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ELEVAZIONE
AL PIANO DELLA VIRTU' Questo essay è tratto
dal libro "L'arte di Insegnare" (The Art of Teaching) di Burijana Dasa. E' stato scritto per gli insegnanti
della Gurukula ma è adatto a tutti
i devoti. * * * * * * *
* * Gli insegnanti che desiderano avere successo
nel loro servizio devono coltivare la virtù. Ma aspettate un momento.
Sento forse delle proteste da parte di devoti (sottopressione)
(pressati) che si stanno sinceramente sforzando di soddisfare il loro Signore attraverso
(in) (con) passione? Stanno forse gridando da lontano che non c'è
bisogno della virtù? Stanno forse affermando
con enfasi che i devoti trascendono le tre influenze della natura materiale?
Una volta Srila Prabhupada fece questa stessa domanda dopo una classe della Domenica al 26 della Seconda
Avenue. Srila Prabhupada aveva appena finito di parlare
e io alzai la mano e dissi le mie prime
parole al mio maestro spirituale. Non erano parole sottomesse. "Swamiji,
durante la classe hai detto che i devoti sono sotto l'influenza della
virtù. Ma io pensavo che i devoti trascendessero le influenze della natura
materiale". Nonostante non conoscessi né il concetto
né mi curassi né della virtù né tantomeno del trascendere la virtù,
stavo stupidamente cercando una contraddizione.
Srila Prabhupada rispose gentilmente "Si, i devoti trascendono la virtù,
ma generalmente agiscono sotto l'influenza della virtù". Per comprendere le ramificazioni di questa
affermazione dobbiamo, prima di tutto, considerare la posizione di tutte
le anime condizionate in questo mondo materiale. Conformemente alla spiegazione del verso
18.60 della Bhagavad-Gita: Chi rifiuta di agire
sotto la guida del Signore Supremo sarà costretto a farlo sotto la spinta
delle influenze materiali che lo controllano . Ognuno si trova sotto
il controllo di una particolare combinazione di influenze materiali. Al contrario, un puro devoto, colui che
è continuamente impegnato nel servizio al Signore,
non cade sotto il controllo delle tre influenze della natura materiale. mam ca yo 'vyabhicarena bhakti-yogena sevate sa gunan samatityaitan brahma-bhuyaya kalpate Colui che si impegna
completamente nel servizio di devozione senza mai deviare, trascende
subito le tre influenze della natura materiale (Bg 14.26) La maggiorparte dei devoti, tuttavia, non
è completamente controllata dalle influenze della natura materiale, ma nemmeno
è completamente trascendentale o
serve il Signore in qualsiasi circostanza. Questi devoti sono considerati
trascendentali per la misericordia del maestro spirituale, il quale offre il loro servizio misto a Krishna,
attraverso la successione disciplica. Ma un devoto è considerato trascendentale
per la sua sincerità nel servire il suo maestro spirituale, ma questo
non significa che semplicemente perché
ha agito questa azione sia trascendentale. Il fatto che un vaisnava trascendentalista
sia a volte contagiato (?) dal controllo delle influenze della natura
materiale è stato confermato da Srila Prabhupada durante una conversazione tenutasi a Vrindavana
nel 1976 "Essere vaisnava non è così facile sennò perché cadrebbero?". Nella spiegazione al verso 2.45 della Bhagavad-Gita,
Srila Prabhupada afferma: Finché esiste il
corpo materiale le nostre azioni e le loro conseguenze sono sotto il dominio
delle tra influenze della natura materiale. Bisogna imparare ad essere tolleranti
... L'uomo raggiunge quetsa pace spirituale quando è per fettamentte cosciente
di Krishna e si affida completamente alla Sua volontà. In qualità di minuscole anime spirituali,
siamo eternamente prakriti, e siamo sempre controllati da Krishna o dagli
agenti di maya, le tre influenze della natura materiale. "krishna-surya sama; maya haya andhakara"
"Dio è luce. L'illusione è tenebre. Dove c'è Dio non c'è l'illusione".
Così come la corrente lungo le sponde di un fiume
è più forte di quanto lo sia al centro del fiume stesso, così maya attraverso le influenze della natura
materiale agisce con maggiore forza su quelle anime che stanno cercando di
sfuggire alle correnti del fiume dell'esistenza
materiale. E', perciò, in quei bui periodi di non-abbandono, quando siamo controllati dalla
influenze della natura materiale, che la
nostra posizione è precaria. O discendente di
Bharata, la virtù incatena l'uomo alla felicità, la passione ad azioni interessate e l'ignoranza che copre
la conoscenza, incatena l'uomo Quindi, dovuto a ciò che dettano le influenze,
un'anima impura accondiscende alle
richieste della virtù, della passione e dell'ignoranza, trascurando il suo vero desiderio di servire
con amore Krishna. Nonostante tutte e tre le influenze
incatenino l'uomo, la passione e l'ignoranza incatenano maggiormente. Ci riempiono di intensi
desideri, stupidità e impropria discriminazione.
