Un gruppo di pellegrini veleggiano sul Gange per visitare
i luoghi santi di Sri Caitanya e dei Suoi associati


di Mahamaya Devi Dasi


Quando Srila Prabhupada, nel 1976, inaugurò la barca, che chiamò Nitai Pada Kamala, su cui i devoti avrebbero navigato sul Gange per portare la  coscienza di Krishna nei villaggi del Bengala, io mi trovavo a Mayapur. Sebbene desiderassi unirmi al gruppo, la barca non aveva posto per le donne. 
Oggi, vent'anni dopo, sono di nuovo a Mayapur e Jayapataka Svami sta inaugurando un safari sul Gange per visitare quei luoghi santi difficilmente raggiungibili via terra al quale sono invitati anche donne e bambini.
 
 
Nel 1976 Srila Prabhupada inaugurò la barca Nitai-pada-kamala per portare la coscienza di Krishna nei villaggi del Bengala. Ventidue anni dopo i suoi seguaci solcano le sacre acque del Gange visitando la terra santa di Sri Caitanya Mahaprabhu.
 
 
21 Marzo, 1998
Mio figlio tredicenne, due suoi amici e io partiamo per Calcutta con un altra sessantina di devoti provenienti da tutto il mondo. A Calcutta prendiamo un treno notturno che ci porterà a nord dello stato del Bihar.

22 Marzo
Il mattino giungiamo alla nostra prima destinazione, Kanai Natshala dove  danziamo e cantiamo per le strade del villaggio circondato da una foresta di manghi.
Su una collina, affacciato sul Gange, sorge un antico tempio da poco donato all'ISKCON.

 

 
Le Divinità di Radha-Krishna e Sri Caitanya Mahaprabhu del tempio ISKCON di Kanai Natshala.
 
 
Il pujari (sacerdote) che si occupava del tempio, Narasimha Baba, era un vaisnava appartenente alla Ramanuja sampradaya che aveva dedicato la sua vita al servizio delle Divinità. Più di trecento anni fa i proprietari del tempio l'avevano passato alla Ramanuja sampradaya con l'accordo che se un giorno non fossero più stati in grado di prendersi cura delle Divinità avrebbero affidato l'adorazione al ramo dominante della sampradaya di Sri Caitanya.
Sfortunatamente, qualche anno fa le Divinità sono state rubate e per rispettare l'accordo e per assicurare un'adeguata protezione alle nuove Divinità, Narasimha Baba offri il tempio all'ISKCON che lui considerò come il principale movimento che continuava la missione di Sri Caitanya.
Nel tempio Jayapataka Svami ci raccontò la storia di Nrisimha Brahmacari il quale meditava di costruire una bellissima strada di gemme preziose sulla quale Sri Caitanya potesse camminare fino a Vrindavana.
Quando, durante la sua meditazione, Nrisimha Brahmacari arrivò a Kanai Nashtala non riuscì a proseguire e concluse che Sri Caitanya non sarebbe andato a Vrindavana.
Successivamente Sri Caitanya organizzò un pellegrinaggio a piedi verso Vrindavana ma quando raggiunse Kanai Nashtala accompagnato da centinaia di persone, annunciò che quel luogo era una Vrindavana nascosta (gupta) e decise che dopo tutto non era ancora il momento giusto per recarsi a Vrindavana e rimase lì come aveva già predetto Nrisimha Brahmacari.
Jayapataka Svami ci spiegò che nel testo del Caitanya-Bhagavata Kanai Nashtala viene descritto come il luogo in cui Sri Caitanya sperimentò il puro amore per Krishna nel profondo sentimento di separazione.

 

 
Pellegrini in posa fuori da Chika Mosjud, il luogo dove Sanatana Gosvami fu imprigionato.
 
