attraverso un corridoio, dove su entrambi i lati c'erano
soldati armati di mitragliatrici. Da dietro di noi è venuto un
ordine chiaro: "Se alzate la testa, vi spariamo senza altro avvertimento."
Tutti e dieci, insieme a un vecchio chechno, siamo stati spinti in una
piccola stanza buia, circa 2 metri per 2; tastando i muri al buio abbiamo
capito che si trattava di una cella frigorifera. Se avessero chiuso la
porta saremmo soffocati. Ma hanno lasciato la porta socchiusa legandola
con del filo metallico, come chiusura simbolica.
Dopo un po' ci hanno portato fuori uno alla volta per andare in gabinetto.
Quando è stato il mio turno, il soldato che mi accompagnava mi
ha appoggiato la mitragliatrice alla nuca, tenendocela finché sono
tornato al frigorifero. Dopo un'ora ci hanno portato fuori uno alla volta
per essere interrogati. Quando Yadusrestha è tornato, ha detto
che i ribelli chechni ci avevano preso per esploratori russi che fingevano
di essere operatori umanitari. Hanno detto che se non gli diciamo la verità
su chi siamo ci finiscono semplicemente chiudendo la porta del frigorifero.
Un'altra possibilità che stavano esaminando era quella di farci
scavare le nostre tombe e poi tagliarci la testa. Ho cominciato a pensare
ai nostri ultimi giorni. Krsna ci stava preparando per l'esame finale.
Cosa si può fare, se questo è il Suo piano?
rakhe krsna mare ke
mare krsna rakhe ke
"Se Sri Krsna protegge una persona, chi potrà ucciderla?
E se Krsna desidera uccidere qualcuno, chi potrà proteggerlo?"
Ho deciso di riposare un po' per alleviare il mio mal di testa, finché
mi avrebbero chiamato per l'interrogatorio. Mi sono piegato sul pavimento
di quella scatola in cui eravamo pigiati e mi sono "spento"
per un po'. Alle 4 di mattina avevano interrogato solo tre di noi, poi
in quella scatola puzzolente mi sono reso conto della necessità
di rimanere sempre concentrati sui piedi di loto del Signore e cantare
costantemente i Suoi santi nomi.
I soldati che ci facevano la guardia ogni tanto chiedevano qualcosa, e
dopo un po' sono diventati favorevoli. Uno di loro ha detto che se gli
ordinavano di spararci, non l'avrebbe fatto. Ho pensato:" Se questo
è il mio ultimo giorno, devo finire i miei giri al più presto
possibile", e ho cominciato a cantare. Che grande felicità
è stata! Con quanta sincerità stavo invocando Krsna.
All'alba ci hanno tolto dalla cella frigorifera e ci hanno detto di aspettare
in corridoio. Proprio in quel momento un gruppo di ribelli è arrivato
dopo aver combattuto tutta la notte a Grozny. Erano molto agitati e parlavano
ad alta voce nella loro lingua. Ci siamo trovati in mezzo a loro cantando
sul japa. Improvvisamente uno di essi si è avvicinato a me, e indicando
il mio sacchetto del japa mi ha chiesto: "cos'è questo?"
Ho tirato fuori il japa e gliel'ho fatto vedere. "E che cosa stai
mormorando?" ha voluto sapere. Facendo scorrere il japa tra le dita
ho recitato a bassa voce il mantra Hare Krsna. "Più forte!"
ha ordinato lui. Ho continuato a recitare i santi nomi con voce alta e
chiara. Tutti sono diventati silenziosi; ho cantato il mantra intero circa
10 volte. Il soldato e tutti i suoi compagni erano stupefatti, poi lui
si è seduto sul letto in un angolo della stanza, e togliendo il
suo rosario musulmano dalla tasca ha cominciato a recitare una preghiera
musulmana. Poi ha baciato il rosario, l'ha rimesso in tasca e si è
addormentato immediatamente. Proprio in quel momento è arrivato
un grosso ufficiale chechno, era alto e forte, di circa 40 o 45 anni,
con una striscia di stoffa nera attorno alla fronte.
Ha cominciato a farci domande, e a differenza dei suoi colleghi ha ascoltato
attentamente le nostre risposte. Come abbiamo scoperto in seguito, era
quello che aveva ordinato sul walkie-talkie di lasciarci andare quando
avevano voluto spararci nel cortile della scuola.