Ciò è confermato nella Bhagavad-Gita ove viene descritto il genere
di influenza causata da ciascuna delle influenze: O figlio di Pritha,
quest'intelligenza che permette di distinguere ciò che si dovrebbe fare
da ciò che non si dovrebbe fare, ciò che è da temere da ciò che non lo è, ciò
che incatena e ciò che libera, è sotto l'influenza della virtù. (ersi 31 e 32.18
da controllare con Bhagavad-Gita nuova) Anche se noi, come devoti, stiamo certamente
facendo del servizio devozionale, tendiamo
ad aggiungere nella miscela del nostro servizio devozionale un pizzico di passione e una spruzzata
di ignoranza lasciati indietro (avanzati)
dal nostro condizionamento. La storia ci ha anche mostrato come l'intero
processo trascendentale discendente dagli acarya precedenti possa essere trascurato a causa delle
influenze della natura materiale. Dovremmo,
perciò, stare attenti che questo non accada a noi dedicandoci seriamente
al processo della coscienza di Krishna guardandoci simultaneamente dalla passione e dall'ignoranza. Se esaminiamo le seguenti qualità derivanti
dalla passione e dall' ignoranza, menzionate
nella Bhagavad-Gita, ci sarà facile capire perché devono essere evitate: Passione: forte attaccamento, azioni interessate, sforzo
intenso, desideri e bramosie
incontrollabili, mancanza di soddisfazione per la propria posizione,
attaccamento alla famiglia, avidità, desiderio di onore, esecuzione dei sacrifici
per ottenere onore e rispetto, tendenza a speculare. Ignoranza: capricci, mancanza di scopi, inattività, follia,
stupidità, miseria, angoscia, intossicazione, illusione,
eccesso di sonno, degradazione , pigrizia, rinuncia
alle attività mirate al benessere spirituale e ricerca della felicità senza considerare gli effetti
che questo avrà sulla realizzazione del
sé. Riconoscere le qualità della passione e dell'ignoranza
dalla vera devozione è importante
per il devoto quanto è importante riconoscere il germoglio dall'erbaccia
per il giardiniere. La mancanza di discriminazione può indurre un devoto
a coltivare le rigogliose erbacce di karma e jnana invece del germoglio
del servizio devozionale. Praticando rigidamente le norme e regole del
sadhana bhakti tutte le buone qualità proprie del devoto si svilupperanno automaticamente. Ma se si permette
alle erbacce di maya di crescere insieme al nostro servizio devozionale,
la crescita della bhakti- lata avverrà impropriamente.
Perciò le tendenze simili alle erbacce dovrebbero essere
estirpate e bisognerebbe attenersi rigidamente al processo della coscienza di Krishna agendo solo in virtù. Perciò gli uomini
consapevoli della importanza della forma umana devono situarsi nella virtù per poi superare le tre
influenze della natura materiale grazie
alla compagnia di anime elevate e stabilirsi nella coscienza di Krishna, fine ultimo della vita
umana (Bg 14.15) Avendo esaminato le qualità che nascono dall'ignoranza
e dalla passione è facile
capire come queste se mescolate al servizio di devozione, siano elementi di disturbo. Krishna dirige sempre
il suo puro devoto, ma poiché tale puro devoto non è disturbato dall'intenso
desiderio della passione e dallo
stupido intorpidimento dell'ignoranza, egli può trascendere le influenze ed abbandonarsi
al volere di Krishna. Finché la passione e l'ignoranza interferiranno col nostro servizio
devozionale il nostro abbandono non sarà
completo- Per questo motivo, quel giorno al 26 della Seconda Avenue, Srila
Prabhupada disse "generalmente i devoti agiscono sotto l'influenza della
virtù". La spiegazione al verso 1.2.19 dello Srimad- Bhagavatam conferma
la necessità che la coscienza del devoto sia sotto l' influenza della virtù: ... Una conseguenza
del servizio di devozione è proprio la completa eliminazione di questi effetti della passione
e dell'ignoranza ... Non è che ddelle contaminazioni di passione
e di ignoranza ci squalifichino dal
rendere servizio devozionale; è piuttosto il maestro spirituale che "gioca"
con esse in modo tale da elevarci alla virtù. Nello Srimad-Bhagavatam
1.2.24 è affermato: ... ma la virtù (sattva)
è ancora meglio perché permette di realizzare la Verità Assoluta Spiegazione: Come abbiamo appena
spiegato, l'uomo può sfuggire al condizionamento della esistenza materiale