 
27 Marzo
Oggi siamo arrivati a Katwa dove Sri Caitanya accettò l'ordine di rinuncia, il sannyasa. Abbiamo cantato mentre ci recavamo all'asrama di Kesava Bharati, il guru che dette l'iniziazione a Sri Caitanya all'ordine di rinuncia. Oggi l'asrama è un tempio dove troneggia una grande Divinità di Sri Caitanya.
Sri Caitanya venne qui e Si sedette sotto l'albero con alcuni devoti. Un giorno, Caitanya Dasa, il padre di Srinivasa Acarya, si stava recando a far visita a Sri Caitanya quando arrivò a Katwa e sentì che Sri Caitanya Si trovava in città. Successivamente scrisse un racconto di prima mano di questa storia in cui erano presenti anche Sri Nityananda, Gadadhara, Mukunda e altri devoti. Caitanya Dasa riuscì ad arrivare all'inizio della fila che si era formata per vedere Sri Caitanya che cantava e danzava nel kirtana. Copiose lacrime scendevano dagli occhi di Sri Caitanya tanto da bagnare i devoti che danzavano intorno a lui. Ad un certo punto Sri Caitanya fermò il kirtana ed esclamò: "è arrivato il momento di tagliarMi i capelli".
Temendo l'imminente separazione da Sri Caitanya che stava per accettare l'ordine di rinuncia, tutti protestarono e il barbiere si rifiutò di tagliarGli i capelli. Dopo aver convinto il barbiere a compiere il suo dovere di tagliarGli i capelli, Sri Caitanya danzò immerso nell'estasi e abbracciò Kesava Bharati.
Noi tutti toccammo l'albero sotto cui Sri Caitanya sedette. Accanto all'albero ammirammo un quadro che rappresentava la scena del taglio dei capelli in cui Sri Caitanya risplendeva con il Suo capo appena rasato in mezzo a un gruppo di devoti angosciati.
Vicino all'entrata vedemmo il Kesha Samadhi dove sono conservati i capelli di Sri Caitanya e il samadhi di Gadadhara che istituì l'adorazione delle Divinità in questo luogo.
 
 
Torre disegnata da Sanatana Gosvami alla fine del XV secolo.
 


31 Marzo
Dopo molta pioggia finalmente oggi è tornato il bel tempo e il mattino presto possiamo cominciare a visitare Ambika Kalna.
Come prima tappa visitiamo il tempio di Gauridasa Pandita e ascoltiamo la storia di come la sua grande e bella Divinità di Gaura-Nitai una volta ha lasciato l'altare per unirsi al gruppo dei devoti che cantavano Hare Krishna. Gauridasa Pandita voleva che Caitanya e Nityananda Si stabilissero a Kalna.
Quando Sri Caitanya gli disse che non sarebbe stato possibile, Gauridasa chiese loro il permesso di costruire delle Divinità che Li ritraessero in modo da essere sempre presenti a Kalna nella forma di Divinità.
Quando le Divinità di legno furono terminate Gauridasa chiese a Sri Caitanya e Nityananda di rimanere a Kalna e di lasciar partire le Divinità al Loro posto.
Per dimostrare che non vi è alcuna differenza tra Loro e le Loro Divinità, Sri Caitanya e Nityananda Si misero sull'altare, alzarono le braccia e Si trasformarono in Divinità.
 
 
Le tre barche del Ganga Safari.
 
 
 
Le Divinità di Sri Jagannatha, Sri Balarama e Subhadra devi presso Shrirampur, adorate seicento anni fa da Kamalakara Pippalai, uno dei compagni di Sri Caitanya Mahaprabhu.
 
 
 
Le Divinità nella casa di Raghunatha dasa Gosvami.
 
 
Le Divinità che prima erano sull'altare a loro volta cominciarono a muoversi e Si diressero verso l'uscita del tempio.
Gauridasa, allora chiese alla forma mobile di rimanere ma Loro Si  trasformarono in Divinità immobili e le Divinità che erano sull'altare Si incamminarono verso l'uscita. Questo continuò per qualche tempo finché Gauridasa non riuscì più a distinguere tra Caitanya e Nityananda e le Divinità.