Dopo aver parlato con noi per qualche minuto, ha ordinato che ci lasciassero
andare. "Hanno nutrito la mia gente, e adesso tocca a me prendermi
cura di loro," ha detto. Più tardi ci ha detto che gli altri
ufficiali ci consideravano agenti del servizio segreto, e stavano per
farci fucilare. Krsna l'aveva mandato all'ultimo momento:
rakhe krsna mare ke
mare krsna rakhe ke
"Se Sri Krsna protegge una persona, chi potrà ucciderla?
E se Krsna desidera uccidere qualcuno, chi potrà proteggerlo?"
Siamo stati portati a incontrare il presidente del Dipartimento di Sicurezza
della Repubblica di Chechnya -- così si è presentato. Ci
ha fatto le sue scuse per il modo in cui eravamo stati trattati e ha detto:
"La guerra è guerra, sapete." Poi ci ha detto che il
comandante che ci aveva fatto liberare ci aveva invitato come ospiti a
casa sua. Prima che lasciassimo l'ufficio il presidente ha promesso di
mettersi in contatto con il nostro ufficio del Food for Life di Mosca
e informarli della nostra posizione. Abbiamo chiesto se potevamo riavere
gli altri nostri documenti lasciati nella casa sulla collina: erano carte
importanti per poter tornare in Russia. Senza di essi avremmo potuto essere
messi in un cosiddetto "campo-filtro" per persone prive di documenti
di identità e magari restarci per mesi.
14.00 Aslan (il nostro comandante-benefattore) ci ha ricevuto cordialmente
nella sua casa. Ci ha offerto tutte le facilitazioni possibili -- acqua
per fare il bagno, bhoga per cucinare prasadam e stanze per dormire. Ci
siamo aggirati nella sua grande casa cantando i giri e non riuscendo a
credere di essere riusciti a uscire dall'inferno.
17.10. Abbiamo preso prasadam e poi offerto cibo ai nostri ospitatori,
poi abbiamo lavato i piatti e riposato veramente per la prima volta in
molti giorni.
19.30 Lettura dal Libro di Krsna. Parlato con Aslan. Si è rivelato
un uomo semplice, un meccanico riparatore di auto. Due anni fa quando
sono cominciate le attività militari in Chechnya, i russi hanno
bombardato il suo villaggio e molti dei suoi parenti sono stati uccisi.
Il suo figlioletto è diventato invalido.
Allora Aslan ha deciso di fare voto di gazavat (un voto musulmano) e diventare
un combattente. Ha spiegato che i chechni non volevano combattere, ma
sono stati obbligati a farlo secondo la legge antica dello shariat.
16 agosto
7.45 Ho finito 12 giri. Sono riuscito a concentrarmi abbastanza bene.
9.00 Programma del mattino.
10.20 E' arrivato un soldato chechno a dirci che Mayuradhvaja prabhu stava
arrivando per la strada; era venuto fin da Mosca per salvarci. Non riuscivo
a credere che qualcuno ci potesse trovare qui! Sono corso fuori ad abbracciare
Mayuradhvaja prabhu e Sriman prabhu, che lo accompagnava. Eravamo così
felici di vederli. Hanno detto che ci avevano cercato per tre giorni.
12.00 Ci siamo congedati dai nostri ospitali benefattori chechni.
Ho detto: "Barrkalo Aslan. Adik yoil" (grazie Aslan, ti auguro
ogni bene!)
Sulla strada per uscire dalla Chechnya siamo passati accanti a lunghi
convogli di profughi. Talvolta dei soldati ci fermavano per controllare
i nostri documenti, ma Mayuradhvaja aveva tutte le carte necessarie. Siamo
arrivati a Mosca in tre giorni.
Poscritto:
Due settimane più tardi sono tornato a Grozny insieme con Kalikrit.
Abbiamo passato due giorni con Aslan; ci ha portato con i suoi combattenti
ribelli nella piccola casa sulla collina in modo da poter recuperare i
nostri averi. Ha visitato anche la scuola. Tutto era nella confusione
più completa. Tutto il cibo era scomparso e nel mezzo della stanza
c'era solo una grande scatola con i nostri libri. Garik era stato arrestato
da un gruppo di combattenti chechni e poi rilasciato, ma non prima che
gli rompessero le costole e il cranio usando le Divinità. Ormai,
per la grazia di Krsna, eravamo tutti al sicuro.
Tutti tranne Andrei, che ha dato la sua vita al servizio di Srila Prabhupada
e del Signore Caitanya Mahaprabhu. Prego il Signore di riportarlo a casa,
nel cielo spirituale.
Termine del diario di Tribunga Sundara
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