praticando il servizio di devozione al Signore Supremo. Quindi, servendo Krishna attraverso il Maestro
spirituale, la coscienza del discepolo
si eleva gradualmente dall'ignoranza alla passione alla virtù. Non dovremmo essere confusi e pensare
"Non ho bisogno di agire in virtù, io sono
trascendentale". Dovremmo invece riconoscere la virtù come la coscienza "generale" nella quale
rendere servizio devozionale. Dovremmo coltivare la virtù
seguendo rigidamente i principi del sadhana bhakti, (the intelligent
renouncer) coloro che sono situati
nella virtù, che non odiano l'azione sfavorevole nè si attaccano all'azione favorevole non hanno
dubbi sull'agire (Bg 18.10) Ovviamente, coltivare la virtù fine a sè
stessa è pericoloso: se ne potrebbe restare condizionati o limitati. Ci
dovremmo sempre ricordare che il nostro unico dovere
è quello di servire Krishna. Diventare virtuosi,
brahmana o qualsiasi altra cosa diversa da un servitore di Krishna è maya. Lo Srimad-Bhagavatam lo afferma
chiaramente: versi 7.7.51-52 Anche la Bhagavad-Gita afferma il pericolo
di coltivare la virtù fine a sè stessa
descrivendo come si possa restare condizionati dalla felicità che la virtù
offre. si può diventare pieni di orgoglio pensando di essere il migliore tra tutti o compiacersi soddisfatti
di essere semplicemente degli
intellettuali. Nonostante questi pericoli, gli insegnanti devono accettare le istruzioni di
Krishna sull'impossibilità di trascendere le posizioni, altamente contaminate,
della passione e dell'ignoranza. In conclusione, per mostrare come la virtù
possa aiutare all' insegnamento cosciente
di Krishna, ecco uno schema contenente alcune delle qualità elencate nella Bhagavad-Gita come quelle derivate dalla
virtù. E' semplice comprendere che sono essenziali per
i devoti che aspirino a diventare buoni inùsegnanti. Sono, in parole
povere, essenziali per 15.25 17/05/98 qualunque
devoto desideroso di praticare servizio devozionale puro. * * * * * * * * * QUALITA' DELLA VIRTU' L'esecuzione delle
tre seguenti austerità, se praticate: 1. con fede 2. per il piacere del Supremo 3. senza aspettarsi benefici materiali è detta
austerità in virtù. 1. Austerità del corpo: a. adorazione del Signore Supremo b. adorazione dei brahmana c. adorazione del maestro spirituale d. adorazione dei genitori e. pulizia f. semplicità g. non-violenza h. celibato 2. Austerità della parola (lingua): a. dire il vero b. dire cose piacevoli c. dire cose che portano benefici d. non dire cose che possano agitare gli altri e. recitare regolarmente le Scritture Vediche 3. Austerità della mente: a. soddisfazione b. semplicità c. serietà d. auto-controllo e. purificazione della propria esistenza Colui che è in virtù
è braminico. Egli è: 1. pacifico 2. dotato di auto-controllo 3.. austero 4. puro 5. tollerante 6. onesto 7. dotato di conoscenza 8. saggio 9. religioso Colui che è in virtù
da in carità 1. ad un determinato momento 2. ad una persona adatta 3. in un luogo confacente Colui che è in virtù
ha una determinazione indistruttibile che: 1. controlla le attività della mente 2. controlla le attività della vita 3. controlla le attività dei sensi Colui che è in virtù
discrimina tra ciò che deve e ciò che non deve essere fatto. Colui che è in virtù
esegue il suo dovere: 1. senza falso ego 2. con grande determinazione 3. con entusiasmo 4. senza preoccuparsi di successo e fallimento 5. solo perchè è il suo dovere 6. senza temere gli effetti 7. si reca doverosamente al tempio semplicemente
per offrire i suoi omaggi alle Divinità Colui che è in virtù
è attratto da cibi: 1. che incrementano la durata della vita, purificano
l'esistenza e danno forza salute, gioia e soddisfazione. 2. questi cibi sostanziosi sono dolci, succosi,
grassi e saporiti. 3. prodotti del latte, lo zucchero,il riso, il
grano, la frutta, la verdura 4. preparato con amore e devozione e offerto
prima a Krishna Colui che è in virtù
non ha dubbi sull'azione Colui che è in virtù
rinuncia: 1. all'associazione materiale 2. all'attaccamento al frutto delle sue azioni Colui che è in virtù
esegue dei sacrifici: 1. in accordo alle Scritture 2. per una questione di dovere 3. senza desiderare remunerazione., Colui che è in virtù
vede le cose nella giusta prospettiva Situiamoci nella virtu' !!! |