2 Aprile
Questa mattina andiamo al tempio di Annapurna, dove si chiede il permesso per entrare nei luoghi santi in cui Sri Caitanya compì le Sue attività.
In fondo alla strada c'è un tempio di Radha-Syamasundara fondato da Birachandra Prabhu, il figlio di Nityananda. Sri Nityananda visse in questo luogo con le Sue due mogli: Jahnava e Vasudha, la madre di Birachandra.
Jayapataka Svami ci racconta la storia dell'apparizione di questa bellissima Divinità.
Una notte, Birachandra sognò che Krishna gli diceva che Si sarebbe manifestato in una pietra che Birachandra avrebbe dovuto prendere per scolpirci una Divinità.
Più tardi, il figlio dell'imperatore Hussein Shah, che era venuto a conoscenza dei poteri di Birachandra, lo mandò a chiamare.
"Mia figlia è molto malata" disse il principe a Birachandra, "Se tu sarai in grado di guarirla io ti darò tutto ciò che vorrai, ma se non sarai in grado di farlo ti considererò un impostore e ti farò uccidere". Birachandra guarì la principessa e chiese al figlio dello Shah, come ricompensa, una pietra proveniente dalle mura del palazzo.
Il figlio dello Shah protestò che togliendo la pietra tutto il muro sarebbe crollato ma poi per mantenere la parola data acconsentì.
Dopo aver avuto il consenso del principe, Birachandra cominciò un kirtana durante il quale la pietra rotolò fuori dal muro senza danneggiarlo.
Quando il masso si fermò ai piedi del muro Birachandra informò i devoti che intendeva portarlo sulle rive del Gange dove lo avrebbe bagnato nelle acque sacre, ma nonostante gli sforzi, il masso era talmente pesante che nessuno riuscì a muoverlo, neppure con l'aiuto di elefanti.
I devoti avviliti ricominciarono il kirtana durante il quale riuscirono a muovere il masso senza difficoltà. Alcuni devoti si mostrarono perplessi all'idea di Birachandra di bagnare la pietra nel Gange in quanto temevano che sarebbe affondata, ma contro ogni aspettativa, la pietra, una volta immersa nel Gange tornò in superficie galleggiando.
Dopo il bagno, Birachandra portò la pietra dallo scultore perché ne facesse una Divinità uguale a quella che aveva visto in sogno.
Quando la Divinità fu pronta Birachandra disse che era troppo grande e chiese che ne fosse scolpita un'altra.
Ma anche la seconda Divinità non corrispondeva a quella del sogno e Birachandra ne fece scolpire una terza che giudicò perfetta e la installò nel tempio che oggi vediamo come Radha-Syamasundara.

LA VITA SULLA BARCA
Il nostro safari aveva tre imbarcazioni ognuna con un equipaggio di quattro persone più una guardia. La barca delle donne ospitava ventotto persone, la barca delle famiglie (dove si trovava il nostro piccolo gruppo) alloggiava  diciotto persone e la barca degli uomini accoglieva le Divinità, la cucina, Jayapataka Svami e un numero indefinito di brahmacari.
Le imbarcazioni avevano due livelli, il ponte e le cabine con gli alloggi e i motori il cui rumore impediva qualunque tentativo di comunicazione.
Sul ponte si godeva di una vista meravigliosa della natura tropicale lussureggiante. Sulla riva gli abitanti dei villaggi ci salutavano e noi rispondevamo cantando Hare Krishna.
Due volte le barche si incagliarono nella sabbia. Inoltre, durante un temporale scoprimmo, dopo esserci riparati sotto coperta, che le imbarcazioni non erano a prova d'acqua e che l'acqua colava nelle cabine attraverso il ponte dove cercammo di spostare le coperte e i bagagli nel vano tentativo di proteggerli.
L'unico angolo asciutto si trovava sotto la cabina del capitano dove fortunatamente avevo piantato la mia tenda per proteggermi dalle zanzare e dove, durante il temporale, si rifugiarono tutti i bambini.
Il giorno dopo, tornando dal pellegrinaggio fui sorpresa di notare che nonostante tutti gli inconvenienti il mio entusiasmo di vivere sulla barca non si era affievolito.
 
 
Questo laghetto situato nel luogo di nascita di Isvara Puri fu creato dai seguaci di Sri Caitanya quando, seguendo il Suo esempio, rimossero la polvere dal luogo santo.
 
 
 
I pellegrini impegnati nella visita al tempio di Sivananda Sena, un ricco discepolo di Sri Caitanya.
 
 
 
 
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